Cassazione Civile, Sentenza n. 24296/2020 del 03/11/2020
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'avviso di accertamento ICI 2010 per mancato riconoscimento dell'agevolazione per l'abitazione principale: il Comune negava l'agevolazione perché la moglie del ricorrente risultava anagraficamente residente a Milano con le figlie; il ricorrente sosteneva invece di essersi separato di fatto dalla moglie (con successiva separazione legale) e produceva n. 21 dichiarazioni di terzi a supporto della frattura del rapporto di convivenza. La CTP aveva accolto il ricorso del contribuente; la CTR aveva invece accolto l'appello del Comune ritenendo che per l'agevolazione occorra la dimora abituale dell'intero nucleo familiare e affermando l'inidoneità delle dichiarazioni di terzi nel contenzioso tributario.
La decisione
La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza della CTR (accoglimento parziale del ricorso per i motivi nn. 3 e 4), ritenendo che la CTR avesse errato: 1) nel ritenere automaticamente esclusa l'agevolazione per il solo fatto che i coniugi dimorassero in abitazioni diverse; 2) nel ritenere inutilizzabili le dichiarazioni di terzi raccolte in sede amministrativa. La Corte ha disposto il rinvio alla CTR della Toscana in diversa composizione affinché valuti le prove e le dichiarazioni di terzi alla luce dei principi indicati e decida nuovamente, demandando alla stessa Corte regionale anche la regolazione delle spese di lite.
Norme richiamate
"per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente, che la possiede a titolo di proprieta', usufrutto o altro diritto reale, e i suoi familiari dimorano abitualmente"
La norma è agevolativa e di stretta interpretazione: l'agevolazione spetta quando l'unità immobiliare è dimora abituale del contribuente e dei suoi familiari. Tuttavia la presunzione di coincidenza con la casa coniugale può essere superata se si prova la frattura del rapporto di convivenza (separazione di fatto).
Il divieto di prova testimoniale previsto riguarda la prova assunta con le garanzie del contraddittorio, ma non impedisce l'utilizzo, come elementi indiziari, delle dichiarazioni rese in sede amministrativa da terzi; tali dichiarazioni possono concorrere, se gravose, precise e concordanti, a formare il convincimento del giudice.
Richiamato nel ricorso come norma relativa alla motivazione degli atti di accertamento; la Corte segnala che la decisione non può fondarsi su presupposti non oggetto di contestazione nell'avviso di accertamento.
Riferimento al concetto tradizionale di "residenza della famiglia" e alla presunzione che la casa coniugale identifichi la residenza di tutti i componenti, presunzione superabile con prova della frattura della convivenza.
Principio sulla prova del fatto: chi afferma un fatto ha l'onere della prova; applicato nella valutazione di chi deve dimostrare la frattura della convivenza.
Le dichiarazioni di terzi acquisite in sede extraprocessuale hanno valore indiziario e, se dotate dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, possono dare luogo a presunzioni utili a provare la frattura della convivenza.
Richiamato in relazione a un motivo non deciso dalla CTR (omessa pronuncia sulla presunta omessa motivazione del provvedimento sanzionatorio); la Corte ha ritenuto il motivo assorbito alla stregua della decisione adottata sui punti principali.
Costituzione, art. 53
Richiamata per sottolineare che le norme agevolative fiscali sono di stretta interpretazione in quanto deroghe al principio della capacità contributiva.
Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, art. 6
Richiamata per affermare il principio del giusto processo: il contribuente deve poter far valere in giudizio prove anche derivanti da dichiarazioni extraprocessuali analogamente all'Amministrazione.
Massime di principio
- L'agevolazione per l'abitazione principale richiede la dimora abituale del contribuente e, di norma, dei suoi familiari; la presunzione che la casa coniugale sia la residenza di tutti i componenti può però essere superata se viene provata una "frattura del rapporto di convivenza" (separazione di fatto).
- La residenza anagrafica diversa di un coniuge non determina automaticamente l'esclusione dell'agevolazione: occorre valutare le ragioni del trasferimento e se esso derivi da una reale separazione di fatto.
- Le dichiarazioni di terzi rese in sede amministrativa (extraprocessuali) non sono inammissibili nel giudizio tributario: hanno valore indiziario e, se caratterizzate da gravità, precisione e concordanza, possono concorrere a formare presunzioni utili a provare la frattura della convivenza.
- Il divieto di assunzione della prova testimoniale nel processo tributario non impedisce l'utilizzo delle dichiarazioni amministrative come elementi di fatto; altresì il contribuente può introdurre tali dichiarazioni a propria difesa.
- Le norme agevolative fiscali vanno interpretate restrittivamente: il contribuente che invoca l'agevolazione ha l'onere di dimostrare, con elementi idonei, la situazione di fatto che giustifica la deroga (es. separazione di fatto anteriore al periodo d'imposta).
- In presenza di valutazioni probatorie contrastanti, è necessario un esame motivato e compiuto delle prove da parte dell'organo giudicante; omissioni o valutazioni automatiche possono giustificare la cassazione con rinvio.
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