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Cassazione Civile, Ordinanza n. 09457/2024 del 09/04/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (proprietario)

La controversia

Un soggetto ha proposto opposizione di terzo avverso una precedente sentenza che aveva dichiarato l'usucapione, in favore della controparte, della proprietà di una porzione di terreno demaniale adibito a strada pubblica. Ha sostenuto di aver sempre utilizzato quella strada per accedere al proprio fondo e che, dopo la sentenza, la controparte aveva apposto paletti impedendo il passaggio. In via principale chiedeva di accertare la natura demaniale del suolo; in subordine chiedeva di accertare l'usucapione, in suo favore, di una servitù di passaggio. Nei gradi di merito le domande sono state respinte perché la strada era ritenuta sdemanializzata tacitamente e perché non era stata provata né l'usucapione del diritto di passaggio né l'esistenza di opere apparenti a servizio della servitù. Con il ricorso per cassazione sono stati dedotti sei motivi: nullità della sentenza e violazione degli artt. 112, 132 c.p.c. e 118 disp. att. c.p.c.; omesso esame e violazione dell'art. 1362 c.c. per avere la Corte territoriale ritenuto incompatibilità solo apparente tra interesse ad agire e rigetto nel merito; violazione degli artt. 112, 132, 163, 164 c.p.c., 118 disp. att. c.p.c. e dell'art. 829 c.c. in tema di sdemanializzazione tacita; violazione degli artt. 1158 e ss. c.c. per l'asserita impossibilità di usucapire la proprietà per un possesso inferiore a vent'anni; violazione degli artt. 1158 e ss. e 1362 e ss. c.c. per l'esclusione delle opere apparenti a servizio del passaggio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i primi due motivi, chiarendo che l'interesse ad agire nell'opposizione di terzo è concetto distinto dalla fondatezza nel merito della pretesa e che la Corte d'appello aveva correttamente escluso, in fatto, la natura demaniale della strada sulla base di elementi istruttori, tra cui la variante al P.R.G., la mancata manutenzione comunale e il comportamento dell'ente locale. Ha dichiarato inammissibili i motivi terzo e quarto perché tendevano a una rivalutazione del merito, non consentita in cassazione, e ha richiamato il principio secondo cui la sdemanializzazione tacita richiede atti o fatti univoci e incompatibili con la volontà di mantenere la destinazione pubblica. Ha dichiarato inammissibile il quinto motivo come questione nuova, non proposta in appello, relativa alla durata del possesso utile ad usucapionem. Ha dichiarato inammissibile anche il sesto motivo perché la Corte territoriale aveva fondato la decisione su una pluralità di rationes decidendi autonome, bastando la conferma della mancanza di prova del possesso utile ad usucapire la servitù; in ogni caso ha ribadito che, per l'usucapione della servitù di passaggio, servono opere apparenti specificamente destinate all'esercizio della servitù, non essendo sufficiente un semplice percorso idoneo al transito. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    Invocato per dedurre ultrapetizione/omessa pronuncia, ma la Corte ha escluso il vizio lamentato.

  • art. 132 c.p.c.

    Richiamato in relazione al vizio di motivazione; la sentenza impugnata è stata ritenuta sufficientemente motivata.

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    Richiamato come parametro della motivazione; la Corte ha escluso l'apparenza o la mancanza di motivazione.

  • art. 1362 c.c.

    Richiamato per l'interpretazione dell'atto di impugnazione e per la dedotta sdemanializzazione; non è stata accolta la censura.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    Usato come parametro per denunce di violazione di legge.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    Usato come parametro per dedurre nullità della sentenza e del procedimento.

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    Richiamato per il vizio di omesso esame, ma la Corte ha ritenuto le censure in sostanza dirette alla rivalutazione del merito.

  • art. 829 c.c.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla sdemanializzazione tacita; la Corte ha ribadito il principio per cui essa richiede atti/fatti univoci.

  • art. 12 Preleggi

    Richiamato nel motivo sulla sdemanializzazione; la Corte ha mantenuto il criterio interpretativo consolidato.

  • art. 115 c.p.c.

    Richiamato in tema di valutazione delle prove; la Corte ha ribadito che il giudice di merito sceglie le prove ritenute decisive.

  • art. 1158 c.c.

    Richiamato per l'usucapione della proprietà e della servitù; la Corte ha escluso l'ammissibilità delle censure e ha ribadito i requisiti del possesso ventennale e dell'apparenza della servitù.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002

    Applicato per dare atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto dell'impugnazione.

Massime di principio

  • L'interesse ad agire in opposizione di terzo può sussistere in astratto anche quando, all'esito dell'esame del merito, la pretesa del terzo risulti infondata perché non incompatibile con il diritto già accertato nella sentenza opposta.
  • La sdemanializzazione tacita di un bene demaniale non può essere desunta dalla sola cessazione dell'uso pubblico, ma richiede atti o fatti univoci, concludenti e incompatibili con la volontà della pubblica amministrazione di conservare la destinazione demaniale.
  • L'accertamento della sdemanializzazione tacita e, più in generale, la valutazione delle prove appartengono al giudice di merito e non sono sindacabili in cassazione se la motivazione non è apparente o manifestamente illogica.
  • Quando la decisione di merito si fonda su più rationes decidendi autonome e ciascuna sufficiente da sola a sorreggerla, la censura che colpisce solo una di esse è inammissibile per difetto di interesse se l'altra resta intatta.
  • L'usucapione della servitù di passaggio richiede la prova del possesso utile e del requisito dell'apparenza, consistente in opere visibili e permanenti specificamente destinate all'esercizio della servitù; non basta un semplice percorso o una strada di fatto utilizzabile.
  • In cassazione non è consentito trasformare i motivi di ricorso in una richiesta di nuova valutazione del materiale probatorio o di sostituzione del convincimento del giudice di merito.

Come è indicizzato

MateriePossessoServitùImpegnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

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