Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44031/2024 del 03/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 4/04/2024 che aveva rigettato l'istanza di riesame avverso la convalida e il sequestro preventivo (area in Mili San Pietro c.da Rando e autocarro Piaggio Porter tg. FG927NV) disposto con provvedimento del GIP del 28/02/2024, in relazione ai reati di gestione/deposito incontrollato di rifiuti e combustione illecita (artt. 256 e 256-bis D.lgs. 152/2006). Il ricorrente deduceva violazioni di legge (anche art. 321 c.p.p. e art. 131-bis c.p.) sostenendo che gli atti della polizia giudiziaria e i provvedimenti impugnatati descrivevano genericamente i materiali come "rifiuti" senza specificità idonea a qualificarli come tali, che le tracce di combustione potevano derivare da incendi spontanei o da pratiche lecite (sterpaglie) e che i materiali erano in realtà beni destinati all'attività lavorativa e non destinati allo smaltimento; chiedeva inoltre la rilevanza della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che i giudici del riesame avessero compiutamente analizzato il materiale probatorio (verbali di P.G., annotazioni, sopralluogo, fascicolo fotografico) e correttamente valutato il fumus commissi delicti riguardo sia al deposito/stoccaggio illecito di rifiuti (aree di circa 30 e 50 mq con rifiuti accatastati e materialmente inutilizzabili) sia alla combustione illecita (resti di cenere, rifiuti combusti in area delimitata, vegetazione circostante integra che esclude incendi estesi). La Corte ha confermato la qualificazione dei fatti come deposito temporaneo in difetto dei requisiti di cui all'art. 183 lett. bb) D.lgs. 152/2006, ha escluso la causa di non punibilità per particolare tenuità in mancanza di elementi prodotti dal ricorrente e ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Testo unico ambientale) - art. 256

    Il deposito incontrollato di rifiuti si configura quando vi è stoccaggio/smaltimento di materiali eterogenei ammassati alla rinfusa su area nella disponibilità dell'imputato; la qualificazione di "rifiuto" è una quaestio facti demandata al giudice di merito e insindacabile in Cassazione se motivata correttamente.

  • D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 - art. 256-bis

    La combustione illecita di rifiuti è configurabile quando risultano tracce, resti e modalità compatibili con l'abbruciamento volontario di rifiuti; la valutazione tecnico-fattuale spetta al giudice di merito.

  • D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 - art. 183, lett. bb)

    Definizione e requisiti del deposito temporaneo: il deposito temporaneo effettuato nel luogo di produzione e con requisiti specifici non è commisurabile a stoccaggio illecito; se il deposito è effettuato in area diversa e senza requisiti, costituisce deposito illegale.

  • Codice di procedura penale - art. 321

    Richiamato nell'ambito delle censure sulla validità del sequestro e della convalida; la Corte ha ritenuto che le formalità e la valutazione del fumus siano state correttamente svolte dal giudice del riesame.

  • Codice penale - art. 131-bis

    Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto: l'onere di allegazione e prova dei requisiti spetta all'imputato; nei procedimenti cautelari reali il giudice del riesame può valutare incidentalmente la sua configurabilità solo se emerge ictu oculi; nel caso in esame è stata esclusa per mancanza di elementi.

Massime di principio

  • La qualificazione di "rifiuto" è questione di fatto: il giudice di merito valuta la natura del materiale (consistenza, modalità di deposito, eterogeneità, condizioni) e le sue conclusioni sono praticamente insindacabili in Cassazione se motivate.
  • Fotografie, servizi di polizia giudiziaria e controllo dinamico (seguire veicolo carico di materiali) possono costituire elementi probatori determinanti per dimostrare il fumus del reato di gestione illecita e per giustificare sequestro preventivo.
  • Per contestare efficacemente il sequestro cautelare e la qualificazione di rifiuto, la difesa deve produrre elementi specifici e concreti che possano davvero scalfire la valutazione di fatto (documentazione probante, registri aggiornati, evidenze che dimostrino uso produttivo/riutilizzo), non mere contestazioni generiche.
  • Il deposito temporaneo è lecitamente ammesso solo se rispettati i requisiti di legge (es. luogo di produzione); lo spostamento e l'accumulo in area diversa rientrano nella fattispecie illecita di stoccaggio.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art.131-bis) richiede che il fatto appaia evidente nella sua tenuità dai soli elementi indiziari: l'onere probatorio è a carico dell'imputato e, in assenza di prove, la sua invocazione difficilmente avrà successo in sede cautelare.
  • Nella valutazione della combustione illecita è importante l'analisi dell'area bruciata (perimetro delimitato, vegetazione circostante integra o meno, tipologia dei materiali combusti) per distinguere abbruciamenti dolosi di rifiuti da incendi estesi o fenomeni naturali.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.