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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3474/2023 del 27/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Rimondi ha impugnato la sentenza di appello che lo aveva condannato, in qualità di amministratore di fatto della s.r.l. Auto Capital, per il reato di omissione della presentazione della dichiarazione fiscale (anno d'imposta 2011). Il ricorso articolava tre censure: 1) nullità delle decisioni di merito per irregolare assegnazione del fascicolo (presunta violazione delle tabelle di assegnazione e incompetenza procedurale del giudice onorario); 2) insufficienza delle prove a fondamento della qualificazione di "amministratore di fatto" (sosteneva di essere amministratore di altra società e che le condotte attribuite non dimostravano un esercizio continuativo e significativo dei poteri gestori); 3) mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e della speciale circostanza di minima partecipazione ai sensi dell'art. 114 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto infondato il rilievo sull'assegnazione: il ricorrente non ha allegato né documentato la violazione delle tabelle di assegnazione e la trasmissione del fascicolo al giudice togato è stata considerata regolare. Sul secondo motivo la Corte ha confermato che la valutazione di merito, fondata su molteplici elementi (rapporti fra Capital Rent e Autocapital, accompagnamento per reperire liquidità, vendite effettuate per conto della società, indirizzamento delle fatture, uso di utenze telefoniche, provvigioni) era congrua e dimostrava l'esercizio di una gestione significativa e continuativa, idonea a qualificare Rimondi amministratore di fatto; la Cassazione ha ricordato l'insindacabilità della valutazione di fatto se adeguatamente motivata. Sul terzo motivo la Corte ha ritenuto legittima la valutazione negativa delle attenuanti generiche da parte del giudice del merito; inoltre l'art. 114 c.p. richiede un ruolo del tutto marginale per integrare la minima partecipazione, condizione non dimostrata. Conseguenze pratiche: ricorso inammissibile; Rimondi condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende; per la richiesta di lavoro di pubblica utilità la Corte ha indicato la competenza del giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art. 95, comma 1, d.lgs. n. 150/2022.

Norme richiamate

  • artt. 40 capoverso, 110 cod. pen. e art. 5 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    Norme richiamate per il reato contestato (concorso e la fattispecie di omissione della presentazione della dichiarazione fiscale); la Corte conferma che l'amministratore di fatto può essere ritenuto autore principale del reato fiscale se titolare effettivo della gestione.

  • art. 33, comma 1, cod. proc. pen.

    La nullità per illegittima assegnazione si configura solo se sussiste uno stravolgimento dei principi essenziali dell'ordinamento giudiziario (violazione delle regole di titolarità del potere di assegnazione e obbligo di motivazione); mera inosservanza amministrativa delle tabelle non è sufficiente senza specifiche allegazioni e prove.

  • art. 2639 cod. civ.

    Definizione di amministratore di fatto: richiede esercizio continuativo e significativo dei poteri di gestione; la Corte applica questo criterio per valutare gli elementi fattuali che costituiscono prova dell'ingerenza gestionale.

  • art. 133 cod. pen.

    Regole sulle circostanze attenuanti generiche: la loro valutazione è di merito e insindacabile in Cassazione purché la motivazione non sia contraddittoria e espliciti gli elementi ritenuti prevalenti.

  • art. 114 cod. pen.

    La circostanza speciale della minima partecipazione richiede che il contributo del reo sia del tutto marginale e trascurabile rispetto all'evento criminoso; una mera minore efficacia causale non è sufficiente.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Previsione secondo cui, in caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è onerato delle spese del procedimento e può essere condannato al versamento a favore della Cassa delle ammende (qui fissato in €3.000,00).

  • art. 95, comma 1, d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Norma richiamata per la richiesta di lavoro di pubblica utilità: la competenza per valutare tale istanza spetta al Giudice dell'esecuzione, che deve essere interpellato con i termini e le modalità previsti dalla norma.

Massime di principio

  • Le censure processuali sull'assegnazione del fascicolo devono essere specificamente documentate: l'assenza di allegazioni concrete sulla violazione delle tabelle rende la doglianza inefficace e porta al rigetto per inammissibilità.
  • La qualificazione di "amministratore di fatto" si valuta sul piano dei fatti concreti e della loro complessiva significatività e continuità. Non è necessario che siano esercitati tutti i poteri formali, ma occorre una gestione organica e non occasionale; la valutazione di merito adeguatamente motivata è insindacabile in Cassazione.
  • La decisione sull'attribuzione delle attenuanti generiche è discrezionale e rimane inalterata se il giudice di merito fornisce motivazione non contraddittoria che indica gli elementi considerati determinanti.
  • Per ottenere il riconoscimento della minima partecipazione ai sensi dell'art. 114 c.p. è necessario dimostrare un ruolo effettivamente marginale; una partecipazione meno incisiva rispetto ad altri concorrenti non è sufficiente.
  • In caso di ricorso dichiarato inammissibile il ricorrente può essere condannato alle spese e a versare una somma alla Cassa delle ammende; le richieste di misure alternative all'esecuzione (es. lavoro di pubblica utilità) devono essere presentate al giudice competente per l'esecuzione.

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