Cassazione Penale, Sentenza n. 13080/2022 del 06/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Verdino ha impugnato la sentenza di condanna per la violazione dell'art.186, comma 2-bis, del Codice della strada (guida in stato di alterazione per effetto di sostanze). Il ricorso per cassazione lamentava violazione/incomprensione della normativa richiamata nella sentenza di merito.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il reato estinto per prescrizione: il fatto era stato commesso il 6 ottobre 2015 e, alla luce della legge 5 dicembre 2005, n.251, trattandosi di contravvenzione il termine massimo di prescrizione è pari a cinque anni (combinato disposto artt.157, 160 comma 3 e 161 comma 2 c.p.). Il termine prescrizionale si è quindi compiuto dopo la sentenza di appello; non sussistendo elementi univoci idonei a provare l'innocenza in modo ictu oculi ai sensi dell'art.129 comma 2 c.p.p., non è stata disposta assoluzione ma è stata annullata senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione. Conseguentemente è stata eliminata la sanzione amministrativa accessoria e disposta la trasmissione di copia della sentenza al Prefetto di Ravenna ai sensi dell'art.224 comma 3 del Codice della strada. Sentenza emessa il 28 febbraio 2022.
Norme richiamate
art.186, comma 2-bis, Codice della Strada
Norma contestata come base della condanna per guida in stato di alterazione; nel ricorso si contestava l'applicazione di tale disposizione
Rilevante per la determinazione del termine prescrizionale applicabile ai reati commessi anteriormente alla sua entrata in vigore; ha condotto la Corte a qualificare il fatto come contravvenzione con termine prescrizionale massimo quinquennale
Richiamato per il calcolo della prescrizione in combinazione con le altre norme penali
Concorre al computo del termine massimo di prescrizione per le contravvenzioni nel caso di specie
Stabilisce il termine massimo di prescrizione per le contravvenzioni che la Corte ha ritenuto applicabile (cinque anni)
Fornisce la regola secondo cui, in presenza di cause di estinzione del reato, il giudice può assolvere per evidente innocenza solo se tale incontestabile circostanza emerge dagli atti senza necessità di approfondimenti; qui la Corte ha ritenuto che tale condizione non sussistesse
art.224, comma 3, Codice della Strada
Norma richiamata per la trasmissione della sentenza al Prefetto competente in relazione agli adempimenti amministrativi conseguenti
Massime di principio
- Verificare sempre la data del fatto e la normativa applicabile: per reati commessi prima o intorno a modifiche legislative (es. legge 251/2005) il termine di prescrizione può risultare diverso e ridursi per le contravvenzioni.
- Se il reato risulta estinto per prescrizione, la Cassazione può annullare la sentenza senza rinvio; non è necessaria l'assoluzione per evidente innocenza, che è un rimedio eccezionale riservato solo ai casi in cui l'innocenza emerga in modo incontestabile dagli atti (art.129, comma 2, c.p.p.).
- La prescrizione estingue il reato e comporta anche l'eliminazione delle sanzioni amministrative accessorie connesse; occorre però disporre gli adempimenti amministrativi previsti (es. comunicazione al Prefetto).
- Nel calcolo della prescrizione per contravvenzioni, controllare il combinato disposto degli artt.157, 160 e 161 c.p.: talvolta il termine massimo è più breve rispetto ai delitti.
- In caso di dubbio sulla maturazione della prescrizione, è essenziale esaminare le interruzioni e sospensioni del termine (eventi processuali) e verificare se la maturazione sia avvenuta prima o dopo le diverse sentenze di merito.
- Per il difensore della parte, se la causa estintiva è maturata, è opportuno chiedere l'annullamento per prescrizione; per ottenere un'assoluzione sostanziale è necessario dimostrare l'innocenza in modo chiaro e non contestabile dagli atti processuali.
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