Cassazione Civile, Ordinanza n. 30885/2025 del 25/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (contribuente)
La controversia
La società aveva indicato in dichiarazione un credito d'imposta relativo al 2016, poi portato in compensazione, assumendo di avere diritto all'agevolazione per investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate in Sicilia. L'Ufficio, dopo richiesta e acquisizione di documentazione anche mediante accesso presso la sede sociale, riteneva insussistenti i presupposti dell'agevolazione e notificava un atto di recupero del credito d'imposta. La contribuente impugnava l'atto deducendo vizi procedimentali e di merito; nei gradi di merito il ricorso era stato respinto. In Cassazione lamentava: 1) omessa pronuncia sulla dedotta invalidità dell'atto di recupero per mancata previa revoca del provvedimento di ammissione all'agevolazione; 2) violazione della disciplina sul contraddittorio endoprocedimentale e del termine dilatorio di 60 giorni tra accesso/verifica e notifica dell'atto; 3) travisamento della prova e violazione dell'art. 115 c.p.c. per avere il giudice di merito ritenuto insussistenti i requisiti dell'agevolazione.
La decisione
La Corte ha rigettato il primo motivo, ritenendo inesistente un principio generale che imponga la previa revoca dell'agevolazione prima dell'atto di recupero, e ha ritenuto assorbito il terzo motivo. Ha invece accolto il secondo motivo limitatamente alla violazione del termine dilatorio di cui all'art. 12, comma 7, L. 212/2000, rilevando che tale garanzia si applica anche agli atti di recupero del credito d'imposta quando siano preceduti da accesso/attività ispettiva. Poiché tra l'accesso del 5.6.2019 e la notifica dell'atto del 22.7.2019 non era decorso il termine di 60 giorni, la Corte ha cassato la sentenza impugnata e, decidendo nel merito ex art. 384 c.p.c., ha accolto il ricorso originario della contribuente. Le spese sono state poste a carico dell'Agenzia delle Entrate.
Norme richiamate
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
È stato invocato per denunciare violazione di legge in relazione alla disciplina del contraddittorio endoprocedimentale e del termine dilatorio.
art. 360, comma 1, n. 4 c.p.c.
È stato invocato per denunciare nullità della sentenza per omessa pronuncia e per asserito travisamento della prova.
Richiamato per sostenere l'omessa pronuncia del giudice di appello su una specifica domanda.
Richiamato dalla ricorrente per sostenere che il giudice di merito avrebbe travisato le prove; la censura è rimasta assorbita.
La Corte afferma che il termine dilatorio di 60 giorni si applica anche all'atto di recupero di credito d'imposta, quale garanzia del contraddittorio procedimentale; la sua violazione comporta illegittimità dell'atto.
La Corte osserva che la disciplina del contraddittorio introdotta da questa norma non era applicabile ratione temporis all'atto notificato nel 2019.
Richiamato come norma introdotta dall'art. 4-octies D.L. 34/2019, entrata in vigore il 1.7.2020; la Corte ne esclude l'applicazione retroattiva al caso.
La Corte, ravvisando una questione di puro diritto e non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, decide nel merito dopo la cassazione.
art. 1, commi 98-108, L. 208/2015
È la base normativa dell'agevolazione per investimenti nel Mezzogiorno invocata dalla contribuente.
art. 111 Cost.
Richiamato per giustificare, in chiave di economia processuale e ragionevole durata, la decisione nel merito in presenza di omessa pronuncia su un motivo di appello.
Massime di principio
- L'atto di recupero di un credito d'imposta, quando sia preceduto da un accesso o da una verifica fiscale, è soggetto al termine dilatorio di 60 giorni previsto dall'art. 12, comma 7, L. 212/2000; la sua inosservanza determina l'illegittimità dell'atto per violazione del contraddittorio procedimentale.
- La garanzia del contraddittorio endoprocedimentale e del termine dilatorio non è limitata agli avvisi di accertamento in senso stretto, ma si estende agli atti impositivi sostanzialmente equivalenti, come gli atti di recupero di crediti d'imposta.
- Non esiste, in via generale, un obbligo di previa revoca del provvedimento di ammissione all'agevolazione prima dell'emissione dell'atto di recupero, salvo specifica previsione normativa.
- Se il motivo di ricorso investe una questione di puro diritto e non richiede ulteriori accertamenti di fatto, la Corte di cassazione, anche in presenza di omessa pronuncia del giudice di merito, può cassare e decidere direttamente nel merito ex art. 384 c.p.c.
- La disciplina del contraddittorio introdotta successivamente non si applica retroattivamente ad atti già notificati, salvo espressa previsione o diversa base normativa applicabile ratione temporis.
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