Cassazione Penale, Sentenza n. 44035/2024 del 03/12/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore impugna l'assoluzione pronunciata dal Tribunale di Trani per il reato previsto dall'art. 7, comma 2, d.l. 28/01/2019 n.4, ritenendo che il Tribunale abbia erroneamente applicato il principio della retroattivita' favorevole (lex mitior) in quanto la successiva disciplina introdotta dal d.l. 4 maggio 2023 n.48 (conv. L. 3/7/2023 n.85), in particolare l'art. 13, comma 3, mantiene in vita l'applicazione dell'art. 7 per i fatti commessi fino al 31 dicembre 2023; inoltre l'abrogazione prevista dall'art. 1, comma 318, L. 29/12/2022 n.197 produce effetti soltanto a decorrere dal 1 gennaio 2024, per cui il fatto commesso il 1 novembre 2020 era punibile.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore, rilevando che l'art. 1, comma 318, L. 29/12/2022 n.197 ha fissato l'abrogazione degli artt. 1-13 del d.l. 4/2019 con efficacia ritardata al 1 gennaio 2024, e che il successivo d.l. 48/2023, art. 13, comma 3, ha espressamente previsto che le disposizioni di cui all'art. 7 continuino ad applicarsi ai benefici concessi e ai fatti commessi fino al 31 dicembre 2023. Ne consegue che il reato ascritto all'imputato non era abrogato al momento del giudizio e l'assoluzione per non punibilita' del fatto in ragione della presunta abrogazione e' stata annullata con rinvio.
Norme richiamate
art. 7, comma 2, d.l. 28/01/2019 n. 4
Norma incriminatrice che sanziona l'ottenimento indebito del Reddito di Cittadinanza; la Corte ha ritenuto che restava in vigore per i fatti commessi fino al termine indicato dalla normativa transitoria.
art. 1, comma 318, Legge 29/12/2022 n. 197
Disposizione che abroga gli artt. 1-13 del d.l. n. 4/2019 con efficacia fissata al 1 gennaio 2024; la Corte ha osservato che l'abrogazione ha efficacia ritardata e dunque non produceva effetto prima di tale data.
art. 13, comma 3, d.l. 4 maggio 2023 n. 48, conv. L. 3/7/2023 n. 85
«Al beneficio di cui all'articolo 1 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all'articolo 7 del medesimo decreto-legge, vigenti alla data in cui il beneficio è stato concesso, per i fatti commessi fino al 31 dicembre 2023.»
Disposizione transitoria che salva l'applicazione dell'art. 7 per i fatti commessi fino al 31/12/2023; la Corte l'ha interpretata come norma che fa permanere la punibilita' per il periodo transitorio e quindi deroga, nella misura necessaria, all'applicazione retroattiva della lex mitior.
art. 8, d.l. 4 maggio 2023 n. 48 (convertito)
Nuova incriminazione introdotta per i benefici successivi (assegno di inclusione o simili), sostanzialmente equivalente all'art. 7; la Corte ha richiamato questa norma per evidenziare la continuita' del disvalore penale e la coerenza della disciplina.
art. 2 cod. pen. (principio della lex mitior)
Principio di retroattivita' della legge penale piu' favorevole; la Corte ha rilevato che tale principio puo' essere attenuato o coordinato dalla legge che stabilisce termini di efficacia o disposizioni transitorie ragionevoli che ne limitino l'applicazione.
art. 608 e art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.
Norme procedurali utilizzate per il ricorso per cassazione: art. 608 disciplina il ricorso per cassazione contro le sentenze penali, art. 606 indica i motivi (qui: inosservanza di legge e cio' che concerne l'erronea applicazione della lex mitior e della disciplina transitoria).
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U n. 49686 del 13/07/2023; Sez. 3 n. 7541 del 2024 ecc.)
Decisioni richiamate dalla Corte a supporto dell'orientamento secondo cui l'abrogazione con efficacia ritardata e le disposizioni transitorie del d.l. 48/2023 legittimano la conservazione della punibilita' per i fatti commessi entro il termine transitorio.
Massime di principio
- Verificare sempre la data di efficacia dell'abrogazione: un'abrogazione 'ad efficacia ritardata' non libera automaticamente da responsabilita' penale per i fatti commessi prima della data di efficacia.
- Controllare eventuali disposizioni transitorie o di salvezza introdotte da leggi successive: esse possono espressamente preservare la punibilita' per un arco temporale determinato (es. fino al 31/12/2023).
- La lex mitior (art. 2 c.p.) si applica in linea di principio, ma il legislatore puo' disciplinare in modo da limitare la sua applicazione mediante disposizioni transitorie ragionevoli e giustificabili; tali limiti sono valutati alla luce dei princìpi di ragionevolezza (art. 3 Cost.) e della compatibilita' costituzionale.
- Quando la legge successiva reintroduce norme sostanzialmente equivalenti per benefici futuri o analoghi, il quadro normativo viene interpretato in modo da assicurare la continuita' del disvalore penale per comportamenti analoghi.
- In sede processuale, se si fonda una decisione sull'applicazione della lex mitior, l'avente interesse (Pubblico Ministero o difesa) deve esaminare e dedurre espressamente l'assenza di norme transitorie che mantengano la punibilita'; in mancanza di tale analisi la decisione puo' essere cassata.
- Per casi simili, la guida pratica e': determinare tre date chiave (data del fatto, data di entrata in vigore della norma abrogante, data di efficacia dell'abrogazione) e controllare testi di conversione e disposizioni transitorie intervenute successivamente.
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