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Cassazione Penale, Ordinanza n. 37655/2025 del 18/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte d'appello di Roma ha confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Latina nei confronti dell'imputato per una rapina consumata il 21 febbraio 2024. Il difensore ha proposto ricorso per cassazione deducendo, in sintesi: 1) violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'art. 628 c.p., sostenendo che l'elemento soggettivo del reato non fosse dimostrato, poiché l'imputato non avrebbe esercitato violenza fisica con il fine di impossessarsi della somma di denaro asseritamente sottratta; a supporto richiamava dichiarazioni testimoniali e trascrizioni allegate; 2) vizio di motivazione per asserito travisamento della prova, perché i giudici di merito avrebbero erroneamente affermato la perfetta aderenza tra le dichiarazioni della persona offesa e quelle di un testimone in ordine all'impossessamento della somma di denaro dalle tasche della vittima. Con memoria successiva la difesa ha ribadito tali argomentazioni e chiesto la riassegnazione del procedimento.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto entrambi i motivi manifestamente infondati, osservando che la sentenza impugnata, letta insieme a quella di primo grado in presenza di una 'doppia conforme', era congruamente motivata sui punti contestati, priva di motivazione apparente, di manifeste illogicità o contraddizioni, e senza travisamenti probatori dirimenti. La Corte ha quindi rilevato che le censure miravano in realtà a ottenere una nuova valutazione del merito, preclusa in sede di legittimità. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 628 c.p.

    norma incriminatrice della rapina; il ricorso contestava, ma la Corte non ha ravvisato errori di diritto o vizi motivazionali nella conferma della responsabilità.

  • art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.

    dedotto quale parametro per la violazione di legge.

  • art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    dedotto quale parametro per il vizio di motivazione; la Corte ribadisce che sono censurabili solo mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione.

  • legge 20 febbraio 2006 n. 46

    richiamata per ribadire che il giudizio di legittimità resta limitato al controllo sulla motivazione e non consente una nuova valutazione del fatto.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione non è consentita la rilettura degli elementi di fatto o la sostituzione della valutazione probatoria compiuta dal giudice di merito con una diversa, più favorevole al ricorrente.
  • Il vizio di motivazione è deducibile solo quando la motivazione manchi, sia manifestamente illogica o contraddittoria su aspetti decisivi; non sono invece ammissibili censure che si limitino a contestare la persuasività o la maggiore plausibilità della ricostruzione adottata.
  • In presenza di 'doppia conforme', la sentenza di appello che conferma integralmente quella di primo grado può essere valutata come un unico corpo argomentativo, e il ricorso che attacchi solo la ricostruzione del fatto è normalmente inammissibile.
  • L’asserito travisamento della prova è rilevante solo se incide in modo dirimente sulla decisione; in mancanza di tale incidenza, la doglianza si risolve in una critica di merito non proponibile in cassazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRapina
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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