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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39743/2025 del 10/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'Appello di Messina del 28/05/2025 che aveva confermato la responsabilità penale dei ricorrenti per più reati (tra cui tentata estorsione aggravata, lesioni aggravate, sequestro di persona, cessione di stupefacenti, furto e indebito utilizzo di strumenti di pagamento) e aveva rideterminato le pene; dedotte varie censure tra cui: per De Carolis - vizio nella determinazione del trattamento sanzionatorio per cumulo/quantificazione degli aumenti aggravanti e per l'applicazione della recidiva (violazione art.63, comma 4 c.p. e art.99 c.p.), carente motivazione su attenuanti generiche e misura della pena; per Galletta e Arhip - eccessiva affidamento alle dichiarazioni della persona offesa senza spiegare modalità di identificazione, difetto di motivazione sulle attenuanti e sulla misura della pena, e contestazione del rigetto della conversione in pena sostitutiva (detenzione domiciliare).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili o manifestamente infondati la maggior parte dei motivi proposti dai ricorrenti. Tuttavia ha accolto parzialmente il primo motivo proposto da De Carolis rilevando violazione dell'art. 63, comma 4 c.p. (errata quantificazione dell'aumento per concorso di circostanze aggravanti ad effetto speciale e recidiva), annullando la statuizione relativa al trattamento sanzionatorio nei suoi confronti e rinviando ad altra sezione della Corte d'appello di Messina per la nuova determinazione della pena. Per il resto i ricorsi di De Carolis, Galletta e Arhip sono stati dichiarati inammissibili; le pronunce di responsabilità restano irrevocabili per tutti e le richieste di conversione in pena sostitutiva sono state ritenute rigettabili per ragioni procedurali e sostanziali; le ricorrenti sono state condannate al pagamento delle spese del procedimento.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Se concorrono circostanze aggravanti ad effetto speciale, il giudice deve applicare la pena prevista per la circostanza più grave e può aumentarla al massimo di un terzo: non è ammesso il cumulo meccanico degli aumenti.
  • La recidiva che comporta un aumento superiore a un terzo è essa stessa circostanza ad effetto speciale e rientra nella regola moderatrice dell'art.63 comma 4; la sua applicazione richiede adeguata motivazione.
  • L'applicazione della recidiva facoltativa richiede motivazione specifica sulla pericolosità e sulla ripetizione delinquenziale, non limitata al mero riscontro formale del casellario giudiziale.
  • Le dichiarazioni della persona offesa possono, da sole, fondare la condanna se il giudice di merito valuta e motiva in modo rigoroso la credibilità e l'attendibilità del dichiarante; la mancanza di dettagli sulle modalità di identificazione non è automaticamente invalida se il quadro probatorio complessivo è coerente.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è sindacabile solo in presenza di motivazione contraddittoria o manifestamente illogica: si tratta di apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito.
  • Le richieste di applicazione di disposizioni sopravvenute (es. pene sostitutive) devono essere tempestivamente proposte nel grado di giudizio in cui la normativa più favorevole è già operativa; non possono essere introdotte ex novo in appello se non come motivo di impugnazione relativo alla decisione di primo grado.

Testo integrale

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