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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32024/2022 del 31/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Le ricorrenti impugnano la sentenza di condanna per reati edilizi e patrimoniali (fatti accertati il 4/08/2016). I motivi principali sono: (1) per Falcone Serafina contestazione della responsabilità materiale e dell'apporto causale nella realizzazione delle opere abusive, essendo proprietaria solo di un rimorchio; (2) la subordinazione della sospensione condizionale della pena alla demolizione rispetto alla posizione di Falcone (non proprietaria del fondo) sarebbe illegittima; (3) vizio nella determinazione del trattamento sanzionatorio e violazione del principio di legalità per applicazione di pena detentiva aumentata in continuazione anche per reati che prevedono solo ammenda; (4) mancata declaratoria di estinzione per prescrizione considerando date di inizio del decorso prescrizionale diverse (es. collocazione del rimorchio dal 2004 vs accertamento 2016); (5) richieste generiche di riconsiderazione dei fatti e motivi di vizio di motivazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha in parte accolto i ricorsi: (a) ha ritenuto fondato il motivo di Falcone Serafina sulla illegittima subordinazione della sospensione condizionale della pena alla demolizione, annullando senza rinvio la parte della sentenza che la subordinava alla demolizione per Falcone; (b) ha ritenuto fondato il motivo sul trattamento sanzionatorio alla luce della pronuncia delle Sezioni Unite n. 40983/2018 e ha annullato senza rinvio la parte relativa alla determinazione della pena, rideterminando la pena per entrambe le imputate in mesi 2, giorni 2 di arresto e euro 17.250,00 di ammenda; (c) nel resto i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili o manifestamente infondati: confermata la responsabilità di fatto sulla base degli accertamenti di merito (unitarietà delle opere, presenza e collegamento del rimorchio alla struttura, rilievi fotografici e immagini Google Earth) e rigettate le censure sulla prescrizione per mancata prova concreta delle deduzioni difensive.

Norme richiamate

  • art. 44 c.p. (continuazione)

    Applicata per riconoscere la continuazione tra più reati; la Corte ha richiamato i criteri delle Sezioni Unite per calcolare l'aumento di pena quando i reati sono eterogenei

  • art. 61 n. 2 c.p. (circostanze aggravanti)

    Rilevata e applicata in relazione alla gravità dei reati; la Corte ha confermato che l'aggravante è compatibile con reati dolosi

  • D.P.R. 380/2001 (art. 64, 71, 65, 72, 93, 94, 95)

    Norme del testo unico edilizio cui sono stati ricondotti i singoli capi di imputazione per opere abusive; utilizzate per definire le fattispecie e le sanzioni pecuniarie

  • d.lgs. 42/2004 art. 181, comma 1

    Richiamato per reati relativi alla tutela dei beni culturali (capo F); inserito nel cumulo delle imputazioni

  • art. 157 e 158 c.p. (prescrizione)

    Richiamate nel motivo difensivo che chiedeva la declaratoria di prescrizione; la Corte ha invece ritenuto corretta la delimitazione temporale fatta dai giudici di merito e le sospensioni che hanno impedito il decorso

  • art. 135 c.p. (ragguaglio della pena)

    Richiamato in relazione alla necessità di convertire in pena pecuniaria l'aumento della pena detentiva derivante dalla continuazione con reato satellite punito solo con ammenda, secondo le Sezioni Unite n. 40983/2018

  • art. 165 c.p. (sospensione condizionale della pena)

    Valutata in relazione alla legittimità di subordinare la sospensione condizionale alla demolizione: la Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione può gravare solo su chi è proprietario o ha la materiale possibilità di adempiere, non su soggetti estranei al diritto reale

  • Cass. Sez. U. n. 40983/2018

    Principio applicato sul calcolo dell'aumento per continuazione tra reati con sanzioni eterogenee: l'aumento della pena detentiva deve essere ragguagliato a pena pecuniaria quando il reato satellite prevede solo ammenda

  • Cass. Sez. 3, sent. n. 41586/2021 e n. 41051/2015

    Richiamate in tema di ordine di demolizione: l'ordine può essere imposto al proprietario o a chi ha poteri e possibilità materiali di eseguire, non a soggetti legati da rapporti personali con il committente

  • Cass. n. 17991/2014

    Richiamata per il principio che la fruizione del beneficio non può dipendere dal comportamento altrui, a supporto del motivo di Falcone sulla illegittimità della subordinazione della sospensione alla demolizione

Massime di principio

  • L'ordine di demolizione e le obbligazioni patrimoniali correlate possono essere imposti in via diretta solo al proprietario dell'opera abusiva o a chi abbia la concreta possibilità di adempiere; non possono esser subordinate a persone che abbiano solo un rapporto personale o obbligatorio con il proprietario
  • Quando si riconosce la continuazione tra reati eterogenei (alcuni dei quali prevedono solo pena pecuniaria), l'aumento di pena va calcolato secondo il criterio progressivo delle Sezioni Unite e l'aumento della pena detentiva deve essere ragguagliato a pena pecuniaria ai sensi dell'art. 135 c.p.
  • La Corte di Cassazione non riesamina liberamente i fatti: le censure generiche sulla valutazione probatoria e sulla ricostruzione fattuale risultano inammissibili se non indicano specifici vizi di motivazione
  • Sulla prescrizione, il termine di decorso va collegato all'effettiva commissione del reato o ad altro momento rilevante concretamente provato; la semplice indicazione di una precedente collocazione di un manufatto non basta se i giudici di merito hanno documentato l'emergere successivo dell'opera
  • Le eccezioni processuali relative a violazioni di legge sulla determinazione della pena possono essere valutate in Cassazione anche se non proposte in appello quando si tratta di pena illegale

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