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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9016/2023 del 02/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza dell'1/12/2021 con cui il giudice dell'esecuzione ha applicato la disciplina della continuazione ex art. 671 c.p.p. a più condanne per furto aggravato pronunciate in distinti procedimenti (Tribunale di Marsala sent. 5/2/2016, definitiva 9/1/2017; Corte d'appello di Palermo sent. 18/2/2020, definitiva 6/10/2020), rideterminando la pena in anni 1, mesi 4 di reclusione ed euro 650,00 di multa, ma omettendo di provvedere sull'istanza della ricorrente (presentata ex art. 671 c.p.p.) di estendere alla pena complessiva il beneficio della sospensione condizionale della pena già concesso per una delle sentenze.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente al diniego/omissione della sospensione condizionale della pena e ha rinviato per nuovo giudizio sul punto al giudice dell'esecuzione (Corte d'appello di Palermo), con indicazione del principio secondo cui il beneficio della sospensione già concesso non è automaticamente revocato dall'applicazione della continuazione e il giudice deve valutare e motivare se estenderlo o revocarlo.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Disciplina della continuazione applicata in executivis: una volta riconosciuta l'unicità del disegno criminoso tra fatti oggetto di diverse sentenze, il giudice dell'esecuzione può rideterminare la pena complessiva, ma deve altresì valutare se il beneficio della sospensione condizionale già concesso per una delle condanne possa estendersi alla pena complessiva oppure debba essere revocato.

  • art. 624 e 625 cod. pen.

    Norme sostanziali che qualificano i fatti contro cui è stata irrogata la pena (furto e furto aggravato); servono a definire la natura dei reati per i quali è stata chiesta e applicata la continuazione.

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 3137 del 07/07/2021 (Nozzolillo), Rv. 282493

    Principio consolidato secondo cui la sospensione condizionale già accordata per uno dei reati interessati dalla continuazione non viene automaticamente meno: compete al giudice, valutati i presupposti di legge, decidere se estendere o revocare il beneficio e motivare la decisione.

Massime di principio

  • Quando il giudice dell'esecuzione applica la continuazione tra sentenze diverse deve esprimersi anche sugli effetti di tale ricongiungimento sui benefici già concessi: non è ammessa omessa pronuncia.
  • La sospensione condizionale della pena già concessa non viene automaticamente meno per il solo effetto dell'applicazione della continuazione; il giudice deve verificare se permangono i presupposti e motivare l'eventuale revoca o l'estensione del beneficio.
  • Se il difensore chiede espressamente l'estensione di un beneficio (es. sospensione condizionale), il giudice dell'esecuzione è tenuto a statuire sul punto; l'omissione è motivo di annullamento e rinvio.
  • In caso di riunione delle pene per continuazione, il giudice deve rideterminare la pena complessiva e motivare sia la determinazione della pena sia le scelte riguardanti benefici e misure alternative.
  • Per difendersi efficacemente in situazioni analoghe è opportuno: 1) chiedere espressamente l'estensione del beneficio già concesso; 2) richiedere motivazione puntuale in caso di diniego; 3) segnalare l'eventuale omissione come possibile motivo di impugnazione.

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