Cassazione Penale, Sentenza n. 45523/2023 del 13/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
De Lorenzo impugna la conferma della condanna per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (art. 11 d.lgs. n. 74/2000), deducendo: contraddittorietà e violazione di legge nella qualificazione degli atti come "simulati" o come "altri atti fraudolenti"; mancata prova della capienza residua del patrimonio e dunque dell'assenza del pericolo per il credito erariale; carenza di motivazione sul dolo specifico e sul nesso teleologico (finalità di sottrarsi all'Erario); vizi nella determinazione della pena e mancato riconoscimento delle attenuanti generiche prevalenti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo ritenendolo fondato per contraddittorietà della motivazione della Corte d'Appello: la decisione di merito ha infatti qualificato gli atti dispositivi contemporaneamente come "alienazioni simulate" e come atti "fraudolenti" (ipotesi inconciliabili), senza indicare gli elementi di artificio/inganno che avrebbero caratterizzato atti fraudolenti. Per tale motivo la sentenza di secondo grado è stata annullata e la causa rinviata per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'Appello di Torino. La Cassazione ha però escluso l'estinzione del reato per prescrizione, rilevando che il reato è di pericolo eventualmente permanente e che il termine di prescrizione decorre dall'ultimo atto contestato (15/12/2016), con scadenza della prescrizione il 15/06/2024.
Norme richiamate
art. 11, comma 1, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
riferimento alla seconda ipotesi ("altri atti fraudolenti") nel capo di imputazione; nel testo si distingue tra la prima ipotesi (alienazioni simulate) e la seconda (altri atti fraudolenti)
La Corte ricorda la differenza tra le due ipotesi: le "alienazioni simulate" presuppongono una volontà negoziale non corrispondente alla realtà; gli "altri atti fraudolenti" riguardano trasferimenti effettivi ma con elementi di artificio/inganno tali da ostacolare o rendere più difficoltosa la riscossione coattiva
art. 81, comma 2, cod. pen.
richiamato nel capo di imputazione per la fattispecie continuata
Norma utilizzata per il richiamo alla continuità della condotta; la Corte osserva come il GIP abbia qualificato la fattispecie come eventualmente permanente ma non abbia applicato l'aumento per continuazione
art. 17, comma 2, d.lgs. n. 74/2000
citato in relazione all'applicazione del raddoppio del termine di prescrizione (la Corte osserva che non si applica)
La Corte ricorda che per il reato in questione non opera il raddoppio di cui all'art. 17, comma 2, nella determinazione del termine di prescrizione
art. 42 e 43 cod. pen.
richiamati tra le censure (elemento soggettivo, responsabilità)
Riferimento alle norme generali sulla responsabilità penale e sulla colpevolezza nell'ambito delle questioni sollevate sul dolo specifico
art. 132 cod. pen.
invocato nel quarto motivo in relazione alla determinazione della pena
Norma sulla determinazione della pena e sulle circostanze attenuanti/aggravanti; la Corte di Cassazione non decide nel merito la commisurazione della pena perché ha annullato per vizio motivazionale
Massime di principio
- Distinguere nettamente, in sede di motivazione, tra "alienazioni simulate" (la volontà negoziale non corrisponde al programma contrattuale) e "altri atti fraudolenti" (trasferimenti effettivi ma con artifici o inganni): non è possibile qualificare gli stessi fatti contemporaneamente come simulati e come fraudolenti senza adeguata spiegazione.
- Per qualificare un trasferimento come "atto fraudolento" ai sensi dell'art. 11 d.lgs. 74/2000 è necessario indicare quali elementi concreti di artificio, inganno o stratagemma abbiano reso la disposizione idonea a sottrarre o rendere più difficoltosa la riscossione coattiva dell'Erario.
- La mera circostanza che il trasferimento sia avvenuto a danno di un creditore (anche l'Erario) non è di per sé prova del dolo specifico: occorre un nesso teleologico o elementi che rendano il trasferimento idoneo a compromettere le garanzie patrimoniali.
- La prova della capienza residua del patrimonio (o della sua insufficienza) è rilevante nella valutazione del pericolo per il credito erariale e può richiedere valutazioni tecniche; l'assenza di valutazioni o motivazioni adeguate su questo punto può determinare vizio di motivazione.
- Il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte è di pericolo eventualmente permanente: la consumazione può protrarsi fino all'ultimo atto idoneo a ostacolare la riscossione; la prescrizione decorre dall'ultimo atto contestato.
- In giudizio d'appello e in primo grado il giudice deve esplicitare chiaramente la qualificazione giuridica scelta e motivare i passaggi logici; le contraddizioni sulla qualificazione della condotta comportano rischio di annullamento e rinvio.
- Se il giudice ritiene gli atti effettivi ma idonei a eludere l'esecuzione, deve motivare specificamente quali condotte o modalità abbiano reso il trasferimento un mezzo di elusione (es.: prezzo irrisorio, società create ad hoc, amministrazione fittizia, atti simulati di coopartecipazione ecc.).
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