Cassazione Penale, Sentenza n. 11072/2024 del 15/03/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Bonazzi Bruna: impugnava la sentenza di merito con cinque motivi: (1) inutilizzabilità di atti di indagine successivi per presunta duplicazione di iscrizione a ruolo (temporalità delle indagini); (2) mancata considerazione dell'inattendibilità delle persone offese e travisamento della prova sulle loro deposizioni; (3) vizio nella valutazione dell'aggravante di cui all'art. 644, comma 5, n. 4 (presunta destinazione dei prestiti ad attività imprenditoriale); (4) illegittima applicazione della confisca "allargata" ex art. 240-bis c.p. e rilievo della legge n. 61/2017 (art. 31) e della ragionevolezza temporale degli acquisti; (5) vizio nella determinazione della pena e mancata prevalenza delle attenuanti generiche. Ferraiuolo Chiara: proponeva due motivi: (1) vizio di motivazione e violazione di art. 240-bis c.p. nella ricostruzione della disponibilità degli immobili a lei intestati (Milano e Valpolicella) e nel ritenere tali beni nella disponibilità della madre; (2) erronea individuazione del 2002 come inizio del periodo temporale utile per la confisca (ragionevolezza temporale), posto che gli acquisti risalgono al 2002, anteriori al primo reato spia contestato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di Bonazzi Bruna (i motivi ritenuti reiterativi, aspecifici o manifestamente infondati) e ha condannato la Bonazzi al pagamento delle spese e a una somma di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende. Quanto al ricorso di Ferraiuolo Chiara, la Cassazione lo ha ritenuto inammissibile nel resto ma l'ha accolto parzialmente: ha annullato senza rinvio la parte della sentenza impugnata relativa alla confisca dell'immobile di Milano, via Giulio e Corrado Venin n. 12/D intestato a Ferraiuolo, perché la Corte territoriale non si è confrontata con il decreto preventivo della Corte d'Appello di Venezia (30/9/2021) che aveva escluso la riconducibilità della disponibilità diretta o indiretta della madre su quel bene. Tutte le altre censure di Ferraiuolo sono state ritenute inammissibili o prive di rilievo.
Norme richiamate
Norma che incrimina l'usura; la Corte ha valutato l'applicazione dell'aggravante del comma 5 n. 4 in relazione alla destinazione dei prestiti ad attività imprenditoriale sulla base delle dichiarazioni delle persone offese.
Norma sulla confisca allargata per sproporzione tra patrimoni e redditi: applicata dalla sentenza di merito ma sindacata dalla Cassazione solo nella parte in cui la Corte territoriale non si è confrontata con un precedente decreto di prevenzione; la Corte ha confermato i principi che richiedono la correlazione temporale e la ragionevolezza temporale nell'applicazione della confisca.
art. 31 legge 17.10.2017 n. 61
Richiamata nelle censure della difesa in relazione al trattamento dei redditi da evasione fiscale nella ricostruzione della sproporzione; la Cassazione ha osservato che la sentenza impugnata non ha effettivamente fondato la confisca su tale norma e che le conclusioni sono state motivate secondo la giurisprudenza consolidata sulla ragionevolezza temporale.
Criteri di legittimità per i motivi di cassazione: la Corte ha ritenuto molti motivi della Bonazzi difformi dai parametri dell'art. 606 e pertanto inammissibili per aspecificità o per essere meri attacchi al merito.
art. 591 comma 1 lett. c) cod. proc. pen.
Richiamato per il principio di inammissibilità del ricorso che ignori o non affronti adeguatamente le argomentazioni del giudice di merito; utilizzato per giudicare aspecifici i motivi riproposi dall'appellante.
Norma che consente la condanna alle spese per ricorso dichiarato inammissibile: applicata per condannare Bonazzi alle spese e al versamento alla Cassa delle ammende.
Criteri per la determinazione della pena: la Cassazione ha richiamato la discrezionalità del giudice di merito nella valutazione delle circostanze aggravanti e attenuanti e ha ritenuto inammissibile la censura sul punto quando non viziata da arbitrio o illogicità manifesta.
Richiamato nel contrappunto tra confisca di prevenzione e confisca "allargata": la Corte ha ricordato che la preclusione derivante da un provvedimento preventivo opera solo se il primo giudizio ha avuto oggetto contenuti cognizione omogenei relativi alla provenienza dei beni.
diritto giurisprudenziale citato (Sezioni Unite n. 4880/2014; Corte Cost. n. 33/2018)
Richiamati per il principio della 'ragionevolezza temporale' dell'ambito di applicazione della confisca: i beni possono essere confiscati se acquistati in un arco temporale coerente con la manifestazione della pericolosità sociale dell'interessato.
Massime di principio
- I motivi di cassazione devono essere specifici: un rimprovero generico o la mera riproposizione di censure di merito già disattese porta all'inammissibilità.
- La valutazione dell'attendibilità delle testimonianze è prerogativa del giudice di merito; la Cassazione non rivede il merito salvo vizi logici o processuali evidenti.
- Per dedurre un travisamento della prova in Cassazione è necessario indicare espressamente l'atto processuale, il dato probatorio incompatibile con la ricostruzione e dimostrarne la decisività per il giudizio.
- La confisca 'allargata' ex art. 240-bis richiede una correlazione temporale e un giudizio di ragionevolezza: i beni possono essere assoggettati a confisca se gli acquisti rientrano in un arco temporale compatibile con l'attività delittuosa accertata.
- Un provvedimento preventivo precedente può avere rilievo preclusivo rispetto a decisioni successive solo se i profili cognitivi e l'oggetto sono coincidenti; il giudice di merito deve espressamente confrontarsi con tali provvedimenti.
- La determinazione della pena e la graduazione tra circostanze aggravanti e attenuanti rientrano nella discrezionalità del giudice di merito e sono sindacabili in Cassazione solo per vizi di illogicità o arbitrarietà manifesta.
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