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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38381/2022 del 12/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del 10/12/2021 che aveva rigettato la richiesta di riesame della misura custodiale in carcere. Il ricorrente deduce inosservanza e falsa applicazione della legge penale e violazioni di norme processuali (artt. 273, 274, 275, 275-bis c.p.p.), nonché mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione (art. 192 c.p.p.). Contestava la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza in relazione alla rapina (art. 628 c.p.) e ai reati connessi alle armi (art. 61 n.2, art. 110 c.p., artt. 4 e 7 L. n. 895/1967), sostenendo che gli elementi (riprese video, passaggi con l'auto, contatti con altro indagato, consegna presunta di una arma) fossero insufficienti o solo plausibili e che l'arma non fosse stata ritrovata, per cui non poteva essere contestato un autonomo reato di detenzione/porto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale avesse fornito una motivazione ampia, coerente e priva di aporie, valorizzando una serie di elementi indiziari (presenza ingiustificata sul luogo della rapina in orario notturno, ripetuti passaggi vicino al luogo, contatto con altro indagato prima della rapina, riconoscimento da parte della persona offesa, rapporti pregressi tra gli indagati) e che le spiegazioni fornite dal ricorrente fossero del tutto indimostrate. La Corte ha inoltre affermato il principio secondo cui la Cassazione non può rimettere in discussione la valutazione di merito degli indizi se la motivazione non è manifestamente illogica. Pertanto è stata confermata la sussistenza dei gravi indizi e la necessità della custodia cautelare; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen. (rapina)

    art. 628, comma primo, terzo, n. 1) e 4), cod. pen.

    Il Tribunale ha ritenuto che gli elementi indiziari raccolti siano idonei a sostenere, in fase cautelare, l'ipotesi di rapina e le aggravanti contestate; la Corte ha confermato la valutazione senza rilevare vizio logico o di diritto.

  • art. 61 n.2 cod. pen. e art. 110 cod. pen.

    art. 61, n. 2, art. 110 cod. pen.

    Le circostanze (modalità della condotta, uso o disponibilità di arma) sono state ritenute idonee a integrare le aggravanti e la responsabilità concorrente degli autori; la mancanza del rinvenimento dell'arma non ha impedito una valutazione indiziaria.

  • Legge n. 895 del 1967 (norme sulle armi)

    art. 7 e art. 4 della I. n. 895 del 1967

    La Corte ha ammesso che, anche in assenza del recupero materiale dell'arma, la ricostruzione indiziaria (descrizioni, finalità, passaggi tra soggetti) può sostenere il coinvolgimento in reati relativi ad armi, se coerente e motivata.

  • artt. 273, 274, 275, 275-bis cod. proc. pen. (misure cautelari e riesame)

    art. 273, 274, 275, 275-bis cod. proc. pen.

    Il ricorso sosteneva violazioni nella valutazione delle esigenze cautelari e nella mancata concessione di misure meno afflittive; la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia adeguatamente motivato la sussistenza delle esigenze cautelari (pericolo di reiterazione, gravità degli indizi) e la non ammissibilità di misure alternative.

  • art. 192 cod. proc. pen. (motivazione)

    La Corte ha valutato che la motivazione del Tribunale fosse chiara, articolata e priva di aporie; non sussiste la mancanza o manifesta illogicità della motivazione dedotta dal ricorrente.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020

    art. 23, comma 8, del d.l. n. 137 del 2020

    Richiamata in relazione alla memoria/requisitoria del Procuratore Generale; non ha inciso sull'esito se non per sostenere il rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • In sede di ricorso per cassazione contro misure cautelari, la Corte verifica la sussistenza di vizi di diritto o la mancanza/manifesta illogicità della motivazione: non è luogo per rivedere la valutazione di merito degli elementi indiziari.
  • Elementi come presenza ingiustificata sul luogo del fatto in orario notturno, ripetuti passaggi vicino al luogo della commissione, contatti con altri indagati immediatamente prima dell'evento, riconoscimento della vittima e rapporti pregressi tra soggetti possono costituire gravi indizi idonei a giustificare la custodia cautelare.
  • L'assenza del rinvenimento materiale di un'arma non esclude automaticamente la possibilità di contestare reati connessi alle armi se vi sono altri elementi indiziari logici e collegati che consentono di ricostruire la condotta.
  • Per opporsi con successo a misure cautelari è necessario non limitarsi a prospettare valutazioni alternative: la difesa deve fornire elementi concreti e riscontri probatori che confutino le ricostruzioni del giudice di merito (es. alibi documentato, inconsistenze nelle riprese, prova dell'assenza di contatti significativi).
  • La richiesta di misure meno afflittive (es. arresti domiciliari) viene valutata alla luce delle esigenze cautelari: per ottenere il favore del giudice occorre mostrare che non sussistono pericolo di reiterazione, inquinamento delle prove o esigenze di tutela della collettività, con elementi concreti e non meramente assertivi.

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