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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33634/2023 del 01/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Catanzaro (riesame) che, accogliendo l'istanza della difesa di Simmaco, aveva annullato il decreto di sequestro preventivo (8/02/2023) relativo a un'autovettura cointestata a Simmaco e al figlio Costanzo. Il Procuratore ha dedotto: (i) inosservanza o erronea applicazione della legge penale poiché il giudice del riesame avrebbe confuso i presupposti del sequestro preventivo con quelli delle misure cautelari personali, sostenendo che non siano necessari "gravi indizi di colpevolezza"; (ii) motivazione mancante, contraddittoria o illogica in relazione alla valutazione della prevedibilità di attivazione di procedimenti di prevenzione nei confronti del figlio Costanzo e dei rapporti con i coindagati (Gagliano).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che: (a) il Tribunale del riesame non abbia confuso i presupposti delle misure cautelari reali con quelli delle misure personali, avendo motivato con chiarezza l'assenza del fumus commissi delicti rispetto all'accusa di intestazione fittizia; le valutazioni di fatto del giudice del riesame non sono sindacabili in Cassazione; (b) il secondo motivo era proposto per "motivi non consentiti" perché il gravame avverso provvedimenti di sequestro preventivo è ammesso in Cassazione solo per violazione di legge o per vizi della motivazione talmente radicali da renderla inesistente; nel caso non si è dato un tale vizio radicale. Conclusione: ricorso inammissibile ai sensi dell'art. 606, comma terzo, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 512-bis c.p.

    Norma del codice penale relativa al reato contestato (citata nel testo come oggetto dell'indagine). La Corte non entra nel merito sostanziale del reato, limitandosi a valutare l'ammissibilità del ricorso rispetto al provvedimento cautelare.

  • art. 416-bis c.p. (aggravante)

    Aggravante che è stata richiamata nella contestazione; non è stata invece oggetto di valutazione di legittimità nella sede di Cassazione, che si è concentrata su questioni di ammissibilità e motivazione del riesame.

  • art. 173 disp. att. c.p.p.

    Norma procedurale richiamata per la sintesi dei motivi nel ricorso in cassazione; indica modalità di esposizione dei motivi nel ricorso.

  • art. 606 lett. e) c.p.p.

    Disposizione che elenca i motivi di ricorso in cassazione; la Corte valuta se i motivi prospettati rientrino nelle ipotesi consentite (es. violazione di legge) e se la critica è sostanzialmente un sindacato di fatto, quindi non ammissibile.

  • art. 606 comma terzo c.p.p.

    Prevede il rigetto o l'inammissibilità di ricorsi quando i motivi non rientrano nelle ipotesi di legge. La Corte lo ha applicato per dichiarare inammissibile il ricorso del Procuratore.

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. 2, n. 18951 del 14/03/2017, Rv. 269656-01)

    Principio secondo cui il ricorso avverso ordinanze di sequestro preventivo è ammesso solo per violazione di legge o per vizi della motivazione così gravi da rendere l'argomentazione inesistente o priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.

Massime di principio

  • Il sindacato della Cassazione sui provvedimenti di sequestro preventivo è limitato: non può rimettere in discussione le valutazioni di fatto del giudice del riesame salvo che sussista una violazione di legge o un vizio motivazionale radicale.
  • I motivi di ricorso che, nella sostanza, impugnano la valutazione probatoria del giudice del riesame (ad es. contestando che esista o meno il "fumus"), sono spesso inammissibili se prospettano un controllo di merito e non una questione di diritto.
  • Per impugnare efficacemente un'ordinanza di sequestro preventivo davanti alla Cassazione occorre: a) evidenziare violazioni normative o errori di diritto chiaramente configurabili; oppure b) dimostrare che la motivazione è così carente o contraddittoria da risultare inesistente (vizio radicale). Critiche meramente logiche o di apprezzamento delle prove non bastano.
  • La distinzione tra presupposti delle misure cautelari reali e personali è rilevante in sede di merito, ma la Cassazione richiede che l'impugnazione si articoli su profili di diritto o su carenze motivazionali gravi per essere ammessa.
  • In pratica, chi propone ricorso in Cassazione contro provvedimenti di sequestro deve formulare i motivi evidenziando errori di diritto o lacune strutturali della motivazione; altrimenti il ricorso rischia l'inammissibilità.

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