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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26546/2024 del 05/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della conferma della condanna (6 mesi di arresto e €1.000 di ammenda, con sospensione condizionale) per il reato di cui all'art.186, comma 2, lett.c) e comma 2-bis, d.lgs. 30/04/1992, n.285, a seguito di sinistro del 12/12/2021 con danni a cose; il ricorrente ha dedotto: 1) violazione e errata applicazione della legge e carenza di motivazione per il mancato riconoscimento della causa di non punibilità ex art.131bis c.p. (particolare tenuità del fatto); 2) vizio di travisamento della prova e mancata considerazione di elementi attenuanti (influenza della somministrazione di Toradol sul tasso alcolemico, contestazione della velocità attribuita al mezzo, circostanze della cena antecedente); 3) omissione di motivazione sulla dosimetria della pena, sul diniego delle circostanze attenuanti generiche e sulla computazione del periodo di sospensione della patente tenendo conto della sospensione provvisoria prefettizia

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto infondati i primi due motivi: ha confermato che la Corte territoriale ha correttamente valutato, in senso sinottico e ai sensi dei principi delle Sezioni Unite, gli indicatori richiesti dall'art.131bis (modalità della condotta, esiguità del danno o del pericolo, grado della colpevolezza) e ha motivatamente escluso la particolare tenuità alla luce della pericolosità concreta (collisione in orario serale, urto con vettura proveniente dal senso opposto, danni seri a beni di terzi). Tuttavia il terzo motivo è stato ritenuto in parte fondato: la Corte d'appello ha omesso di motivare la dosimetria della pena (irrogata comunque sopra il minimo edittale) e il diniego delle circostanze attenuanti generiche; su questo punto la sentenza è annullata con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Messina per nuova determinazione del trattamento sanzionatorio e per espressa valutazione delle attenuanti. Resta irrevocabile l'affermazione di responsabilità penale dell'imputato (art.624, comma 2 c.p.p.). Quanto alla richiesta di computo del periodo di sospensione prefettizia nella sanzione accessoria giudiziale, la Cassazione ha confermato che non compete al giudice computarlo (principio Cerboni): il periodo prefettizio va detratto dall'organo esecutore (Prefetto) e non implica credito automatico da parte del giudice; pertanto la pretesa di computo giudiziale è respinta.

Norme richiamate

  • d.lgs. 30 aprile 1992, n.285, art.186

    comma 2, lett.c) e comma 2-bis

    norma che sanziona la guida in stato di ebbrezza; nella specie applicata per il tasso alcolemico accertato e per la fattispecie aggravata avendo l'evento comportato un incidente con danni

  • codice penale, art.131-bis

    non presente quote testuale nella sentenza

    cause di non punibilità per particolare tenuità del fatto: applicazione subordinata a valutazione sinottica e cumulativa di modalità della condotta, esiguità del danno/pericolo e grado della colpevolezza, nonché del comportamento successivo; nel caso ritenuta non applicabile per la pericolosità concreta della condotta

  • codice penale, art.133

    criteri per la valutazione della misura della pena (modalità della condotta, entità del danno/pericolo, intensità del dolo/grado di colpa), richiamati per valutare la particolare tenuità ex art.131-bis

  • codice di procedura penale, art.606

    comma 1, lett.b) e lett.e)

    articolo che elenca i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e carenza/illogicità della motivazione), invocati dal ricorrente

  • codice di procedura penale, art.624

    porta all'irrevocabilità dell'affermazione di responsabilità penale del ricorrente, pur annullando la sentenza limitatamente alla determinazione del trattamento sanzionatorio

  • Giurisprudenza citata (Sezioni Unite e altre)

    Sez. U, 25/02/2016, n.13681 (Tushaj); Sez. 4, 17/05/2023, n.31843 (Nadal); Sez. U, 21/06/2000, n.20 (Cerboni); Sez. 1, 12/02/2019, n.12624 (Dulan)

    richiamati i principi di orientamento sulla necessità di valutazione sinottica per l'art.131-bis, il regime del computo della sospensione prefettizia e la rilevanza della motivazione implicita/esplicita sul diniego delle attenuanti generiche

Massime di principio

  • La causa di non punibilità ex art.131-bis c.p. va valutata in modo sinottico: il giudice deve bilanciare modalità della condotta, esiguità del danno/pericolo e grado della colpevolezza; la valutazione negativa di anche un solo indicatore può precluderne l'applicazione
  • Nel reato di guida in stato di ebbrezza la presenza di incidente stradale con perdita di controllo del mezzo e danni a terzi costituisce elemento rilevante contrario al riconoscimento della particolare tenuità
  • Eccezioni tecniche come l'assunzione di farmaci (es. Toradol) influenti sul tasso alcolemico devono essere provate concretamente e dimostrate come idonee a modificare il dato strumentale per poter incidere sulla valutazione della tenuità
  • Il giudice d'appello deve motivare espressamente la dosimetria della pena e la decisione sul riconoscimento o diniego delle circostanze attenuanti generiche; l'omessa motivazione su questi punti può portare ad annullamento e rinvio
  • La sospensione provvisoria della patente disposta dal Prefetto non è computabile dal giudice nella determinazione della sanzione accessoria: il prefetto, in sede di esecuzione, deve detrarre il periodo già scontato

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