Cassazione Penale, Sentenza n. 44255/2024 del 03/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione proposto da Caruso avverso la sentenza d'appello del 31/01/2024. Due motivi principali: 1) illegittimità perché il giudice del rinvio si sarebbe limitato a riproporre la motivazione della precedente sentenza di appello violando i limiti del giudizio di rinvio (art. 627 c.3 c.p.p.); 2) errata determinazione della pena in presenza di continuazione con precedenti reati già definiti, con mancata chiarezza su come è stata ripartita la pena tra reato principale e satelliti e mancato rispetto dei criteri giurisprudenziali per la riliquidazione della pena in caso di continuazione parziale tra fatti definiti e sub iudice.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il primo motivo (ossia ha ritenuto legittimo il percorso argomentativo del giudice del rinvio e ha escluso la violazione dei limiti del giudizio di rinvio), ma ha accolto il secondo motivo: ha ritenuto che la Corte d'appello non abbia correttamente determinato la pena nella continuazione tra reati già definiti e reati ancora sub iudice, omettendo di individuare e adottare correttamente la pena base per il reato più grave e di applicare autonomi aumenti per i reati-satellite. Ne è seguito l'annullamento parziale della sentenza impugnata esclusivamente in relazione alla determinazione del trattamento sanzionatorio e il rinvio per un nuovo giudizio limitato alla determinazione della pena complessiva.
Norme richiamate
art. 10 D.Lgs. n. 74/2000 (occultamento documentazione contabile e fiscale)
Il reato può essere contestato anche all'amministratore formale se è dimostrabile la consapevolezza dello stato delle scritture o del loro occultamento; la responsabilità del "prestanome" richiede prova dell'elemento soggettivo.
art. 5 D.Lgs. n. 74/2000 (omessa presentazione della dichiarazione)
Reato formale gravante sull'amministratore di diritto; la giurisprudenza ammette responsabilità del prestanome per concorso per omesso impedimento solo se sussiste l'elemento soggettivo richiesto.
art. 216 e art. 223 Legge fallimentare (bancarotta fraudolenta)
Distinzione tra bancarotta documentale (per la quale può rispondere anche l'amministratore apparente se consapevole dello stato delle scritture) e bancarotta patrimoniale/distrazione (per la quale la responsabilità dell'amministratore apparente non si presume automaticamente).
Riferimento al concorso per omesso impedimento dell'evento: il mero ruolo formale non basta, occorre l'elemento soggettivo per ritenere responsabile il prestanome.
Norma richiamata insieme all'art. 40 c.2 per delineare la posizione di responsabilità del soggetto formalmente investito dei poteri (criteri civili e penali richiamati nella valutazione della partecipazione e del possesso).
art. 627, comma 3 cod. proc. pen.
il giudice di rinvio si uniforma alla sentenza della corte di cassazione per cio' che concerne ogni questione di diritto con essa decisa
Il giudice del rinvio è vincolato ai principi di diritto decisi dalla Cassazione, ma può e deve motivare autonomamente sugli elementi di fatto e sulle conclusioni che consentono l'applicazione di quei principi; non è vietato riprendere argomentazioni purché coerenti con la decisione della Cassazione.
Richiamata per il principio di garanzia dell'amministratore: la sua posizione può imporre doveri di conservazione del patrimonio societario e integra indici di corresponsabilità se emerge adesione al disegno illecito.
Principio applicato in tema di continuazione: la pena già irrevocabilmente inflitta non può essere rideterminata dal giudice successivo; quando la violazione piu' grave è tra i fatti già giudicati si aggiunge l'aumento residuo senza riconsiderare la pena definitiva.
Massime di principio
- Il giudice del rinvio deve uniformarsi ai principi di diritto stabiliti dalla Cassazione, ma può integrare la motivazione sui fatti: non è sufficiente una censura generica per ottenere l'annullamento quando la Cassazione ha indicato principi di diritto e il giudice del rinvio li ha applicati con adeguata argomentazione fattuale.
- La responsabilità penale dell'amministratore 'prestanome' non è automatica: occorre prova dell'elemento soggettivo (consapevolezza o adesione al disegno criminoso) per reati tributari e per certe fattispecie fallimentari; per la bancarotta documentale la prova dello stato delle scritture può essere decisiva, mentre per la distrazione patrimoniale non opera una presunzione immediata.
- In caso di continuazione tra reati già definiti e reati sub iudice il giudice deve comparare pene omogenee: individuare quale violazione è la più grave, assumere la pena base corretta (o quella già definitiva, se la più grave è tra i fatti definiti) e poi applicare gli aumenti previsti senza ricalcolare indiscriminatamente pene già passate in giudicato.
- I motivi di cassazione devono essere specifici e collegati direttamente al percorso logico-giuridico della sentenza impugnata: censure aspecifiche che non affrontano i passaggi decisionali fondamentali sono inammissibili.
- Se la Corte annulla solo la quantificazione della pena, la responsabilità sostanziale può rimanere intatta e il nuovo giudizio sarà limitato esclusivamente alla determinazione del trattamento sanzionatorio.
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