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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16776/2023 del 20/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la conferma della condanna per il reato ritenuto dall'appello (art. 392 c.p.), deducendo: 1) errata applicazione della legge e motivazione mancante per il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per tenuità ex art. 131-bis c.p.; 2) carenze motivazionali riguardo alla querela presentata da una sola delle persone offese e alla quantificazione del danno; 3) inosservanza di norme penali e processuali per omessa declaratoria di estinzione del reato per prescrizione (reato consumato il 25/02/2014). Il PG ha chiesto l'annullamento senza rinvio per intervenuta prescrizione; la parte civile ha chiesto il rigetto del ricorso.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto parzialmente il ricorso per l'effetto di dichiarare estinto il reato per prescrizione e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Ha ritenuto infondati i motivi relativi alla tenuità (art. 131-bis) e alla motivazione sui profili civilistici, confermando che la Corte territoriale aveva adeguatamente motivato il rigetto della tenuità e che la querela di una sola persona offesa è sufficiente quando il reato è commesso in danno di più persone (art. 122 c.p.). Tuttavia, calcolati i termini di prescrizione e le sospensioni derivanti dai rinvii richiesti dalle difese, è maturata la prescrizione il 1 luglio 2022; perciò il reato è dichiarato estinto. Sono confermate le statuizioni civili, ivi compresa la condanna del ricorrente alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenute dalla parte civile ammessa al patrocinio a spese dello Stato, con pagamento da liquidarsi ai sensi degli artt. 82 e 83 del D.P.R. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 392 cod. pen.

    Norma del reato per il quale l'imputato è stato ritenuto colpevole in primo e secondo grado; la sentenza di legittimità ha infine disposto l'annullamento per prescrizione senza riesame del fatto sostanziale.

  • art. 393 cod. pen. (menzionato con art. 81, 2° c.)

    Norma fra le originarie imputazioni; richiamata per contestare la qualificazione iniziale, poi riqualificata in sede di giudizio.

  • art. 646 cod. pen. (menzionato con art. 81, 2° c.)

    Altra norma originariamente contestata (capo B) poi ricondotta in diversa qualificazione nel corso del processo.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di non punibilità per 'tenuità del fatto'. La Corte di appello ha esaminato e motivatamente rigettato la sua applicazione valorizzando modalità della condotta, condizioni soggettive dell'autore e valore del bene oggetto del reato.

  • art. 133, comma 1, cod. pen.

    Criteri per la valutazione della tenuità dell'offesa; la Corte ha ricordato che non è necessario enucleare tutti gli elementi elencati dalla norma, ma indicare quelli ritenuti rilevanti per il caso concreto.

  • art. 122 cod. pen.

    Principio secondo cui il reato commesso in danno di più persone è perseguibile anche se la querela è proposta da una sola; utilizzato per respingere l'eccezione relativa alla mancata querela di Turdo Giuseppe.

  • art. 159 cod. pen.

    Disciplina della sospensione della prescrizione in caso di rinvii disposti su istanza della parte: la sospensione vale per l'intera durata del rinvio salvo il caso di "legittimo impedimento" che limita la sospensione a 60 giorni. Tale principio è stato applicato nel calcolo delle sospensioni che hanno portato alla maturazione della prescrizione.

  • artt. 157 e 161 cod. pen.

    Richiamati nelle censure del ricorrente in materia di estinzione del reato e effetti sulla legge penale; la motivazione della Corte ha trattato la questione della prescrizione ex art. 159 e della sua applicazione pratica.

  • art. 531 cod. proc. pen.

    Norma richiamata fra quelle contestate in relazione alla correttezza del processo e agli effetti sui termini prescrizionali; la valutazione finale si è concentrata sul computo dei termini e sulle sospensioni.

  • artt. 82 e 83 d.P.R. 115/2002

    Norme sul patrocinio a spese dello Stato e sulle modalità di liquidazione delle spese: richiamate per disporre la liquidazione e il pagamento delle somme dovute alla parte civile ammessa al gratuito patrocinio.

Massime di principio

  • La prescrizione sopravvenuta dopo la sentenza di merito può comportare l'annullamento senza rinvio da parte della Cassazione quando il decorso dei termini, comprensivo di sospensioni, determini l'estinzione del reato.
  • I rinvii disposti su istanza della difesa sospendono la prescrizione per l'intera durata del rinvio, salvo che si tratti di "legittimo impedimento", caso in cui la sospensione è limitata a 60 giorni; ciò può prolungare sostanzialmente i termini prescrizionali.
  • La causa di non punibilità per tenuità (art. 131-bis) richiede motivazione quando viene negata: il giudice deve indicare i fattori ritenuti decisivi (modalità della condotta, condizioni soggettive, valore del bene), ma non è obbligato a trattare esaurientemente tutti i criteri elencati dall'art. 133.
  • Quando un reato è commesso in danno di più persone, la querela di una sola di esse è sufficiente per la procedibilità (art. 122 c.p.); quindi l'assenza di querela da parte di altri danneggiati non invalida l'azione penale.
  • Le statuizioni civili pronunciate nel processo penale (compresa la condanna al risarcimento e la concessione di una provvisionale) possono essere confermate anche se la responsabilità penale viene estinta per prescrizione; le decisioni discrezionali sulle provvisionali sono difficilmente censurabili in Cassazione.
  • Nel valutare ricorsi che invocano estinzione per prescrizione è essenziale computare con precisione tutti i periodi di sospensione derivanti da rinvii e impedimenti per determinare la data effettiva di maturazione della prescrizione.

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