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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23656/2024 del 13/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso contestava: 1) la misura della pena e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche; 2) il diniego delle misure alternative alla detenzione alla luce della riforma 'Cartabia' (art.20‑bis cod. pen. e modifiche correlate); 3) la confisca della somma di denaro (euro 31.545,00) sequestrata in casa, deducendo che, ove si trattasse di confisca per equivalente ai sensi dell'art.240‑bis cod. pen., questa sarebbe preclusa dall'art.85‑bis DPR 309/90 per i reati qualificati ai sensi dell'art.73 comma 5, oppure che, se fosse confisca diretta ex art.240 cod. pen., essa avrebbe dovuto essere limitata al denaro che costituisce prezzo, profitto o prodotto del reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i motivi relativi a pena, mancato riconoscimento delle attenuanti e diniego delle misure alternative ritenendoli generici o non fondati: la motivazione dei giudici di merito (quantitativo e qualità della droga, modalità dell'attività, ingente somma trovata, precedenti e mancanza di fonti lecite di reddito) giustifica la modulazione della pena e l'esclusione delle misure sostitutive. Ha invece accolto il motivo relativo alla confisca del denaro: la Corte ha rilevato l'insufficienza della motivazione circa il nesso tra la somma e il reato di mera detenzione qualificata (art.73 comma 5 DPR 309/90). Ha quindi annullato la statuizione sulla confisca limitatamente a quel punto e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Firenze per un nuovo esame circa l'eventuale profitto confiscabile (verificando numero degli atti di cessione e relativi corrispettivi, valutando l'applicabilità dell'art.240 comma 2 cod. pen.). Ha dichiarato irrevocabile la sentenza per il resto (responsabilità penale).

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 - art.73 comma 5

    art.73 comma 5 d.P.R. 309/90

    La fattispecie di detenzione qualificata ai sensi dell'art.73 comma 5 non consente automaticamente la confisca del denaro trovato: occorre dimostrare un nesso di pertinenzialità con l'attività illecita; inoltre la specifica disciplina di cui all'art.85‑bis può escludere alcune forme di confisca per equivalente.

  • Codice penale - art.240

    La confisca diretta può colpire il prezzo, il profitto o il prodotto del reato; se la somma in possesso dell'imputato costituisce tale profitto/ prezzo, può essere confiscata ma il nesso deve essere provato e motivato.

  • Codice penale - art.240‑bis

    Prevede la confisca per equivalente; tuttavia la sua applicabilità può essere esclusa dal rinvio normativo contenuto nell'art.85‑bis del d.P.R. 309/90 per talune fattispecie qualificate dall'art.73.

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 - art.85‑bis

    Stabilisce i limiti e i rinvii per l'applicazione delle misure ablative in materia di stupefacenti; la Corte ha ritenuto che per i reati qualificati ai sensi dell'art.73 comma 5 vi sia una specifica esclusione che ostacola l'utilizzo automatico della confisca per equivalente.

  • Codice penale - art.133

    Criteri direttivi per la determinazione della pena: il giudice di merito può modulare la pena nel suo potere discrezionale, richiamando criteri generali (gravità, capacità a delinquere, precedenti), e tale motivazione è in genere insindacabile se congrua.

  • Legge 24 novembre 1981, n. 689 - art.58

    Attribuisce al giudice la valutazione sull'applicabilità delle misure alternative alla pena; la Corte ha ritenuto legittimo l'esercizio discrezionale di esclusione delle misure alternative alla luce della gravità della condotta e delle condizioni personali del condannato.

  • Codice penale - art.20‑bis

    art.20‑bis cod. pen. (richiamato in relazione alla riforma 'Cartabia')

    Norma citata dal ricorrente come novità riformatrice utile ai fini di ammissione di misure alternative e ribilanciamento dei presupposti; la Corte ha ritenuto la doglianza generica e non dimostrata applicabile nel caso concreto.

  • Codice di procedura penale - art.624 comma 2

    art.624 comma 2 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alla declaratoria di irrevocabilità; la Corte dichiara l'irrevocabilità della sentenza limitatamente alla conferma della responsabilità penale.

Massime di principio

  • La confisca del denaro trovato in possesso dell'imputato per reati di detenzione qualificata ai sensi dell'art.73 comma 5 DPR 309/90 richiede un esplicito e motivato nesso di pertinenzialità o la configurabilità del denaro come prezzo/profitto del reato; senza tale motivazione la statuizione ablatoria può essere annullata.
  • La confisca per equivalente ex art.240‑bis non è automaticamente applicabile nei casi disciplinati dal DPR 309/90: verificare sempre il rinvio e le esclusioni previste dall'art.85‑bis.
  • Le scelte del giudice di merito sulla graduazione della pena e sull'esclusione delle misure alternative sono in larga misura discrezionali; per poterle censurare in Cassazione è necessario un'articolata critica motivazionale che dimostri travisamento dei fatti o illogicità manifesta.
  • In presenza di precedenti specifici, attività continuativa di spaccio, quantitativi rilevanti e assenza di fonti lecite di reddito, è probabile il rifiuto delle misure alternative e l'applicazione di una pena nella fascia medio‑alta dell'ammissibile.
  • Se si contesta una confisca, occorre che la difesa richieda e il giudice fornisca un accertamento puntuale (numero e valore delle cessioni, corrispettivi) per stabilire quale porzione del denaro costituisca prezzo/profitto confiscabile.

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