Sentenza del 29/12/2023 n. 859 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Liguria
Rimborso credito iva - richiesta di presentazione fideiussione - mancata presentazione garanzia - silenzio rifiuto - insussistenza
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società aveva chiesto rimborsi IVA per gli anni 2012, 2016, 2017 e 2018 per complessivi rimborsi parziali richiesti fino a € 4.800.000,00. L'Amministrazione non ha erogato i rimborsi e l'istante ha proposto ricorso per silenzio-rifiuto. L'Ufficio però aveva istruito le pratiche e, per ciascun anno, aveva notificato via PEC alla contribuente un invito a produrre entro 15 giorni un atto di fideiussione ai sensi degli artt. 51 comma 2 e 38-bis comma 1 del D.P.R. n. 633/1972 (come modificato dall'art. 9 del D.L. 269/2003). La contribuente eccepiva che il decorso dei 90 giorni dalla domanda avrebbe determinato il silenzio-rifiuto e sosteneva l'illegittimità della richiesta di garanzia in presenza del visto di conformità; l'Ufficio sosteneva invece che l'istruttoria non era stata completata per mancata produzione di documentazione e mancata fideiussione.
La decisione
Il Tribunale tributario regionale ha respinto l'appello e confermato la sentenza di primo grado che aveva dichiarato il ricorso inammissibile per assenza di silenzio-rifiuto. Il Collegio ha ritenuto che non si fosse formato il silenzio-rifiuto perché l'Amministrazione aveva compiuto atti istruttori (inviti a produrre fideiussione entro 15 giorni) che impedivano la qualificazione della condotta come silenziosa. Ha inoltre escluso l'illegittimità automatica della richiesta di garanzia: l'Ufficio ha correttamente applicato l'art. 38-bis D.P.R. n. 633/1972 risultando che, per rimborsi superiori a € 30.000, la contribuente non aveva compilato né il campo 8 del modello né prodotto la dichiarazione sostitutiva prevista (campo 10 del quadro VX), giustificando così la richiesta della fideiussione. L'appello è rigettato e la società è condannata al pagamento delle spese di grado per € 13.600,00.
Norme richiamate
D.P.R. 26/10/1972 n. 633, art. 38-bis, comma 1
Consente all'Amministrazione di richiedere, per rimborsi IVA oltre certe soglie, documentazione integrativa e garanzie; il Collegio ha ritenuto legittima la richiesta di fideiussione quando non sono state compilate le specifiche attestazioni/dichiarazioni nel modello IVA e quando il rimborso supera la soglia prevista.
D.P.R. 26/10/1972 n. 633, art. 51, comma 2
Autorizza l'Ufficio a svolgere attività istruttoria nelle istanze di rimborso e a richiedere documenti; qui è stato invocato quale base per l'invito a produrre la fideiussione entro 15 giorni, impedendo la configurazione del silenzio-rifiuto.
D.L. 30/09/2003 n. 269, art. 9
Ha modificato disposizioni del DPR 633/1972; la Corte ha richiamato tale norma nella sua funzione di modifica normativa (sostegno alla richiesta di garanzia per rimborsi rilevanti).
D.L. 8/10/2020 n. 137, art. 27
Norma emergenziale che consente la trattazione scritta delle cause durante l'emergenza Covid-19; il Collegio ha ritenuto legittima la trattazione scritta e ha rigettato l'eccezione di nullità sollevata dalla società.
D. Lgs. 31/12/1992 n. 546, art. 15
Norma richiamata per la liquidazione delle spese di giudizio; la CTR ha applicato l'art. 15 per liquidare le spese in favore dell'Agenzia delle Entrate.
Massime di principio
- La formazione del silenzio-rifiuto sulle istanze di rimborso si verifica solo se l'Amministrazione resta effettivamente priva di qualsiasi attività istruttoria: atti istruttori (es. richieste documentali o di garanzia) interrompono il termine e impediscono la formazione del diniego tacito.
- Quando il rimborso IVA supera le soglie previste dalla legge (es. oltre € 30.000), l'Ufficio può legittimamente richiedere specifiche attestazioni nella dichiarazione e/o la fideiussione; l'omissione, da parte del contribuente, degli elementi richiesti legittima l'archiviazione o la sospensione del pagamento e impedisce la configurazione del silenzio-rifiuto.
- Se si ritiene illegittima la richiesta di garanzia, la via corretta è impugnare tempestivamente il provvedimento/atto con cui l'Ufficio formula la richiesta (non attendere passivamente il decorso dei termini), ma nel frattempo è prudente ottemperare o fornire garanzie provvisorie per non pregiudicare il diritto al rimborso.
- In contenziosi decisi durante situazioni emergenziali (es. Covid-19), la trattazione scritta è legittima e non configura di per sé violazione del diritto di difesa, salvo dimostrare concreto pregiudizio; quindi occorre vigilare sulle modalità processuali e sollevare tempestivamente eccezioni fondate.
- Per evitare il rigetto o l'inammissibilità dei ricorsi per rimborsi IVA, il contribuente deve curare la completa e corretta compilazione dei modelli IVA (compresi i campi specifici relativi alle attestazioni e alla richiesta di erogazione senza garanzia) e conservare/documentare la tempestiva produzione di ogni documentazione richiesta dall'Ufficio (PEC, ricevute, fideiussioni).
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