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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18037/2022 del 05/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello che lo aveva condannato per il reato di cui all'art. 388, comma 6, c.p. (omessa indicazione, su invito dell'ufficiale giudiziario, di beni pignorabili della societa 3B Automobili s.a.s.). Il motivo principale del ricorso era la censura sulla decorrenza del termine per la proposizione della querela ex art. 124 c.p.: secondo la difesa il dies a quo doveva coincidere con la data dell'accesso per il pignoramento (10 aprile 2014), mentre la Corte territoriale aveva ritenuto che il termine fosse da far decorrere dalla data in cui il creditore venne a conoscenza dell'esistenza di altri beni della società (visura PRA del 25 febbraio 2016) e quindi che la querela presentata il 25 maggio 2016 fosse tempestiva. Il ricorrente denunciava violazione di legge e vizi di motivazione sull'eccezione di tardività della querela.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi manifestamente infondati. Ha confermato la valutazione della Corte d'appello secondo cui il termine per la proposizione della querela decorre dalla data in cui il creditore ha avuto concreta conoscenza degli elementi che consentono di valutare l'esistenza del reato (qui, la visura PRA del 25 febbraio 2016 che evidenziò l'esistenza di veicoli della società), non dal momento del pignoramento negativo del 10 aprile 2014. La Corte ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite (sent. n. 12213/2017, Zucchi) estendendo il principio anche all'art. 388, comma 6, c.p., e ha ritenuto che l'onere di provare l'intempestività della querela incomba su chi la deduce. Le deduzioni difensive sono state giudicate mere supposizioni non idonee a superare la documentazione prodotta dalla parte civile. Conseguentemente il ricorso è stato respinto, il ricorrente condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende; è stata inoltre richiamata l'irrilevanza della prescrizione intervenuta successivamente alla sentenza impugnata.

Norme richiamate

  • art. 388, comma 6, cod. pen.

    La norma incrimina l'omessa indicazione, su invito dell'ufficiale giudiziario, di beni pignorabili da parte di chi ha l'obbligo dichiarativo in sede di esecuzione; la Corte ha ritenuto che la disciplina della querela e della decorrenza del relativo termine si applica anche a questa fattispecie.

  • art. 492 cod. proc. civ.

    Richiama l'obbligo, nell'ambito dell'esecuzione forzata, di dichiarare i beni in possesso del debitore; contestualmente spiega il contesto fattuale in cui è sorta l'obbligazione omessa.

  • art. 124 cod. pen.

    Stabilisce il termine decadenziale per la proposizione della querela; la Corte interpreta il dies a quo come il momento in cui la parte offesa ha conoscenza effettiva degli elementi necessari per esercitare consapevolmente il diritto di querela.

  • Sez. Un., Sentenza n. 12213 del 21/12/2017 (Zucchi)

    Giurisprudenza che stabilisce che, nel reato di inottemperanza dolosa a un provvedimento del giudice, il termine per la querela decorre dalla conoscenza dell'inottemperanza da parte del creditore; principio esteso dalla Corte anche all'art. 388, comma 6.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma citata in relazione al contenuto sintetico del ricorso alla Corte di Cassazione; richiama i limiti della esposizione dei motivi.

  • art. 23, comma 8, d.l. 137/2020 (conv. con L. n. 176/2020)

    Norma citata a proposito della procedura scritta adottata per il trattamento del ricorso in vista dell'udienza.

  • Sez. 5, Sentenza n. 2486 del 10/11/1998 (Poli)

    Giurisprudenza richiamata per il principio che chi deduce la tardività della querela deve dimostrarla, non potendo basarsi su mere presunzioni.

  • Sezioni Unite, n. 32 del 22/11/2000 (De Luca)

    Richiamata quanto al principio che la prescrizione intervenuta dopo la sentenza impugnata è irrilevante ai fini dell'impugnazione stessa.

Massime di principio

  • Nel caso di reati omissivi connessi a procedure esecutive, il termine per proporre la querela decorre dal momento in cui la parte offesa viene effettivamente a conoscenza degli elementi che consentono di valutare l'esistenza del reato, non necessariamente dalla prima attività esecutiva se questa non ha rivelato l'esistenza di beni nascosti.
  • Chi deduce la tardività della querela ha l'onere probatorio di dimostrare concretamente che la parte offesa era in grado di conoscere il fatto prima del dies a quo indicato; mere supposizioni non sono sufficienti.
  • Documenti o visure che dimostrino la data in cui il creditore ha scoperto elementi nuovi (es. visura PRA, catastale) sono determinanti per fissare il dies a quo della querela.
  • La disciplina della querela e del termine decadenziale prevista dall'art. 124 c.p. si applica anche alle fattispecie previste dall'art. 388 c.p., comma 6: la natura omissiva del reato non esclude il principio della conoscenza come inizio del termine.
  • L'avvio di un'azione civile (es. revocatoria) non implica automaticamente che il querelante avesse conoscenza piena degli elementi costitutivi del reato; occorre verificare quali fatti e documenti concretamente gli erano noti in quella data.
  • La proposizione di ricorso in Cassazione privo di argomentazioni idonee a contrastare la motivazione di merito può essere dichiarata inammissibile e comportare condanna alle spese e sanzione a favore della cassa delle ammende.

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