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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3471/2023 del 27/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della condanna per omessa protezione di macchine (mancata segregazione della cinghia di trasmissione in un carter e mancata installazione del dispositivo salva-dito sull'ago di macchina cucitrice) in violazione degli artt. 71, co.1 e 70, co.2 D.Lgs. n.81/2008. Il ricorrente deduce la mancata applicazione della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p., sostenendo di aver sanato le violazioni immediatamente dopo il primo accertamento (installando il dispositivo su una macchina e disattivando l'altra) e che, al secondo sopralluogo (otto giorni dopo), gli ispettori avrebbero constatato l'avvenuta eliminazione del pericolo.

La decisione

La Corte rigetta il ricorso. Ritiene infondato il motivo: la valutazione del giudice di merito è coerente e logica, avendo accertato che le violazioni erano relative a due macchine — una priva del meccanismo salva-dito e l'altra priva sia del salva-dito sia della protezione della cinghia — e quindi ha effettuato una valutazione complessiva della gravità, del grado di colpevolezza e del pericolo. Ne consegue che non sono ricorsi i requisiti per applicare l'art. 131-bis c.p. Il giudice di merito ha comunque concesso le attenuanti generiche e la sospensione condizionale della pena; la condanna (ammenda di euro 3.000,00) è confermata e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n.81/2008

    art. 71, comma 1; art. 70, comma 2

    Le norme impongono obblighi di protezione delle macchine (es. carter per cinghie di trasmissione e dispositivi salva-dito). L'omissione integra illecito rilevante ai fini penali/amministrativi: la Corte conferma che la presenza di più violazioni e la loro natura rendono valutabile complessivamente il pericolo e la responsabilità del datore di lavoro.

  • Codice penale

    La causa di non punibilità per il comportamento riparatorio post delictum richiede che la rimozione del pericolo sia effettiva, complessiva e valutata alla stregua della gravità del fatto, del grado di colpevolezza e dell'entità del rischio. Nel caso di più violazioni o di pericolo residuo la mera sanatoria parziale o tardiva non assicura automaticamente l'esclusione della punibilità.

  • D.L. n.137/2020

    Norma procedurale richiamata per il trattamento del ricorso in Cassazione (modalità di trattazione). Non incide sul merito della valutazione circa la non punibilità.

Massime di principio

  • La riparazione o eliminazione del pericolo dopo l'accertamento può concorrere all'esclusione della punibilità solo se la rimozione è completa, documentata e valutata nel contesto dell'intera fattispecie (numero di violazioni, gravità, grado di colpevolezza).
  • La mera attestazione di interventi parziali (es. su una sola macchina quando le violazioni riguardano più macchine) non è sufficiente per ottenere l'applicazione di art. 131-bis c.p.; è necessaria la prova che ogni fonte di pericolo sia stata eliminata.
  • Chi impugna in Cassazione deve allegare e produrre documentazione probatoria rilevante (es. verbali di ispezione successiva) per dimostrare la completa sanatoria; l'assenza di tali documenti indebolisce il ricorso.
  • Il giudice valuta complessivamente modalità della condotta, tempestività e completezza dei rimedi, entità del rischio e colpevolezza: anche se non si applica l'esclusione della punibilità, il comportamento successivo può comunque influire sulle attenuanti e sulla misura della pena.
  • In contestazioni relative alla sicurezza sul lavoro è essenziale intervenire tempestivamente su tutte le carenze rilevate e conservarne evidenza documentale per dimostrare la rimozione del rischio in eventuali sedi giudiziarie.

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