Sentenza del 07/08/2019 n. 21075 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il contribuente ha contestato la sentenza della CTR Campania, che aveva ritenuto sussistente il presupposto dell'IRAP sulla base dei compensi corrisposti a terzi, pari a lire 26.490.000, senza verificare la natura delle collaborazioni e se tali compensi fossero effettivamente idonei a dimostrare un'attività autonomamente organizzata. Sono stati dedotti la violazione e falsa applicazione delle norme sull'IRAP e un vizio di motivazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso e dichiarato assorbito il secondo. Ha cassato la sentenza della CTR, ritenendo insufficiente il solo importo dei compensi pagati a terzi per dimostrare automaticamente l'esistenza di un'autonoma organizzazione. La causa è stata rinviata alla Commissione tributaria della Campania, in diversa composizione, affinché accerti concretamente la natura delle attività svolte dai terzi e verifichi se esse abbiano apportato all'attività professionale un valore organizzativo aggiuntivo idoneo a integrare il presupposto dell'IRAP. Il giudice di rinvio dovrà inoltre decidere sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3
L'IRAP richiede l'esistenza di un'attività autonomamente organizzata. Tale requisito non può essere desunto automaticamente dall'entità delle spese o dei compensi corrisposti a terzi, ma deve essere accertato considerando concretamente il ruolo e la natura delle collaborazioni.
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 50 (TUIR)
La norma è richiamata tra quelle la cui applicazione è stata contestata dal contribuente, in relazione alla qualificazione dei redditi derivanti dall'attività professionale.
Art. 360, comma 1, nn. 3 e 5, c.p.c.
Sono state dedotte, rispettivamente, la violazione o falsa applicazione di legge e l'omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione su un punto controverso.
Cass. SU n. 9541 del 10 aprile 2016
L'autonoma organizzazione ricorre quando il professionista è responsabile dell'organizzazione, non è inserito in strutture altrui e impiega beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile oppure si avvale in modo non occasionale di lavoro altrui.
Massime di principio
- Per i professionisti, il pagamento di compensi a consulenti o collaboratori, anche di importo significativo, non comporta automaticamente l'assoggettamento all'IRAP.
- Occorre verificare in concreto la natura delle prestazioni rese dai terzi: devono essere riferibili all'esercizio professionale e apportare un effettivo potenziamento organizzativo dell'attività.
- La presenza di collaborazioni occasionali, meramente esecutive o estranee al nucleo dell'attività professionale può non integrare il requisito dell'autonoma organizzazione.
- Il giudice deve valutare complessivamente l'organizzazione del professionista, considerando responsabilità organizzativa, personale impiegato, beni strumentali e caratteristiche delle collaborazioni.
- In caso di annullamento della decisione per mancato accertamento di tali elementi, la controversia viene normalmente rinviata al giudice di merito per una nuova valutazione dei fatti.
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