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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20229/2024 del 22/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Palermo (riesame) che aveva confermato in gran parte la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti del ricorrente per i reati connessi al traffico di stupefacenti (artt. 73 e 74 DPR 309/1990, aggravati dall'art. 61-bis c.p.). Il ricorrente deduce otto motivi: incompetenza territoriale del Gip che ha adottato la misura e conseguente inefficacia della stessa; mancato deposito di videoriprese ritenute fondamentali; incompetenza della Procura Distrettuale Antimafia; insufficienza e travisamento della prova circa il contenuto degli imballaggi e la partecipazione ad associazione; mancanza di motivazione sulle esigenze cautelari e possibilità di misure meno afflittive.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondati o inammissibili i motivi: ha confermato che la misura disposta dal giudice investito ex art. 27 c.p.p. ha efficacia provvisoria e la presunta incompetenza del primo Gip non produce automaticamente l'invalidità della successiva misura cautelare adottata dal giudice territorialmente competente (richiamata giurisprudenza di Sezioni Unite). Ha inoltre affermato che il P.M. non è obbligato a trasmettere al riesame tutti i supporti audiovisivi quando il loro contenuto è stato adeguatamente descritto in informativa o verbale di fermo; la competenza della Procura distrettuale si valuta sulla base dell'imputazione anche provvisoria; il sindacato di legittimità sui gravissimi indizi di colpevolezza è limitato e, rispetto ai profili di genericità e mancata specificità della doglianza, i motivi sono stati dichiarati inammissibili o manifestamente infondati. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende. Dalla decisione non è conseguita la liberazione del ricorrente.

Norme richiamate

  • Codice di procedura penale

    art. 606, art. 390, art. 391, art. 27, art. 291, art. 293, art. 309, art. 275, art. 273, art. 274

    Art. 606: limiti e inammissibilità dei motivi di cassazione per vizi di motivazione. Art. 390-391: distinzione fra giudice della convalida e giudice cautelare; la convalida ha efficacia provvisoria ma non esclude la competenza territoriale; art. 27: efficacia provvisoria delle misure disposte dal giudice che ha convalidato il fermo/arresto. Art. 309/291/293: obblighi di trasmissione degli atti al riesame sono limitati agli atti ritenuti rilevanti dal P.M.; diritto di accesso agli atti del soggetto sottoposto a misura. Art. 275/273/274: disciplina delle esigenze cautelari, misure e motivazione delle ordinanze cautelari.

  • DPR 309/1990 (Testo unico stupefacenti)

    Reati contestati: traffico e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha ritenuto la presenza di gravi indizi in relazione alle circostanze fattuali descritte dal giudice del riesame.

  • Codice penale

    Art. 61-bis: aggravante applicata in primo grado alla fattispecie; Corte ha esaminato la rilevanza della circostanza aggravante nel quadro indiziario. Art. 110: concorso di persone e requisiti per individuare responsabilità concorrente; la Corte ha ritenuto logica la valutazione del giudice di merito circa il concorso dell'equipaggio.

  • Decreto-legge 367/1991 convertito in legge 8/1992

    Richiamato dal ricorrente per contestare la competenza della Procura Distrettuale Antimafia; la Corte ha ritenuto la questione priva di interesse personale e comunque la competenza si radica sull'imputazione anche provvisoria.

Massime di principio

  • La competenza del giudice che convalida l'arresto o il fermo e l'applicazione successiva della misura cautelare dal giudice territorialmente competente sono autonome: l'invalidità o incompetenza del primo non produce automaticamente l'inefficacia della successiva misura adottata dal giudice competente, salvo specifiche condizioni procedurali (es. mancata rinnovazione entro i termini prescritti).
  • Il pubblico ministero non è obbligato a trasmettere al Tribunale del riesame l'intero fascicolo o tutti i supporti audiovisivi: è sufficiente che il contenuto rilevante sia adeguatamente descritto in informativa o nei verbali utili a sostenere la richiesta cautelare.
  • La competenza funzionale o territoriale della Procura (es. DDA) si determina in base all'imputazione anche se provvisoria: contestazioni ex post sulla fondatezza degli elementi non spostano automaticamente la competenza investigativa iniziale.
  • In sede di cassazione il sindacato sulla motivazione delle misure cautelari è limitato: sono ammissibili censure di illogicità manifesta, mancanza o travisamento della prova nel senso di prova inesistente, ma non la richiesta di una diversa valutazione sommaria dei fatti quando le censure siano generiche o non specificate.
  • Quando si impugna l'efficacia di una misura per carenze nella documentazione (es. mancate videoriprese), la difesa deve provare concretamente che il materiale era tra gli atti valutati dal giudice di merito; una generica affermazione non basta.
  • Nel sospetto di partecipazione collettiva a traffico internazionale di stupefacenti, elementi fattuali oggettivi (numero e natura dei colli, modalità di occultamento, rotta, modifiche alla nave, impiego di più imbarcazioni) possono legittimare il giudizio di gravità indiziaria e la misura cautelare cautelare custodiale.

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