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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1549/2024 del 12/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso censura l'incompetenza funzionale del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, quale giudice dell'esecuzione, nella decisione che ha rigettato l'istanza di continuazione fra reati giudicati con sentenze diverse. Il PM rileva che la competenza spettava alla Corte di Assise d'appello di Bari perché quella Corte aveva emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile (sentenza del 18.12.2009, irrevocabile il 03.04.2010), sicché, ai sensi dell'art. 665, comma 4, cod. proc. pen., il giudice competente per l'esecuzione è il giudice che ha emesso per ultimo un provvedimento divenuto irrevocabile.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico ministero, ritenendo fondato il motivo relativo alla incompetenza funzionale del GIP. Ha constatato, anche sulla base del certificato del casellario giudiziale, che l'ultima sentenza passata in giudicato era quella della Corte di Assise d'appello di Bari (18.12.2009, irrevocabile 03.04.2010) e ha applicato l'art. 665, comma 4, cod. proc. pen. Conseguentemente ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte di Assise d'appello di Bari per il prosieguo.

Norme richiamate

  • art. 665, comma 4, cod. proc. pen.

    Se l'esecuzione concerne più provvedimenti emessi da giudici diversi, è competente il giudice che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo

    La Corte interpreta la norma nel senso che, quando l'esecuzione riguarda provvedimenti emessi da giudici diversi, la competenza per l'esecuzione spetta al giudice che ha emesso per ultimo il provvedimento divenuto irrevocabile; pertanto il GIP era incompetente perché l'ultima sentenza irrevocabile era della Corte di Assise d'appello di Bari.

  • artt. 73 e 74 d.P.R. n. 309/1990; artt. 575 e 416-bis cod. pen.

    Si tratta delle norme penali sostanziali relative alle fattispecie contestate nelle sentenze menzionate; nella decisione impugnata non sono state interpretate nel merito ai fini della competenza, ma figurano come oggetto delle precedenti pronunce tra cui si doveva stabilire quale fosse l'ultima divenuta irrevocabile.

Massime di principio

  • Quando l'esecuzione riguarda più provvedimenti emessi da giudici diversi, ai fini della competenza per l'esecuzione va verificata quale provvedimento è divenuto irrevocabile per ultimo: quel giudice sarà competente (art. 665, comma 4 c.p.p.).
  • Per accertare l'irrivocabilità delle sentenze è utile il controllo del casellario giudiziale e delle date di definitività delle pronunce.
  • Se il giudice che ha emesso il provvedimento inizialmente ritenuto competente non è colui che ha emesso l'ultima decisione irrevocabile, le sue decisioni sull'esecuzione possono essere annullate per incompetenza e gli atti trasmessi al giudice competente.
  • La presenza di sentenze di merito emesse in gradi diversi (es. Corte d'Assise d'appello) può spostare la competenza per l'esecuzione anche se in primo grado era intervenuto un diverso giudice.
  • Le questioni di competenza sono autonome rispetto all'accertamento del merito: l'erronea individuazione del giudice dell'esecuzione comporta rimedi processuali (annullamento e trasmissione) senza necessità di riesame del merito da parte della Cassazione.

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