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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45851/2024 del 13/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Milano che aveva confermato la custodia in carcere disposta dal GIP di Varese per i delitti di spaccio di cocaina. Il difensore deduceva: 1) carenza/illogicità della motivazione circa il pericolo di fuga, osservando che l'indagato si era recato in Albania cinque giorni prima dell'esecuzione delle misure ma non si sarebbe sottratto volontariamente all'esecuzione; 2) violazione di legge e vizio di motivazione sulla proporzionalità della custodia cautelare, lamentando che non si era tenuto conto della mancanza di precedenti cautele, della sua radicazione in Italia e della possibilità degli arresti domiciliari presso i genitori; inoltre si contestava la valutazione del ruolo dell'imputato nel gruppo.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo lo ha dichiarato inammissibile per aspecificità perché il Tribunale del riesame aveva fondato la detenzione su più motivazioni (pericolo di fuga e pericolo di reiterazione) e il ricorso contestava solo una di esse. Sul secondo motivo ha ritenuto l'argomentazione infondata: il Tribunale del riesame aveva correttamente valutato la proporzionalità della misura alla luce della gravità dei fatti (detenzioni non minimali, cessioni non episodiche, contesto organizzato e profittevole) e aveva considerato ma ritenuto subvalenti gli elementi favorevoli alla difesa; tale valutazione di merito, congruamente motivata, non è sindacabile in cassazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e la Corte ha disposto gli adempimenti per la cancelleria.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Usata per qualificare la concorso di reati nell'ambito delle condotte contestate (concorso materiale/formale tra più condotte)

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamata per la responsabilità in concorso di più persone nella commissione dei reati (concorso di persone)

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    art. 73, commi 1 e 6, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma che disciplina le fattispecie di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti; la Corte ha ritenuto che i fatti contestati rientrassero in tale previsione con particolare gravità per quantità e continuità

  • art. 274, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    art. 274, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    Richiamato come una delle ragioni a fondamento della custodia cautelare (pericolo di fuga); la Corte ha però evidenziato che tale motivo era una delle più ragionate "rationes decidendi" e non è stato validamente contestato isolatamente

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma che autorizza la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento; applicata dalla Corte alla luce del rigetto del ricorso

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc.

    art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc.

    Richiamata nella pronuncia per gli adempimenti di cancelleria conseguenti al provvedimento

Massime di principio

  • Quando il provvedimento cautelare è motivato su più ragioni autonome (es. pericolo di fuga e pericolo di reiterazione), il ricorso in Cassazione deve contestare tutte le "rationes decidendi" rilevanti, altrimenti è inammissibile per aspecificità.
  • La valutazione della proporzionalità della misura cautelare è un apprezzamento di merito; la Cassazione interviene solo se emerge manifesta illogicità o carenza motivazionale, non per valutazioni alternative plausibili.
  • Il viaggio all'estero poco prima dell'esecuzione di misure cautelari può essere considerato elemento a sostegno del pericolo di fuga, ma va valutato nel contesto complessivo; la prova che l'indagato non si sia sottratto volontariamente non elimina automaticamente il rischio valutato dal giudice.
  • Fattori favorevoli al difensore (assenza di precedenti, radicazione sul territorio, possibile alternativa degli arresti domiciliari) possono essere ritenuti subvalenti se la gravità, l'organizzazione e la continuità dell'attività illecita emergono con chiarezza.
  • La condanna alle spese processuali del ricorrente è prevista quando il ricorso è rigettato; gli adempimenti di cancelleria sono disposti automaticamente dalla sentenza.

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