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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23676/2024 del 13/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza del Tribunale di Torino che aveva confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca "allargata" disposto dal GIP: per SINANI somme (4.400 euro e 1.000 franchi svizzeri) e un'AUDI (acquistata per 53.000 euro); per ENI una MERCEDES (valutata 23.000 euro). Hanno dedotto l'assenza del nesso di pertinenzialità tra beni e reato (art. 73 d.P.R. 309/1990), la mancata verifica della provenienza lecita dei beni, la errata applicazione/interpretazione degli artt. 85-bis d.P.R. 309/1990 e 240-bis c.p., e vizio di motivazione: le auto erano state acquistate mesi prima, SINANI avrebbe avuto redditi sufficienti (circa 40.000 euro nel primo quadrimestre 2023), si è contestata l'utilizzabilità di intercettazioni rilevate in altro procedimento non trasmesse formalmente e la qualificazione della ENI come mero prestanome.

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che il rimedio in Cassazione ex art. 325 c.p.p. sia limitato alla violazione di legge e non consente la riesamina dei concreti fatti o della motivazione valutativa sulla sproporzione tra redditi leciti e patrimonio; ha confermato la natura e i presupposti della confisca "allargata" (art. 240-bis c.p.), per la quale non è necessaria la pertinenzialità del singolo bene rispetto al reato ma è sufficiente la sproporzione tra disponibilità patrimoniale e redditi leciti e la disponibilità diretta o indiretta dei beni. Ha ritenuto altresì ammissibile l'utilizzo, ai fini valutativi, dell'annotazione della polizia giudiziaria che fa riferimento a elementi intercettativi ai quali la difesa aveva fatto cenno. I ricorrenti sono stati condannati alle spese e al pagamento di 3.000 euro ciascuno alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 85-bis d.P.R. 309/1990

    Richiamato come base normativa della misura reale di sequestro preventivo finalizzato alla confisca in materia di stupefacenti; la decisione conferma che tale misura può riguardare beni non direttamente pertinenti al singolo illecito ma rilevanti ai fini della confisca

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    Reato contestato (illecita detenzione, produzione o traffico di sostanze stupefacenti): la sussistenza del fumus commissi delicti per tale fattispecie è propedeutica alla confisca allargata

  • art. 240-bis cod. pen.

    Disciplina la confisca "allargata"; interpretata nel senso che per il sequestro preventivo propedeutico a tale confisca il giudice valuta la natura del reato e la sproporzione tra redditi leciti e patrimonio, senza richiedere il nesso di pertinenzialità tipico della confisca ordinaria

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Norma che limita il ricorso per cassazione avverso ordinate di sequestro a motivi di violazione di legge: la Corte ha ribadito che non costituiscono motivo di ricorso per cassazione le critiche alla motivazione e alla valutazione dei fatti, salvo violazioni di legge

  • art. 270 cod. proc. pen.

    Regola l'utilizzabilità delle intercettazioni in altri procedimenti: la Corte ha ritenuto non preclusa la valutazione di elementi intercettativi richiamati nell'annotazione di PG ai fini del giudizio di fumus

  • art. 606 c.p.p. (lett. e)

    Rilevata la distinzione tra vizio di motivazione (art. 606 lett. e) ed errori di diritto; la Corte ha sottolineato che la manifesta illogicità della motivazione è rimessa al diverso motivo di ricorso previsto dall'art. 606

Massime di principio

  • Nelle misure finalizzate alla confisca "allargata" non è necessario dimostrare la pertinenzialità diretta di ciascun bene rispetto al reato: rileva la sproporzione tra patrimonio e redditi leciti e la disponibilità diretta o indiretta dei beni
  • La presunzione di illecita accumulazione prevista per la confisca allargata può estendersi a beni intestati a conviventi o familiari quando la titolarità formale appaia simulata o incompatibile con i redditi dichiarati
  • In Cassazione avverso ordinanze di sequestro ex art. 325 c.p.p. il sindacato è limitato a questioni di diritto e violazioni di legge; le contestazioni sui fatti, sulla valutazione della sproporzione patrimoniale o sulla motivazione richiedono altri rimedi o sono inammissibili
  • L'utilizzabilità di elementi intercettativi acquisiti in altro procedimento può essere valutata attraverso l'annotazione della polizia giudiziaria e non è automaticamente esclusa se disciplinata dall'art. 270 c.p.p.
  • Quando opera la presunzione di illecita provenienza, l'onere probatorio si sposta sul titolare apparente per dimostrare l'origine lecita dei beni; la mancata giustificazione può legittimare il sequestro preventivo propedeutico alla confisca

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