Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36223/2024 del 27/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di dissequestro parziale di somme accreditate sul conto dell'imputato dopo l'esecuzione del sequestro originario. La difesa contestava il sequestro, nella misura di 1/5, di stipendi e di somme future confluite su conto intestato a Maggioni Francesco Maria, deducendo che si trattava di entrate di provenienza lecita (retribuzioni da datore di lavoro terzo) percepite dopo l'azzeramento del conto e quindi non riconducibili al profitto del reato. Si denunciava l'illegittimità dell'ablazione di somme di certa provenienza lecita e si richiamava la pronuncia della Corte di cassazione (Sez. V, n. 31186/2023) nella quale si era esclusa la possibilità di sottoporre a sequestro somme di origine retributiva acquisite dopo l'azzeramento del conto quando è impedita la commistione con il provento del reato.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato accolto. La Corte ha ritenuto che, sebbene il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta del profitto sia legittimo quando le somme presenti nel patrimonio si sono "confuse" con il provento del reato, non è però corretta l'automatica estensione della misura alle somme accreditate successivamente e di certa provenienza lecita qualora, al momento dell'esecuzione della misura reale, si sia verificato un effettivo "azzeramento" delle disponibilità monetarie tale da impedire la commistione. La Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale di Roma per un nuovo giudizio, con l'indicazione di verificare se al momento dell'adozione della misura reale vi fosse stato l'azzeramento delle disponibilità e, in caso di somme successive, se queste abbiano origine lecita o un nesso causale con il reato.

Norme richiamate

  • art. 321, comma 2, codice di procedura penale

    il giudice può altresì disporre il sequestro delle cose di cui è consentita la confisca

    Il sequestro disposto ai sensi di questa norma è una misura cautelare funzionale a impedire la dispersione di beni che potranno essere oggetto di confisca; può riguardare anche somme di denaro sequestrabili ai sensi delle norme sulla confisca.

  • art. 240, primo comma, codice penale

    nel caso di condanna, il giudice può ordinare la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, e delle cose che ne sono il prodotto o il profitto

    La confisca può colpire il prodotto o il profitto del reato; nel caso di denaro occorre un nesso di stretta derivazione causale tra reato e incremento patrimoniale (nesso di pertinenzialità).

  • Sezioni Unite Corte di cassazione, sentenza n. 42415/2021

    Le Sezioni Unite hanno stabilito che, per il denaro, la confusione nel patrimonio comporta la perdita dell'identificabilità fisica della somma e che la confisca del provento deve essere considerata diretta; il nesso di derivazione va riferito all'incremento monetario complessivo prodotto dal reato, non alla pura identità fisica della somma.

  • Sezione Quinta Corte di cassazione, sentenza n. 31186/2023

    È stato affermato che il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta non può avere ad oggetto denaro di provenienza lecita certo percepito dopo l'esecuzione del sequestro originario quando, per effetto dell'azzeramento delle disponibilità, è impedita la commistione con il provento del reato.

  • art. 606, comma 1, lett. b), codice di procedura penale

    Norma processuale che autorizza il ricorso per cassazione per violazione o erronea applicazione di norme di diritto; è il capo di doglianza utilizzato dalla difesa.

  • art. 173, disposizioni attuative codice di procedura penale

    Norma richiamata sul contenuto e limiti dell'esposizione dei motivi del ricorso in cassazione, qui richiamata per la motivazione limitata del ricorso medesimo.

Massime di principio

  • Se al momento dell'esecuzione del sequestro le disponibilità monetarie dell'indagato sono state "azzerate", le somme accreditate successivamente di provata e certa provenienza lecita (es. stipendio da datore di lavoro terzo) non possono essere automaticamente sottoposte a sequestro finalizzato alla confisca diretta, perché manca la commistione necessaria con il provento del reato.
  • La confisca del denaro per profitto del reato è in generale "diretta" e si riferisce al valore monetario dell'incremento patrimoniale collegato causalmente al reato; non è richiesta l'identità fisica della banconota, ma occorre che il profitto sia ancora rinvenibile in forma monetaria nel patrimonio dell'agente.
  • Non è consentito utilizzare il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta per ottenere, di fatto, una confisca per equivalente o di valore in relazione a delitti per i quali la confisca per equivalente non è prevista (es. certe ipotesi di bancarotta fraudolenta).
  • Il giudice della cautela deve compiere un accertamento concreto e temporale: verificare lo stato delle disponibilità patrimoniali al momento dell'adozione della misura cautelare e valutare, caso per caso, l'origine delle somme sopravvenute e l'eventuale nesso causale con il reato prima di estendere il sequestro a crediti e somme future.
  • Somme successive alla misura possono comunque essere oggetto di future misure cautelari o ablative se, con l'istruttoria, si dimostra che derivano dal reato o costituiscono il profitto ancora rinvenibile; la valutazione deve essere però specifica e non automatica.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.