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Cassazione Civile, Ordinanza n. 14730/2024 del 27/05/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce dalla richiesta di risarcimento del danno non patrimoniale proposta da un congiunto della vittima di un evento alluvionale, deceduta mentre lavorava in un campeggio situato nell'alveo di un torrente esondato. In sede civile era stata affermata la responsabilità solidale di più soggetti, tra cui una Regione e un'amministrazione statale, in relazione alla condotta di un dipendente pubblico che aveva stipulato atti relativi alla cessione/concessione dell'area pur conoscendone la pericolosità. Il Ministero ha impugnato la decisione d'appello deducendo, da un lato, la violazione del principio di non contestazione e il mancato rilievo del giudicato esterno derivante da una sentenza penale asseritamente favorevole; dall'altro, la violazione degli artt. 2043 e 2049 c.c. e dell'art. 28 Cost., sostenendo che non potesse essergli imputata la responsabilità per il fatto di un dipendente di altro ente e che comunque mancassero i presupposti della responsabilità diretta della pubblica amministrazione, poiché l'agente avrebbe agito al di fuori delle finalità istituzionali dell'ente.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Il primo motivo è stato ritenuto inammissibile perché il ricorrente non aveva rispettato gli oneri di autosufficienza e di specifica allegazione necessari per far valere una circostanza asseritamente non contestata e per denunciare lo smarrimento del documento processuale; inoltre non era consentito in sede di legittimità introdurre documenti nuovi per ottenere l'accertamento del giudicato esterno. Il secondo motivo è stato parimenti ritenuto inammissibile perché non coglieva la ratio decidendi della sentenza impugnata: la Corte territoriale aveva applicato il principio delle Sezioni Unite sulla responsabilità della P.A. per il fatto illecito del dipendente che, approfittando delle attribuzioni, agisca anche per fini personali, purché vi sia un nesso di occasionalità necessaria tra condotta, funzioni e poteri; nel caso concreto era stato accertato che il dipendente operava quale direttore dell'amministrazione titolare del bene demaniale e non era provato un agire esclusivamente personale. Il Ministero è stato quindi condannato alle spese in favore della Regione.

Norme richiamate

  • art. 115 c.p.c.

    Il principio di non contestazione opera solo se il fatto è stato specificamente allegato e la controparte lo abbia esplicitamente ammesso o difeso in modo incompatibile con il suo disconoscimento.

  • art. 169 c.p.c.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla gestione del fascicolo di parte e alla produzione documentale.

  • art. 77 disp. att. c.p.c.

    Richiamato dal ricorrente in relazione al preteso smarrimento del fascicolo/documento.

  • art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    Norma invocata per il vizio processuale dedotto nel primo motivo.

  • art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c.

    Il motivo sul documento mancante è stato dichiarato inammissibile per difetto di specifica indicazione e localizzazione degli atti rilevanti.

  • art. 372 c.p.c.

    In cassazione non è ammesso il deposito di documenti nuovi, salvo le eccezioni previste dalla norma.

  • art. 2043 c.c.

    Richiamato nel secondo motivo quale base della pretesa responsabilità aquiliana dell'amministrazione, ma la censura è stata ritenuta inammissibile.

  • art. 2049 c.c.

    Richiamato nel secondo motivo per la responsabilità del preponente per fatto dell'ausiliario/dipendente, in combinato con l'art. 28 Cost.

  • art. 28 Cost.

    La responsabilità della pubblica amministrazione può sussistere per il fatto illecito del dipendente che abbia agito approfittando delle attribuzioni e con nesso di occasionalità necessaria con le funzioni esercitate.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    È stato dato atto dei presupposti processuali per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • Il principio di non contestazione non esonera la parte dall'onere di allegare specificamente i fatti rilevanti e di indicare in cassazione dove essi siano stati dedotti e considerati pacifici nei precedenti gradi.
  • Se si lamenta lo smarrimento di un documento del fascicolo di parte, occorre indicare elementi concreti da cui desumere la natura involontaria della mancanza; in mancanza, il giudice non è tenuto a disporne la ricerca o la ricostruzione.
  • In cassazione non può essere chiesto l'accertamento di un giudicato esterno sulla base di documenti non ritualmente prodotti nei gradi di merito, salvo le eccezioni tassative dell'art. 372 c.p.c.
  • La responsabilità civile della pubblica amministrazione per il fatto illecito del dipendente può sussistere anche quando il dipendente persegua finalità personali o estranee all'ente, purché abbia approfittato delle attribuzioni e sussista un nesso di occasionalità necessaria tra condotta e funzioni pubbliche.
  • Per escludere la responsabilità dell'ente non è sufficiente allegare che l'agente abbia operato per fini personali; occorre anche incidere sulla concreta sussistenza del nesso tra il fatto dannoso e l'esercizio delle funzioni o dei poteri affidati.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniProveResponsabilità della PA
RamiProcesso civileResponsabilità civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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