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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39560/2025 del 10/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Ragusa che aveva ritenuto Mirabella responsabile della contravvenzione di occupazione arbitraria di suolo demaniale marittimo (artt. 54, 1161 cod. nav.) per l'occupazione di una porzione di mq. 550 sulla particella n. 1773 del foglio mappa n. 83 del Comune di Ispica, accertata il 22/03/2022. Il ricorso per cassazione deduceva: (i) errata applicazione della legge e carenza di valutazione della sdemanializzazione (manufatto anteriore al 1967, istanza di sdemanializzazione in corso, nota della Capitaneria che richiedeva la rideterminazione del confine demaniale e segnalava la possibile natura di relitto); (ii) mancata valutazione del dolo e dell'elemento soggettivo, nonché della buona fede del ricorrente in relazione all'avverbio "arbitrariamente" presente nel tipo contravvenzionale; (iii) mancata motivazione e mancato confronto con le prove dibattimentali (richiamo all'art. 530 cod.proc.pen.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto infondato il primo motivo: ha confermato che la demanialità del bene non è esclusa sulla base dei soli rilievi difensivi e che, per i beni del demanio marittimo, la sdemanializzazione non può operare tacitamente ma richiede il decreto ministeriale previsto dall'art. 35 cod. nav. Tuttavia ha accolto il secondo motivo ritenendo carente la motivazione del Tribunale circa l'elemento soggettivo doloso richiesto dall'avverbio "arbitrariamente" nella fattispecie: l'illecito ha natura tipicamente dolosa con "illiceità speciale" e quindi occorreva accertare e motivare la consapevolezza dell'autore di agire in violazione. Per tale ragione la Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Ragusa limitatamente alla valutazione del dolo/elemento soggettivo (restando assorbito il terzo motivo). In primo grado la pena inflitta era di Euro 200,00 di ammenda.

Norme richiamate

  • art. 54 cod. nav.

    Norma richiamata come parte della contravvenzione per occupazione arbitraria del demanio marittimo; la Corte ha confermato l'applicabilità per il fatto oggetto del processo.

  • art. 1161 cod. nav.

    Richiamato quale norma sanzionatoria della occupazione abusiva del demanio marittimo; utilizzato dal Tribunale per la condanna del ricorrente.

  • art. 35 cod. nav.

    Secondo la Corte la sdemanializzazione dei beni demaniali marittimi richiede un decreto ministeriale costitutivo; non può realizzarsi tacitamente.

  • art. 822 cod. civ.

    La tassatività elencativa dei beni demaniali è di tipi: la demanialità può essere ricavata anche dalle caratteristiche naturali e funzionali del bene, non solo dalle risultanze catastali.

  • art. 829 cod. civ.

    Richiamata dalla Corte per distinguere la regola generale (per il demanio ordinario il passaggio al patrimonio può avere natura dichiarativa) dalla specificità del demanio marittimo, per il quale la sdemanializzazione non è tacita.

  • art. 606 comma 1 lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Motivi di cassazione invocati dal ricorrente (violazione di legge e illogicità della motivazione). La Corte ha ritenuto fondato il motivo relativo alla carenza motivazionale sul dolo e infondato quello relativo alla sdemanializzazione tacita.

  • artt. 40 e 43 cod. pen.

    Richiamati dal ricorrente in relazione all'elemento soggettivo e alla responsabilità; la Corte ha sottolineato che l'accertamento del dolo (consapevolezza della illiceità) era imprescindibile per il reato in esame e che la sentenza di rinvio dovrà valutare tale profilo.

  • art. 530 cod. proc. pen.

    Invocato per lamentare mancanza di motivazione e mancato confronto con le prove; la Corte ha assorbito questo motivo dopo aver accolto il motivo sul dolo, ritenendo che il nuovo giudizio dovrà affrontare le questioni di motivazione rilevanti.

Massime di principio

  • La sdemanializzazione di beni del demanio marittimo (spiaggia, arenile ecc.) non può ritenersi tacita: è necessaria la procedura amministrativa e il decreto ministeriale di cui all'art. 35 cod. nav.
  • La demanialità può essere accertata anche sulla base di caratteristiche naturali e funzionali del bene, non esclusivamente dalle risultanze catastali; tuttavia la perdita della demanialità richiede atto amministrativo costitutivo se si tratta di demanio marittimo.
  • Il reato di occupazione arbitraria del demanio marittimo è tipicamente doloso (contiene il requisito di 'arbitrariamente'): occorre che il giudice accerti e motivi la consapevolezza dell'agente di violare il demanio; la sola presenza di opere antecedenti al 1967 o di istanze amministrative pendenti non esclude automaticamente il dolo.
  • Se il giudice non affronta adeguatamente l'elemento soggettivo essenziale alla fattispecie (dolus/illiceità speciale), la sentenza può essere annullata con rinvio per nuovo esame specifico di quel profilo.
  • Procedimenti amministrativi pendenti (es. richiesta di sdemanializzazione) non costituiscono di per sé giustificazione penale dell'occupazione: la loro esistenza va valutata ma non sostituisce il decreto costitutivo richiesto dalla legge.

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