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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3477/2023 del 27/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Tocci impugnava in cassazione l'ordinanza del Tribunale di Taranto (riesame) che, pur ritenendo sussistenti indizi in ordine ai reati di associazione per delinquere e reati tributari connessi alla vendita di carburanti in evasione di IVA e accise, aveva sostituito gli arresti domiciliari con una misura interdittiva di divieto di svolgere attività imprenditoriale nel commercio di idrocarburi per la durata di un anno. Il ricorrente denunciava violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che gli indizi erano insufficienti, che le condotte potevano essere lecite e che il Tribunale aveva errato nella ricostruzione della disciplina di settore (ad es. sul dovere di verificare la legittimità dei beneficiari del carburante agevolato).

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché le censure sono per lo più contestazioni di merito o reinterpretazioni dei fatti già valutati dal giudice del riesame e non veri vizi di legittimità. La Corte ha ritenuto che l'ordinanza impugnata avesse adeguatamente motivato l'esistenza di gravi indizi: vendite a soggetti privi del libretto UMA o che avevano esaurito la disponibilità, cessioni annotate in capo a soggetti deceduti, disconoscimento di acquisti da parte di alcuni nominativi presenti nella documentazione, riscontro diretto della Guardia di Finanza presso la pompa erogatrice indicante gasolio per uso agricolo. Tali elementi sono stati valutati come indici di un meccanismo di vendite fittizie volto a procurare carburante agevolato a soggetti non legittimati, con conseguente danno erariale (minori IVA e accise). Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Richiamato quale norma che consente la condanna alle spese e al pagamento in favore della Cassa delle ammende: la Corte ha condannato il ricorrente ai sensi di tale articolo.

  • art. 416 c.p. (associazione per delinquere)

    La fattispecie associativa è stata ritenuta applicabile in via provvisoria in relazione alla gestione congiunta dell'impresa e all'operatività comune con familiari e dipendenti; la Corte ha ritenuto che la censura difensiva non avesse efficacemente contrastato le risultanze fattuali che sostenevano la configurazione dell'associazione.

  • art. 640 c.p. (truffa)

    La Corte osserva che, sebbene siano emersi elementi tributari rilevanti, non sussisterebbero gravi indizi per la truffa ai danni dello Stato nella parte in cui occorrerebbe un atto di disposizione patrimoniale da parte di una pubblica amministrazione; pertanto il giudice di merito aveva escluso gravi indizi per tale specifica fattispecie.

  • normativa in materia di IVA e accise (principi generali)

    Riferimento alla normativa fiscale relativa all'applicazione dell'IVA e delle accise: la valutazione dei minori versamenti e del danno erariale è stata effettuata in base ai principi e agli elementi documentali e di fatto che evidenziavano cessioni agevolate a soggetti non legittimati.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non è sede di mera revisione dei fatti: le doglianze fondate su una differente valutazione delle prove o sulla ricostruzione alternativa delle circostanze di fatto sono, di regola, inammissibili se non indicano specifici vizi di diritto o contraddizioni formali nella motivazione.
  • Elementi fattuali concreti (vendite accertate a soggetti privi dei requisiti, documentazione che riporta nomi di soggetti deceduti, riscontri operativi della Guardia di Finanza presso la pompa erogatrice) possono costituire gravi indizi per reati fiscali e per il concorso associativo, se adeguatamente collegati da motivazione logica.
  • Per contestare efficacemente misure cautelari sostituite dal giudice di riesame occorre dimostrare vizi di diritto o palese contraddizione/insufficienza logico-giuridica nella motivazione, non meramente proporre una diversa lettura dei fatti.
  • La sostituzione di misure cautelari (es. arresti domiciliari con divieto di svolgere attività imprenditoriale) è possibile quando il giudice del riesame ritenga che una misura meno afflittiva sia idonea a contemperare esigenze cautelari e di precauzione: la decisione è valutata dalla Cassazione solo se sussistono vizi di legittimità.
  • Nelle contestazioni relative a benefici fiscali (es. carburante agevolato) il venditore può essere chiamato a rispondere se emergono elementi che fanno ragionevolmente ritenere l'esistenza di vendite fittizie o documentazione fittizia; la semplice affermazione che non era tenuto a verificare l'identità o i requisiti degli acquirenti è insufficiente se la documentazione e i riscontri contraddicono tale versione.
  • Le censure difensive che non forniscono prove alternative o non impugnano specifiche incongruenze logico-giuridiche nella motivazione del giudice sono destinate a fallire in sede di legittimità.

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