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Parere

Parere n. 502/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da Lorenzo Bragato & C. S.n.c. contro il Comune di Venezia, la Regione Veneto e il Ministero della cultura – Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e laguna per l’annullamento: - della delibera della Giunta Comunale di Venezia n. 312 del 20 dicembre 2022, pubblicata in Albo Pretorio del Comune di Venezia dal 21 dicembre 22 al 5 gennaio 2023, avente ad oggetto. “Revisione pianini, Campo San Pantalon, Campo S. Stefano, Lido Gran Viale, Via Garibaldi, Campo Gheto Novo, Campo San Barnaba, Campo S. Tomà, Campo Sant'Aponal, Campo Arsenal, Campo San Zandegolà, C.llo Albrizzi, C.llo Ca’ Zen. Approvazione Intesa SAPAB, Regione e Comune ai sensi art. 10 L. 6 luglio 2002, n. 137. Mantenimento divieto rilascio ampliamenti o nuove concessioni suolo pubblico per attività somministrazione alimenti e bevande nella Città Antica per mesi 12 a partire dal 1° gennaio 2023 aree non pianificate”; - dei verbali della Conferenza di Servizi, segnatamente, ma non esclusivamente, di quello della seduta del 15 novembre 2022, nella parte in cui non ha disposto la riduzione di occupazione di suolo pubblico nell'area antistante lo “Snack Bar San Vidal”; - nonché di ogni ulteriore atto o provvedimento annesso, o comunque presupposto o avvinto, tra i quali la deliberazione di Giunta Comunale n. 259/2012, così come modificata dalla deliberazione del Commissario Straordinario nella competenza di Giunta Comunale n. 237 del 29 maggio 2015, la deliberazione di Consiglio Comunale n. 67/2007 e la deliberazione di Giunta Comunale n. 54/2022 del 31 marzo 2022.

Giustizia amministrativa202300908

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione della deliberazione della Giunta comunale di Venezia n. 312 del 20 dicembre 2022 e degli atti connessi, relativi al mantenimento del divieto di rilascio di ampliamenti o nuove concessioni di suolo pubblico per attività di somministrazione nella Città Antica e alla mancata riduzione dell’occupazione antistante un esercizio commerciale.

Esito

IMPROCEDIBILITA

Prevale l’amministrazione

La questione giuridica

La società ricorrente ha impugnato, con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, la deliberazione della Giunta comunale di Venezia n. 312 del 20 dicembre 2022, alcuni verbali della Conferenza di servizi e ulteriori atti presupposti o connessi. Sono stati dedotti otto motivi concernenti, tra l’altro, la violazione delle garanzie partecipative e dell’art. 10-bis della l. 241/1990, l’eccesso di potere per disparità di trattamento, travisamento, contraddittorietà, illogicità e carenza di motivazione, la violazione dell’art. 52, comma 1-ter, del d.lgs. 42/2004, la mancata ponderazione degli interessi pubblici, l’incompetenza relativa e l’illegittimità degli atti comunali disciplinanti i cosiddetti “pianini” e l’occupazione di suolo pubblico. Il ricorso conteneva anche una domanda risarcitoria. Nel corso del procedimento il Comune di Venezia ha proposto opposizione ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. 1199/1971, chiedendo la trasposizione del ricorso in sede giurisdizionale. La questione sottoposta alla Sezione riguardava quindi, in via preliminare, gli effetti dell’opposizione sul procedimento straordinario e, inoltre, l’ammissibilità della domanda risarcitoria in tale sede.

Il parere

La Sezione ha ritenuto rituale e tempestiva l’opposizione proposta dal Comune di Venezia il 13 giugno 2023. Poiché il ricorso straordinario è rimedio alternativo a quello giurisdizionale e presuppone la concorde volontà delle parti di avvalersene, l’opposizione comporta la trasposizione della controversia in sede giurisdizionale e determina l’improcedibilità del ricorso straordinario, senza esame dei motivi di merito. La Sezione ha inoltre precisato che l’istanza risarcitoria è estranea al procedimento per ricorso straordinario: ai sensi dell’art. 8 del d.P.R. 1199/1971, tale rimedio ha natura tipicamente impugnatoria e consente esclusivamente domande di annullamento per motivi di legittimità, non domande di accertamento o di condanna.

Osservazioni

Opposizione e trasposizione del ricorso

L’opposizione proposta dal Comune di Venezia ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. 1199/1971 è stata ritenuta rituale e tempestiva. Essa determina la trasposizione della controversia in sede giurisdizionale e rende improcedibile il ricorso straordinario, impedendo l’esame dei motivi di illegittimità dedotti.

Istanza risarcitoria

La domanda risarcitoria formulata nel ricorso è estranea al procedimento relativo al ricorso straordinario, che consente esclusivamente azioni di annullamento di atti amministrativi definitivi e non domande di accertamento o di condanna.

Norme richiamate

  • art. 10 d.P.R. 1199/1971

    L’opposizione della parte resistente, se rituale e tempestiva, consente di adire il giudice ordinario della giurisdizione amministrativa mediante trasposizione del ricorso e determina l’improcedibilità del ricorso straordinario.

  • art. 8 d.P.R. 1199/1971

    Contro gli atti amministrativi definitivi è ammesso ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per motivi di legittimità da parte di chi vi abbia interesse

    Il ricorso straordinario ha natura tipicamente impugnatoria e consente unicamente domande di annullamento di provvedimenti amministrativi; sono escluse le domande di accertamento e di condanna.

  • art. 7 l. 241/1990

    Richiamato dalla ricorrente quale parametro della censura relativa alla comunicazione di avvio del procedimento; la Sezione non ne ha esaminato il merito per effetto dell’improcedibilità.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Richiamato dalla ricorrente quale parametro della censura relativa alla comunicazione dei motivi ostativi; la Sezione non ne ha esaminato il merito.

  • art. 14, comma 5, l. 241/1990

    Richiamato dalla ricorrente in relazione alla Conferenza di servizi; la questione non è stata esaminata nel merito.

  • art. 52, comma 1-ter, d.lgs. 42/2004

    Richiamato dalla ricorrente quale parametro di legittimità della disciplina impugnata; la Sezione non ha formulato valutazioni sostanziali sulla sua applicazione.

Massime di principio

  • L’opposizione rituale e tempestiva proposta da una parte ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. 1199/1971 impedisce la definizione della controversia in sede straordinaria e comporta l’improcedibilità del ricorso per trasposizione in sede giurisdizionale.
  • Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica è un rimedio alternativo a quello giurisdizionale e il suo utilizzo presuppone la concorde volontà di tutte le parti; ciascuna parte può sottrarsi a tale rimedio mediante opposizione nei termini di legge.
  • Il ricorso straordinario è tipicamente impugnatorio e consente esclusivamente l’azione di annullamento per motivi di legittimità contro atti amministrativi definitivi; non sono proponibili in tale sede domande autonome di accertamento o di condanna, comprese le domande risarcitorie.

Improcedibilità del ricorso straordinario per opposizione e trasposizione

Il Consiglio di Stato, Sezione Prima, si è pronunciato su un ricorso straordinario proposto da una società contro il Comune di Venezia, la Regione Veneto e il Ministero della cultura – Soprintendenza competente. Il ricorso riguardava atti comunali relativi alla disciplina dell’occupazione di suolo pubblico nella Città Antica di Venezia, compresa la deliberazione della Giunta comunale n. 312 del 20 dicembre 2022 e la mancata riduzione dell’occupazione antistante un esercizio commerciale.

Censure dedotte

La ricorrente aveva articolato otto motivi, concernenti principalmente:

  • violazione della comunicazione di avvio del procedimento e delle garanzie partecipative nella Conferenza di servizi;
  • violazione dell’art. 10-bis della l. 241/1990;
  • carenza di motivazione, disparità di trattamento, travisamento, contraddittorietà e illogicità;
  • violazione dell’art. 52, comma 1-ter, del d.lgs. 42/2004;
  • mancata ponderazione degli interessi pubblici;
  • incompetenza relativa;
  • illegittimità della disciplina comunale dei cosiddetti “pianini” e dei criteri per l’occupazione di suolo pubblico.

Nel ricorso era stata inserita anche un’istanza risarcitoria.

Opposizione del Comune e trasposizione

Il Comune di Venezia ha notificato il 13 giugno 2023 un atto di opposizione ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. 1199/1971, chiedendo che il ricorso fosse trasposto in sede giurisdizionale. La Sezione ha verificato la ritualità e la tempestività dell’opposizione.

Richiamando la natura alternativa del ricorso straordinario rispetto al ricorso giurisdizionale, il Consiglio di Stato ha affermato che tale rimedio presuppone la concorde volontà di tutte le parti. L’opposizione costituisce lo strumento mediante il quale una parte può adire il giudice precostituito per legge e sottrarsi alla definizione della controversia in sede straordinaria.

Effetti sul procedimento

Poiché l’opposizione è stata ritenuta rituale e tempestiva, il ricorso è stato dichiarato improcedibile per trasposizione. La Sezione non ha quindi esaminato nessuno degli otto motivi di illegittimità, né ha svolto valutazioni sulla legittimità degli atti comunali, della Conferenza di servizi o della disciplina dell’occupazione di suolo pubblico.

Domanda risarcitoria

La Sezione ha inoltre precisato che la domanda risarcitoria è estranea al procedimento relativo al ricorso straordinario. L’art. 8 del d.P.R. 1199/1971 configura infatti tale rimedio come azione impugnatoria per motivi di legittimità, finalizzata all’annullamento di atti amministrativi definitivi.

Ne consegue che nel ricorso straordinario possono essere introdotte soltanto domande di annullamento. Sono invece escluse le autonome domande di accertamento e di condanna, comprese quelle risarcitorie.

Conclusione

Il Consiglio di Stato ha espresso il parere che il ricorso debba essere dichiarato improcedibile per trasposizione, a seguito dell’opposizione tempestiva e rituale del Comune di Venezia.

Come è indicizzato

MaterieRicorso straordinario al Presidente della Repubblica
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseRiparto di giurisdizione

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