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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21870/2022 del 07/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per cassazione con tre censure: 1) difformità tra dispositivo letto in udienza e dispositivo in calce alla motivazione riguardo alla pena; 2) vizio di motivazione e violazione del principio "oltre ogni ragionevole dubbio" rispetto alla imputazione del furto (capo A), contestando che dalla sola continuità temporale tra furto e uso del bancomat si possa ritenere l'identità dell'autore; 3) manifesta illogicità della qualificazione della condotta come aggravata per destrezza. Inoltre il ricorrente eccepiva l'improcedibilità dell'azione penale per mancata querela della persona offesa (era presente solo una denuncia).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto che, con riguardo al capo A, la qualificazione del fatto come furto semplice (art.624 c.p.) imponeva la declaratoria di improcedibilità per difetto di querela, essendo in atti presente solo una denuncia. Ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al reato di cui al capo A) per improcedibilità. Quanto al capo B), la Corte ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'appello di Salerno per la rideterminazione della pena, perché non è possibile a questa Corte procedere alla rideterminazione essendovi difformità tra la pena indicata nel dispositivo letta in udienza e quella risultante dalla motivazione e dal dispositivo formale della sentenza impugnata. Il Procuratore generale aveva chiesto l'inammissibilità del ricorso, ma la Cassazione ha deciso come sopra.

Norme richiamate

  • art.624 cod. pen.

    Fattispecie del furto semplice; nella sentenza di primo grado il fatto era stato riqualificato come furto semplice, con la conseguenza che per quel reato poteva operare la condizione di procedibilità legata alla querela della persona offesa

  • d.lgs. 21 novembre 2007, n.231

    Norma richiamata per la contestazione relativa all'uso del bancomat; il capo B) riguarda la normativa del decreto legislativo citato

  • art.129 cod. proc. pen.

    Disciplina della condizione di procedibilità nei casi previsti dalla legge: la mancanza della querela, se richiesta, determina l'improcedibilità dell'azione penale. La Corte ha ritenuto che la denuncia presente non sostituisce la querela e ha dichiarato l'improcedibilità; tale questione è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio

  • artt.192, 530 comma 2, 533 cod. proc. pen.

    art.192; art.530, comma 2; art.533

    Norme processuali richiamate dal ricorrente per censurare la motivazione e la legittimità del convincimento probatorio; la Corte ha invece deciso sul profilo della procedibilità e sulla incongruenza del dispositivo rispetto alla pena, senza accogliere le doglianze probatorie come decisive

Massime di principio

  • Se il fatto viene qualificato come furto semplice (art.624 c.p.), bisogna verificare la presenza della querela della persona offesa: la sola denuncia non è sufficiente e la mancanza della querela determina l'improcedibilità dell'azione penale.
  • Il difetto di una condizione di procedibilità (es. mancanza di querela) è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento e può essere dedotto anche in sede di legittimità.
  • Se nel dispositivo della sentenza vi è una discrepanza rilevante fra quanto letto in udienza e quanto riportato nel dispositivo scritto o nella motivazione riguardo alla pena, la Corte di Cassazione non può procedere alla rideterminazione della pena e dispone la trasmissione ad altra corte per la corretta determinazione del trattamento sanzionatorio.
  • La mera contiguità temporale tra un furto e l'uso di beni sottratti (es. uso di bancomat) non può automaticamente sostituire la prova dell'identità dell'autore del furto: occorrono elementi probatori specifici che colleghino l'imputato al furto.
  • L'aggravante per "destrezza" richiede una motivazione fattuale chiara che dimostri l'uso di particolare abilita' o destrezza materiale; affermazioni di principio senza fondamento fattuale possono essere ritenute illogiche.
  • Quando il giudice di merito dispone un aumento della pena per continuazione o altri istituti, la motivazione e il dispositivo devono essere coerenti e comprensibili per consentire il controllo in sede di legittimità; altrimenti la Corte suprema può disporre la rinnovazione della fase di determinazione della pena.

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