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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49778/2023 del 14/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava la nullità/violazione dell'art. 125 c.p.p. per carenza di motivazione dell'ordinanza impugnata: il provvedimento non affrontava la posizione di Giovanni Esposito, limitandosi a motivare la gravità indiziaria e le esigenze cautelari relative a un altro indagato (Mario Maietta). Dalla decisione emerge un difetto radicale di motivazione, verosimilmente dovuto a un errore materiale/di scambio di provvedimenti (dispositivo depositato in data diversa e non coerente con la motivazione).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Napoli (ai sensi dell'art. 309, co. 7, c.p.p.). Non è stata disposta la rimessione in libertà dell'indagato. La Corte ha inoltre ordinato la trasmissione della decisione al direttore dell'istituto penitenziario in cui è ristretto l'indagato, ai sensi delle disposizioni attuative (art. 94 disp. att. c.p.p.), per gli adempimenti previsti (comma 1-bis e 1-ter).

Norme richiamate

  • art. 416-bis, comma 1, cod. pen.

    La circostanza aggravante prevista è stata contestata dal giudice di merito ma poi esclusa dal Tribunale; la norma è citata come oggetto della contestazione iniziale nei confronti dell'indagato

  • art. 125 c.p.p.

    La corte ha rilevato la violazione del principio motivazionale previsto dall'art.125 c.p.p.: il provvedimento doveva motivare specificamente la posizione dell'indagato e le ragioni della misura, cosa non avvenuta

  • art. 23, comma 8, decreto-legge 28/10/2020 n.137 (conv. in L. 176/2020)

    Norma che ha consentito la trattazione scritta del procedimento in Cassazione in mancanza di richiesta di discussione orale; la Corte ha proceduto in base alla trattazione scritta prevista da questa disposizione

  • art. 94, comma 2, decreto legislativo 10/10/2022 n.150 (come modificato dal d.l. 22/6/2023 n.75, conv. L. 10/8/2023 n.112)

    Richiamata per precisare l'applicabilità delle regole sulla trattazione scritta e sulle modalità procedurali in Cassazione; menzionata nella fase di inquadramento processuale

  • art. 309, comma 7, c.p.p.

    Norma che individua il giudice competente per il nuovo esame dopo l'annullamento e rinvio; la Corte ha disposto il rinvio al Tribunale di Napoli competente ai sensi di questa norma

  • art. 94 disp. att. c.p.p., comma 1-ter e comma 1-bis

    Disposizioni attuative richiamate per gli adempimenti consequenziali all'annullamento con rinvio: trasmissione della decisione al direttore dell'istituto penitenziario affinché provveda agli effetti previsti (informazione sull'eventuale revoca o mantenimento della misura, ecc.). La Corte ha ordinato la trasmissione della copia della decisione secondo tali commi

Massime di principio

  • Il requisito della motivazione ex art.125 c.p.p. è essenziale: il provvedimento deve trattare specificamente la posizione di ciascun indagato e le ragioni della misura cautelare; la carenza costituisce vizio insanabile se non integrabile, portando all'annullamento con rinvio.
  • Errori materiali o 'scambi' di provvedimenti (motivo e dispositivo non coerenti) sono valutati come difetto radicale di motivazione e giustificano l'annullamento e il rinvio per nuovo esame.
  • L'annullamento per vizi istruttori o motivazionali non comporta automaticamente la liberazione dell'indagato; la Corte può disporre il rinvio per nuovo giudizio senza che ne segua la rimessione in libertà.
  • Quando la trattazione in Cassazione avviene per iscritto (norme emergenziali o modifiche procedurali), le parti devono tempestivamente richiedere la discussione orale se intendono evitarla; altrimenti la Corte può decidere sulla base degli atti scritti.
  • Le disposizioni attuative (art. 94 disp. att. c.p.p.) prevedono obblighi amministrativi successivi all'annullamento con rinvio, come la comunicazione al direttore dell'istituto penitenziario; è importante rispettare tali adempimenti per la gestione della situazione del detenuto.

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