Cassazione Penale, Sentenza n. 12760/2026 del 07/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Napoli (riesame) dell'11/11/2025 che aveva confermato la convalida del fermo e l'applicazione della custodia in carcere a carico di Salvatore Abbate, indagato per tentata estorsione (artt. 56, 81, 629 c.p. in relazione all'art. 628, comma 3, n. 3 c.p.) e per reati connessi alla fattispecie con contestazione dell'aggravante ex art. 416-bis1 c.p. Il ricorso deduceva: insufficienza e mancanza di specificità dei gravi indizi; inesistenza dell'oggetto dell'estorsione (cronologia del subappalto e valore modesto di 90.000 euro); la condotta sarebbe stata un mero diverbio privo di efficacia intimidatoria; erronea valutazione dell'aggravante "metodo mafioso"; vizi della motivazione sulle esigenze cautelari, contestando il pericolo di fuga (proveniente da una prenotazione di vacanza all'estero) e la attualità/concretezza del pericolo di reiterazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e manifesta infondatezza. Ha ritenuto che il sindacato di legittimità sia circoscritto e non consenta una nuova valutazione dei fatti o una riconsiderazione del materiale probatorio se non in presenza di specifiche violazioni di legge o manifesta illogicità. Il Tribunale di Napoli è stato ritenuto aver fornito adeguata e congrua motivazione: i gravi indizi risultano fondati sulle dichiarazioni della persona offesa e sulle intercettazioni; la valutazione relativa alla configurabilità dell'aggravante del "metodo mafioso" è stata considerata corretta alla luce delle espressioni evocative di contesti mafiosi e del contesto territoriale e settoriale (appalti); le esigenze cautelari (pericolo di fuga e di reiterazione) sono state adeguatamente motivate. Conseguentemente il ricorso è inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende; è disposto l'inoltro della decisione al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94 disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
Codice penale, art. 56 (concorso di persone nel reato)
Richiamato quale norma relativa alla partecipazione nell'illecito contestato, parte della contestazione complessiva nei confronti dell'indagato
Codice penale, art. 81, comma 2 (concorrente causa di aumento di pena)
Richiamato nella contestazione per determinare la rilevanza delle circostanze aggravanti nel quadro perturbato dei reati contestati
Codice penale, art. 629, commi 1 e 2 (estorsione)
Norma sostanziale che disciplina il reato di estorsione, costituendo il nucleo della contestazione a carico dell'indagato
Codice penale, art. 628, comma 3, n. 3 (furto con aggravante "metodo mafioso")
Richiamata in relazione alla contestazione delle aggravanti di tipo mafioso/connesso al controllo territoriale e condizionamento economico
Codice penale, art. 416-bis1 (aggravante e specifiche fattispecie collegate a consorterie mafiose)
Utilizzata per valutare la ricorrenza di condotte e linguaggi che evocano il condizionamento tipico delle organizzazioni mafiose e l'incidenza sul settore degli appalti
Codice di procedura penale, art. 606, lett. b), c) e e) (motivi di ricorso per cassazione)
Richiamato rispetto ai motivi invocati in cassazione (violazione di legge e vizi di motivazione), con la Corte che ricorda i limiti di ammissibilità e i requisiti di specificità
Codice di procedura penale, art. 616 (spese del procedimento e sanzioni per ricorso infondato)
Applicato per condannare il ricorrente al pagamento delle spese e per considerare profili di colpa nella determinazione dell'inammissibilità
Disposizioni di attuazione c.p.p., art. 94, commi 1-ter e 1-bis
Norma procedurale richiamata per la comunicazione al direttore dell'istituto penitenziario in caso di decisione che non comporti rimessione in libertà
Massime di principio
- Il sindacato della Corte di Cassazione sulle ordinanze cautelari emesse dal giudice del riesame è limitato: non può riformare valutazioni probatorie o rivedere il merito se non in presenza di specifiche violazioni di legge o manifesta illogicità della motivazione
- La sussistenza di gravi indizi può fondarsi su dichiarazioni della persona offesa e su intercettazioni, purché il giudice di merito dia adeguata e coerente motivazione che colleghi gli elementi indizianti alla ricostruzione del fatto
- La valutazione della capacità intimidatrice della condotta non dipende unicamente dal valore economico dell'affare (es. importo di un subappalto): il contesto territoriale, linguaggi evocativi e il sistema di condizionamento degli appalti possono giustificare la ritenuta efficacia intimidatoria
- L'aggravante del "metodo mafioso" può essere ricavata anche da elementi indiretti quali espressioni evocative, la storicità del controllo territoriale da parte di consorterie e il condizionamento sistematico dell'attività economica, specialmente nel settore appalti
- Le esigenze cautelari (pericolo di fuga, pericolo di reiterazione) richiedono motivazione concreta e contestualizzata; tuttavia elementi come prenotazioni per l'estero o la pericolosità del fatto, se adeguatamente contestualizzati, possono legittimare la custodia cautelare
- I ricorsi per cassazione devono porre censure giuridiche puntuali: deduzioni esclusivamente fattuali o generiche sono suscettibili di inammissibilità
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