Cassazione Penale, Sentenza n. 32046/2022 del 31/08/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ghielmetti impugnava l'ordinanza che aveva rigettato la sua istanza di restituzione di Euro 545.300, sequestrati il 20/11/2006 come corrispettivo della cessione di 35 kg di oro grezzo. Sosteneva di essere il venditore (cedente) dell'oro e quindi titolare del "ius possidendi" sulle somme, non un mero corriere, e che non essendo il contratto di compravendita nullo (nonostante il rilievo fiscale poi prescritto) gli spettava la restituzione del denaro; denunciava violazioni degli artt. 262 e 263 c.p.p.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che, per ottenere la restituzione di cose sequestrate non confiscate, è necessaria la prova rigorosa di un diritto legittimo e giuridicamente apprezzabile (ius possidendi). Dall'istruttoria e dalle intercettazioni emerse nel processo, Ghielmetti è risultato essere il corriere incaricato del trasporto e non il venditore: l'accordo di compravendita era tra la società svizzera Silvoro SA e gli acquirenti; il denaro sequestrato era il prezzo spettante al venditore e il corriere aveva assunto solo il compenso per il trasporto. Pertanto la Corte ha ritenuto corretto il rigetto della richiesta di restituzione e ha condannato il ricorrente alle spese processuali.
Norme richiamate
norma procedurale richiamata perché l'ordinanza impugnata era resa ai sensi di tale articolo (materia dell'esecuzione e dei provvedimenti cautelari).
norma richiamata dal ricorrente per presunta violazione procedurale nella decisione di restituzione; la Corte però non ha ritenuto fondata la censura.
ulteriore norma processuale invocata dal ricorrente; la Corte ha ritenuto che l'ordinanza abbia correttamente applicato i principi sulla prova del diritto alla restituzione.
norma sostanziale relativa all'evasione IVA; il reato contestato è poi risultato prescritto, ma la Corte ha comunque distinto la questione fiscale dalla titolarità del corrispettivo sequestrato.
richiamato per ricordare che la compravendita è contratto consensuale: il venditore ha l'obbligo di consegnare la cosa e l'acquirente di pagare il prezzo, utile per distinguere il venditore dal corriere.
richiamato per ribadire l'obbligo del compratore di pagare il prezzo nei termini e nel luogo stabiliti, e quindi che il diritto al corrispettivo spetta al venditore risultante dall'accordo tra le parti.
Massime di principio
- Per ottenere la restituzione di beni o denaro sequestrati (non confiscati) è necessaria la prova rigorosa di un diritto legittimo e giuridicamente apprezzabile (ius possidendi); il solo possesso materiale non è sufficiente.
- La qualifica fattuale del soggetto (venditore vs. corriere/intermediario) è decisiva: il venditore, essendo parte dell'accordo di compravendita, è titolare del diritto al corrispettivo; il corriere che consegna la merce e incassa o reca denaro per conto di altri non acquisisce automaticamente il diritto di proprietà o il "ius possidendi" su quelle somme.
- La mera circostanza che la compravendita abbia riguardato beni sottratti all'imposizione fiscale non rende il contratto automaticamente illecito o nullo: tuttavia la questione fiscale è distinta dalla determinazione della titolarità del prezzo sequestrato.
- In simili contenziosi il giudice dell'esecuzione valuta gli elementi di fatto (intercettazioni, pedinamenti, documentazione contrattuale) per stabilire chi era il legittimo titolare del corrispettivo; le valutazioni di fatto sono difficilmente rivedibili in sede di legittimità salvo vizio logico/giuridico evidente.
- Per difendersi efficacemente, chi reclama la restituzione deve produrre documenti che provino il trasferimento di proprietà o l'essere parte contraente (contratti, fatture, ordine d'acquisto, evidenze bancarie, conferme scritte), mentre il carico probatorio pesa su chi rivendica il diritto.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 31 ago 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 32015/2022 del 31/08/2022
- Sentenza penale · 31 ago 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 32017/2022 del 31/08/2022
- Sentenza penale · 31 ago 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 32021/2022 del 31/08/2022
- Sentenza penale · 31 ago 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 32023/2022 del 31/08/2022
- Sentenza penale · 31 ago 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 32024/2022 del 31/08/2022
- Sentenza penale · 31 ago 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 32025/2022 del 31/08/2022
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →