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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10937/2024 del 15/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di appello che aveva rideterminato le pene per il reato di rapina aggravata in concorso (art.110, 628 c.p.) contestando: 1) la motivazione e l'attendibilità della persona offesa Hossain Khalad (travìsamento dei fatti e contraddittorietà delle versioni rese); 2) per il solo RASHID la mancata applicazione dell'attenuante della minima partecipazione ex art.114 c.p., sostenendo che il suo ruolo fu marginale (limitato a trasporto e soccorso); 3) per entrambi la mancata rilevazione dell'integrale risarcimento del danno ex art.62, n.6 c.p., essendo stato depositato un accordo e un assegno a favore della persona offesa prima dell'udienza di appello ma dopo la sentenza di primo grado.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili: quelli erano proposti al di fuori dei casi di ammissibilità o manifestamente infondati; inoltre Towhid MOHAMMAD aveva rinunciato all'impugnazione. Sul merito dei motivi, la Corte ha ritenuto che: la valutazione della attendibilità della persona offesa non costituisce travisamento della prova nei termini che giustifichino il sindacato di legittimità, essendo la valutazione dei fatti riservata ai giudici di merito; il ruolo di RASHID non è risultato di "minima partecipazione" ai sensi dell'art.114 c.p. secondo la giurisprudenza consolidata; l'attenuante di cui all'art.62, n.6 c.p. non è riconoscibile perché l'integrale risarcimento, secondo la normativa e la giurisprudenza citata, deve intervenire prima della pronuncia di primo grado nel rito abbreviato (e l'accordo prodotto risale al 26/01/2023, dopo la sentenza di primo grado del 06/07/2022). Conseguentemente i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Norma sul concorso di persone nel reato, richiamata per la configurazione del reato in concorso; interpretata nel senso che la valutazione del ruolo dei concorrenti è di merito e non sindacabile in Cassazione salvo travisamento macroscopico.

  • art. 628 cod. pen. (comma 1 e 3 n.1)

    art. 628, comma primo e terzo n.1 cod. pen.

    Prevede il delitto di rapina aggravata; la Corte ha confermato che gli elementi costitutivi del reato risultano provati dalle decisioni di merito lette congiuntamente.

  • art. 599 cod. pen.

    Articolo richiamato nel testo della sentenza di appello per la determinazione di pena nei confronti di Towhid MOHAMMAD; la Cassazione non ha ritenuto di poter rimettere in discussione la valutazione delle pene di merito.

  • art. 114 cod. pen.

    Prevede l'attenuante della minima partecipazione; la Corte richiama la giurisprudenza secondo cui la minima partecipazione richiede un contributo di efficacia causale trascurabile, condizione non riscontrata per RASHID.

  • art. 62, primo comma, n.6 cod. pen.

    art. 62, primo comma, n.6 cod. pen.

    Prevede l'attenuante per l'integrale risarcimento del danno; la Corte interpreta, conformemente alla giurisprudenza, che nel rito abbreviato la riparazione deve avvenire prima dell'ordinanza di ammissione al rito o comunque prima del giudizio di primo grado per essere efficace ai fini dell'attenuante.

  • art. 606 lett. e) cod. proc. pen.

    art. 606 lett. e) cod. proc. pen.

    Limita il sindacato della Cassazione sulle prove: il ricorso fondato su travisamento della prova è ammissibile solo se indicati specificamente gli atti rilevanti e la contraddittorietà sia di macroscopica evidenza.

  • art. 23 co.8 D.L. n.137/2020 e art. 8 D.L. 198/2022

    art. 23 co.8 D.L. n.137/2020; art. 8 D.L. 198/2022

    Norme tecniche procedurali relative al trattamento del ricorso con contraddittorio scritto; la Corte dà atto che il ricorso è stato trattato secondo tali disposizioni.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese e l'irrogazione di una somma alla cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile; la Corte lo ha applicato per la sanzione pecuniaria di euro 3.000.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riconsidera la valutazione probatoria di merito se non in presenza di un travisamento della prova di macroscopica evidenza; non sono sindacabili le minime incongruenze nella motivazione dei giudici di merito.
  • Discrepanze successive nelle dichiarazioni di una persona offesa non comportano automaticamente inattendibilità: i giudici di merito possono motivare la ritenuta attendibilità con riferimento alle circostanze e al complessivo quadro probatorio.
  • Per ottenere il riconoscimento dell'attenuante dell'integrale risarcimento del danno (art.62, n.6 c.p.) nel rito abbreviato, il risarcimento deve essere perfezionato entro i termini previsti (prima della pronuncia nel primo grado/ordinanza di ammissione al rito); atti o accordi successivi non soddisfano il requisito temporale.
  • L'attenuante per minima partecipazione (art.114 c.p.) richiede che il contributo del reo sia di efficacia causale così esigua da risultare trascurabile nell'economia dell'evento criminoso; una mera minore attività rispetto agli altri non è sufficiente.
  • La rinuncia all'impugnazione determina inammissibilità del ricorso e può comportare la condanna alle spese e a sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende; è quindi una scelta processuale con effetti rilevanti.
  • Nei ricorsi per cassazione è fondamentale indicare in modo preciso e documentato gli atti dai quali si deduce il travisamento della prova: deduzioni generiche o richieste di rivalutazione del merito sono inammissibili.

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