Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8975/2023 del 02/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma di condanne per il reato di cui all'art. 452-quaterdecies c.p. per attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. Tipaldi e Frustaglia contestavano l'erronea qualificazione giuridica dei fatti (sostenendo che si trattasse di un nolo a caldo o, al più, di un subappalto legittimo e comunque di fattispecie contravvenzionali ex art. 256 d.lgs. 152/2006 e art. 21 L. 646/1982), nonché la mancata considerazione delle doglianze sul profitto ingiusto. Rebecchi (legale rappresentante di Ge.co) denunciava la mancanza dei requisiti del reato (art. 260 d.lgs. 152/2006), l'assenza di ingiusto profitto e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto manifestamente infondati i motivi, confermando che: l'attività contestata costituiva organizzazione abituale finalizzata a profitto ingiusto e realizzata mediante allestimento di mezzi e attività continuative; l'abusività si valuta anche in base alla violazione di disposizioni contrattuali e amministrative (capitolato/gara) e non solo all'assenza di autorizzazioni; l'ingiusto profitto può consistere in ricavi patrimoniali o in vantaggi aziendali (riduzione dei costi, rafforzamento posizione, alterazione concorrenza); le ipotesi contravvenzionali invocate non erano applicabili data la natura speciale e più gravosa della fattispecie penale; il diniego delle attenuanti generiche era adeguatamente motivato alla luce della riforma dell'art. 62-bis. Per effetto della declaratoria di inammissibilità sono state liquidate le spese e disposto il versamento di C 3 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 452-quaterdecies cod. pen.

    Reato abituale che si concreta mediante pluralità di condotte non occasionali, con organizzazione di mezzi e capitali, continuità e dolo specifico di ingiusto profitto; l'aggettivo "abusivamente" comprende violazioni di norme o prescrizioni amministrative e non si limita alla mera assenza di autorizzazioni.

  • art. 256 d.lgs. n. 152/2006

    Norma contravvenzionale invocata dai ricorrenti come alternativa; la Corte ha ritenuto che, per il caso concreto, fosse esclusa l'applicabilità per la presenza dei requisiti della fattispecie più grave (organizzazione, ingente quantitativo, profitto ingiusto, modalità continuative).

  • art. 21 legge n. 646/1982

    Previsione contravvenzionale (all'epoca in vigore) che puniva il subappalto non autorizzato: la Corte ha escluso la sua applicabilità rispetto alla fattispecie delittuosa, di natura speciale e con requisiti più gravosi.

  • art. 260 d.lgs. n. 152/2006

    Norma richiamata dalla ricorrente Rebecchi per contestare la configurazione del reato: la Corte ha ritenuto sussistenti gli elementi del reato in virtù dell'abusività della gestione e dell'ingiusto profitto ottenuto da Ge.co.

  • art. 17 d.l. n. 74/2012 (richiamato nel capitolato)

    Disposizione che disciplina il trasporto dei materiali post-evento sismico da avviare a recupero o smaltimento; la violazione delle regole previste (es. comunicazione targhe, gestione diretta da parte degli enti competenti) è stata ritenuta elemento probatorio dell'abusività.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Riformato nel 2008: per il riconoscimento delle attenuanti generiche non è più sufficiente la sola incensuratezza; la mancata concessione può essere motivata dalla gravità del fatto e dall'assenza di elementi positivi oggettivi e soggettivi, come fatto correttamente dalla Corte territoriale.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'onere delle spese del procedimento e il versamento di una somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha applicato tale norma con pagamento di C 3.

Massime di principio

  • L'abusività in materia di rifiuti non si valuta solo sulla base dell'assenza di autorizzazioni: violazioni di capitolati, gare o prescrizioni amministrative possono integrare l'abusività.
  • Per il reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti è decisivo il quadro complessivo: pluralità di condotte, continuità, predisposizione di mezzi e capitali e dolo specifico d'ingiusto profitto; l'elemento del profitto può consistere anche in vantaggi non strettamente monetari (riduzione costi, posizione di mercato, alterazione concorrenza).
  • La qualificazione della condotta come nolo a caldo o subappalto non esclude automaticamente la rilevanza penale: ciò che conta è se le modalità operative violano norme e capitolati e realizzano una gestione abusiva e continuativa.
  • Le fattispecie contravvenzionali invocate come alternative devono essere valutate in rapporto alla natura speciale e ai requisiti più gravosi della fattispecie penale: se questi ultimi sussistono, l'alternativa contravvenzionale può essere esclusa.
  • Dopo la riforma dell'art. 62-bis, il riconoscimento delle attenuanti generiche richiede elementi positivi di comportamento o personalità; la mera incensuratezza non basta.
  • In caso di ricorso in cassazione dichiarato inammissibile il ricorrente può essere condannato alle spese e al versamento alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; occorre valutare la fondatezza non solo formale ma anche sostanziale del motivo di impugnazione prima di proporre ricorso.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.