Cassazione Penale, Sentenza n. 45525/2023 del 13/11/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Milano che aveva confermato la condanna, emessa in abbreviato dal G.u.p. del Tribunale di Como, per violazioni al d.lgs. n. 74/2000 (tra cui gli illeciti relativi a fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta). I motivi di cassazione contestavano: 1) la violazione dell'art. 9 d.lgs. n. 74/2000 sostenendo che Sardo non poteva essere punito sia per l'emissione di fatture false che per l'utilizzazione delle stesse, essendo l'art. 9 destinataria della disciplina che evita il concorso tra emittente e utilizzatore; 2) la doglianza sul trattamento sanzionatorio (artt. 81 e 133 c.p.), lamentando eccessiva severità per Sardo nonostante ammissioni e versamenti parziali all'Erario e sproporzione degli aumenti rispetto alla Angileri.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Sul primo motivo ha ritenuto manifestamente infondato il ricorso: la giurisprudenza consolidata e il G.u.p. hanno correttamente escluso l'operatività della deroga dell'art. 9 laddove la stessa persona sia amministratore sia della societa' emittente sia di quella utilizzatrice delle fatture false; in tale ipotesi non opera la non punibilita'. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto la motivazione dei giudici di merito non manifestamente illogica: differente gravita' dei ruoli (Angileri con ruolo marginale e pena al minimo, Sardo quale dominus con pena superiore) giustifica il diverso trattamento. Sono state inoltre confermate le sostituzioni delle pene con misure alternative decise in sede di merito. Infine i ricorrenti sono condannati alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di 3.000 euro alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
d.lgs. n. 74 del 2000, art. 9
La deroga al concorso di persone prevista dall'art. 9 (che evita la punibilita' dell'emittente in relazione all'utilizzazione e viceversa) non si applica quando la stessa persona svolge direttamente il ruolo di amministratore sia della societa' che emette fatture false sia di quella che le utilizza; in tale ipotesi i reati distinti possono essere entrambi contestati.
d.lgs. n. 74 del 2000, art. 2
Riguarda la dichiarazione fraudolenta mediante indicazione di elementI passivi fittizi; nel caso concreto e' stata ritenuta attività che, se effettuata dalla stessa persona che emette le fatture, non rientra nella deroga dell'art. 9.
d.lgs. n. 74 del 2000, art. 8
Riguarda l'emissione di fatture per operazioni inesistenti; può essere contestato congiuntamente al reato di dichiarazione fraudolenta quando il medesimo soggetto realizza entrambe le condotte.
codice di procedura penale, art. 606
Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; i motivi proposti sono stati esaminati e ritenuti manifestamente infondati o inammissibili nella misura in cui non superano il controllo di legittimità.
codice penale, art. 81
Regola l'aumento della pena per la continuazione di reati; la Corte ha ritenuto legittimo e logicamente motivato il diverso incremento applicato ai due imputati in funzione del ruolo e della responsabilità.
codice penale, art. 133
Disposizione sul concreto trattamento della pena e sulla determinazione della pena da parte del giudice; i giudici di merito hanno esercitato discrezionalità motivata nel determinare le misure, valutazione non viziata da illogicità manifesta.
codice di procedura penale, art. 545-bis
Richiamato per la sostituzione della pena detentiva con misure alternative (lavoro di pubblica utilità) come disposto dai giudici di merito.
Legge n. 689/1981, artt. 56 e 56-ter
Norme richiamate in relazione alle sostituzioni delle misure detentive con altre misure alternative dalla Corte di merito.
codice di procedura penale, art. 616
Prevede conseguenze in caso di inammissibilità dei ricorsi, inclusa la condanna alle spese e possibilità di sanzione pecuniaria; applicata in relazione alla sentenza di inammissibilita' qui confermata.
Massime di principio
- La deroga prevista dall'art. 9 d.lgs. 74/2000, che evita la punibilita' dell'emittente rispetto all'utilizzatore (e viceversa), non opera se la stessa persona svolge direttamente il ruolo di amministratore sia della societa' emittente che di quella utilizzatrice: in quel caso possono essere contestati entrambi i reati.
- La determinazione della pena in funzione del ruolo e della partecipazione al disegno criminoso rientra nell'apprezzamento di merito; differenze moderate nelle misure sono ammissibili se adeguatamente motivate e non manifestamente illogiche.
- Ammissioni di responsabilita' e versamenti parziali all'Erario possono influire sulla quantificazione della pena, ma non determinano automaticamente una riduzione significativa se il giudice di merito valuta che il ruolo del soggetto sia centrale nel sistema fraudolento.
- Per ottenere successo in cassazione occorre contestare criticamente la decisione di merito, superando la giurisprudenza consolidata; argomentazioni generiche o non confrontate con precedenti costanti rischiano l'inammissibilita'.
- La sostituzione di pene detentive con misure alternative (es. lavoro di pubblica utilita' o detenzione domiciliare) e l'applicazione di sanzioni pecuniarie seguono le norme procedurali e possono essere confermate in Cassazione se il quadro fattuale e giuridico è coerente.
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