Cassazione Penale, Sentenza n. 38360/2022 del 12/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso deduceva carenza di motivazione sull'elemento oggettivo delle truffe contestate, lamentando che la Corte d'Appello aveva motivato solo sull'elemento soggettivo senza spiegare l'apporto materiale del Molinengo; contraddittorietà e omessa valutazione di elementi probatori decisivi, in particolare le dichiarazioni di Pier Carlo Gribaudo rese in sede ispettiva e la deposizione di Dario Occelli circa l'apertura e le firme sul conto 616; violazione di norma processuale con riguardo all'utilizzabilità della deposizione di Occelli; e mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche nonostante la collaborazione processuale e gli interrogatori resi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi in considerazione della regolarità e sufficiente forza persuasiva della motivazione della Corte di Appello di Torino, che aveva riformato l'assoluzione di primo grado riconoscendo la responsabilità del Molinengo per plurimi episodi di truffa (capi A, C, E, F, G, H, I, K, M, N, O, P; con limitazioni temporali per F e H) e dichiarando non doversi procedere per altri capi o perché prescritti. La Corte d'Appello aveva motivato, anche in maniera 'rafforzata', valorizzando elementi quali l'uso per anni di modulistica intestata a una compagnia non più esistente, la coincidenza di numeri di serie, l'esistenza di un conto occulto sul quale confluivano i premi delle polizze false e da cui venivano trasferite ingenti somme verso i conti ufficiali dell'agenzia, la destinazione delle somme a spese dell'agenzia e ai compensi dei soci, nonché altri riscontri documentali e racconti testimonali. La Cassazione ha altresì ritenuto corretta la motivazione del diniego delle attenuanti generiche posta a fondamento della pena. Conseguenze pratiche già decise in grado d'appello: condanna a anni 2 e mesi 8 di reclusione e euro 3.000 di multa, liquidazione di provvisionali per danni (euro 50.000 a favore di Roberta e Helga Somero; euro 120.000 a favore di Vilma Heffler) e rifusione delle spese processuali nei due gradi di merito. La Cassazione ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese del processo di legittimità.
Norme richiamate
art. 603 cod. proc. pen.
comma 3bis introdotto dalla legge 103/2017
il comma richiede, nel caso di riforma in senso di condanna di una sentenza di assoluzione, la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale quando la decisione dell'appello sia il frutto di una nuova valutazione delle prove dichiarative; in ogni caso la Corte d'appello che riformi in senso affermativo deve fornire una motivazione rafforzata che spieghi la diversa valutazione probatoria
legge 103/2017
introduzione del comma 3bis all'art. 603 cod. proc. pen.
norma che ha formalizzato l'obbligo di rinnovazione dell'istruttoria in caso di riforma della sentenza assolutoria, con l'effetto di rafforzare la tutela del ragionevole dubbio e l'onere motivazionale del giudice di appello
Massime di principio
- Se la Corte d'appello riforma una sentenza di assoluzione in condanna e la decisione si fonda su nuova valutazione di prove dichiarative, essa deve rinnovare l'istruttoria o, comunque, fornire una motivazione "rafforzata" che spieghi perché la valutazione delle stesse prove è radicalmente diversa rispetto al primo giudice
- Per il delitto di truffa è necessario valutare insieme elemento oggettivo (artifici, raggiri, benefici economici) ed elemento soggettivo (dolo): prove contabili, ripetuti movimenti da conti occulti e l'uso sistematico di modulistica incongruente possono costituire indizi forti della sussistenza dell'elemento soggettivo
- Dichiarazioni extraprocessuali o rese in sede ispettiva possono essere valutate dal giudice e il loro rilievo probatorio dipende dalla congruenza con il quadro probatorio complessivo; la loro esclusione non è automatica per il mero fatto di essere fuori dal processo amministrativo
- La difesa, per scalfire una ricostruzione fondata su elementi documentali e contabili persistenti, deve proporre spiegazioni alternative credibili e coerenti con la documentazione bancaria e contabile; mere ipotesi astratte non sono sufficienti a impedire la riforma
- La ricorrenza di condotte ripetute nel tempo e la disponibilità di profitto o vantaggio derivante dall'uso di somme indebitamente ottenute sono elementi che possono influire negativamente anche sulla concessione delle attenuanti generiche
- In caso di contestazioni su firme o forme di apertura di conti, la contraddittorietà o la fumosità delle dichiarazioni dei testi può ridurne il valore probatorio se contrastata da documentazione oggettiva
- Quando vi sono ipotesi di prescrizione o di estinzione per taluni episodi, la sentenza può condannare per alcuni capi e non procedere per altri; il ricorso in Cassazione deve focalizzarsi su profili di diritto o di motivazione specifici e non su generiche contestazioni alla valutazione probatoria
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