Cassazione Civile, Ordinanza n. 13023/2026 del 06/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (assicurazione)
La controversia
La controversia nasce da un appalto pubblico stipulato per il completamento di una residenza per anziani. Il Comune committente aveva agito per la risoluzione del contratto per grave inadempimento dell'ATI appaltatrice e per il risarcimento dei danni; l'ATI aveva a sua volta chiesto il pagamento dei lavori eseguiti, il riconoscimento delle proprie riserve e la condanna del Comune al saldo di maggiori somme, oltre a contestare la procedura di accordo bonario e la legittimità della clausola penale. La compagnia assicuratrice, chiamata in causa, contestava soprattutto l'importo dovuto in base alla garanzia definitiva: sosteneva che il massimale della polizza dovesse considerarsi ridotto automaticamente nel limite del 75% (o comunque 80% nella sua prospettazione) in ragione dell'avanzamento dei lavori, anche senza la preventiva consegna dei SAL all'assicuratore, e che quindi fosse dovuto solo il 25% del massimale; lamentava inoltre che il Comune avesse introdotto in appello una nuova questione sulla mancata consegna del SAL, in violazione degli artt. 345 e 115 c.p.c. L'ATI, con ricorso incidentale, censurava la qualificazione della domanda del Comune, la disciplina dell'accordo bonario, la sospensione del pagamento del SAL per effetto di pignoramenti e verifiche fiscali, la prova dell'inadempimento, nonché la validità e riducibilità della clausola penale.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo e il secondo motivo del ricorso principale della compagnia assicuratrice, ritenendo errata l'interpretazione della disciplina sulla garanzia definitiva negli appalti pubblici. Ha invece dichiarato assorbiti i restanti motivi del ricorso principale e ha rigettato integralmente il ricorso incidentale dell'ATI. La sentenza d'appello è stata quindi cassata limitatamente ai motivi accolti, con rinvio alla Corte d'appello di Perugia in diversa composizione, che dovrà rideterminarsi sulla questione del massimale della garanzia e delle conseguenze del meccanismo di svincolo automatico, oltre a provvedere sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 113 d.lgs. n. 163 del 2006
la garanzia fideiussoria negli appalti pubblici è progressivamente svincolata in misura dell'avanzamento dei lavori, nel limite massimo del 75% dell'importo iniziale; lo svincolo è automatico e il mancato svincolo nei quindici giorni dalla consegna del SAL costituisce inadempimento del garante verso l'impresa.
art. 253, comma 19, d.lgs. n. 163 del 2006
le disposizioni sui commi 3, 4 e 5 dell'art. 113 si applicano anche ai contratti in corso.
art. 30 legge n. 109 del 1994
conferma il principio dello svincolo progressivo e automatico della cauzione definitiva in ragione dell'avanzamento dei lavori, senza necessità di benestare del committente.
art. 149 d.P.R. n. 554 del 1999
la procedura di accordo bonario è una condizione di procedibilità solo temporanea, legata alla fase delle riserve e destinata a venire meno decorso il termine previsto.
richiamato in tema di diritto di regresso del garante nei confronti dell'appaltatore obbligato in via principale.
primo comma, numeri 1 e 4
richiamato dalla compagnia per chiedere la costituzione di idonea controgaranzia reale.
invocato dall'ATI per sostenere la vessatorietà della clausola penale in assenza di specifica approvazione scritta.
richiamato dall'ATI per la richiesta di riduzione della penale, potere che la Corte di merito ha ritenuto discrezionale.
invocato dall'ATI per giustificare la sospensione dell'esecuzione in ragione del mancato pagamento del SAL.
richiamato per censurare la ripartizione dell'onere della prova sulle cause di ritardo e sui vizi dell'opera.
richiamato dalla ricorrente incidentale in tema di presunzioni sull'avvenuta consegna del SAL all'assicuratore.
invocato per denunciare ultrapetizione e omessa pronuncia sulla qualificazione della domanda del Comune.
invocato per sostenere la non contestazione della circostanza relativa alla ricezione del SAL e per censurare la valutazione delle prove.
richiamato per sostenere l'inammissibilità di questioni nuove in appello.
norma processuale di legittimità utilizzata per veicolare le doglianze di violazione di legge e nullità della sentenza.
art. 48-bis d.P.R. n. 602 del 1973
richiamato in tema di verifica della posizione fiscale del creditore e legittimità della sospensione del pagamento da parte della stazione appaltante.
art. 72 d.P.R. n. 602 del 1973
invocato per sostenere l'inefficacia del pignoramento e l'obbligo di pagamento.
art. 72-bis d.P.R. n. 602 del 1973
richiamato in relazione all'ordine di pagamento emesso dall'agente della riscossione.
richiamato quale termine massimo per l'avvio dell'esecuzione forzata nelle forme ordinarie.
art. 13 comma 1-quater d.P.R. n. 115 del 2002
applicato per il raddoppio del contributo unificato a carico della parte soccombente in cassazione.
art. 117 d.P.R. n. 554 del 1999
richiamato nel confronto tra discipline applicabili alla riduzione della garanzia definitiva.
Massime di principio
- Nella disciplina degli appalti pubblici, lo svincolo della garanzia definitiva segue il principio dell'automaticità e della progressività in relazione all'avanzamento dei lavori; la previsione della preventiva consegna dei SAL va letta in coerenza con tale automatismo e non come condizione sospensiva idonea a neutralizzarlo.
- La consegna dei SAL all'istituto garante rileva principalmente ai fini del diritto dell'appaltatore a ottenere la riduzione del premio e dello svincolo parziale della polizza; il ritardo o l'omissione della consegna non può essere interpretato in modo da mantenere invariato il massimale in contrasto con l'effettiva esecuzione dei lavori.
- Quando il testo normativo è ambiguo, l'interprete deve coordinare dato letterale, ratio e sistema; ma non può trasformare una regola di svincolo automatico in una disciplina sostanzialmente condizionata se ciò contrasta con la struttura della disposizione.
- La procedura di accordo bonario sulle riserve nei lavori pubblici ha natura di condizione di procedibilità temporanea e non impedisce, una volta decorso il termine previsto o sopravvenuta la risoluzione del contratto, la proposizione dell'azione giudiziaria.
- In sede di legittimità non è consentito ottenere una nuova valutazione del compendio istruttorio o sostituire la propria lettura delle prove a quella compiuta dal giudice di merito, salvo i limiti del vizio motivazionale o delle specifiche violazioni di legge dedotte.
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