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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28788/2023 del 05/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per lesioni personali colpose (art. 590 c.p.) lamentando: 1) la determinazione di una pena base di 600,00 euro di multa invalida perché, secondo il ricorrente, eccede il limite di 309,00 euro previsto dall'art. 590 c.p.; 2) l'aumento di 200,00 euro per recidiva, pur non essendo la recidiva contestata né nel capo di imputazione né nel corso del giudizio di merito.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato solo in relazione all'aumento per la recidiva. Ha confermato che la pena base di 600,00 euro è legittima perché l'art. 590 c.p. va letto congiuntamente all'art. 52, comma 2, lett. a) del d.lgs. n. 274/2000 (che per i reati di competenza del Giudice di pace prevede la multa da 258,00 a 2.582,00 euro). Ha invece annullato senza rinvio la parte della sentenza che aveva aumentato la pena per recidiva, poiché tale circostanza non era stata contestata e, per la fattispecie colposa, l'art. 99 c.p. non opera. Ha quindi escluso la recidiva e rideterminato la pena in euro 600,00 di multa; nel resto il ricorso è stato rigettato. Decisione resa il 17 maggio 2023.

Norme richiamate

  • art. 590 cod. pen. (lesioni personali colpose)

    prevede la reclusione fino a tre mesi o la multa fino a 309,00 euro

    La Corte ha rilevato che il limite indicato dall'art. 590 c.p. deve essere lett o in combinazione con il d.lgs. n. 274/2000 quando la competenza è del Giudice di pace; dunque il limite '309,00 euro' non è automaticamente vincolante per la determinazione della multa da parte del Giudice di pace.

  • art. 52, comma 2, lett. a), d.lgs. n. 274/2000

    per i reati di competenza del Giudice di pace contempla la multa da 258,00 euro a 2.582,00 euro

    Questa norma integra la determinazione della pena pecuniaria per i reati di competenza del Giudice di pace, autorizzando l'applicazione di una multa base (qui 600,00 euro) nel relativo intervallo.

  • art. 99 cod. pen.

    La Corte ha ritenuto che l'art. 99 (che riguarda gli effetti della recidiva) non opera nel caso di fattispecie colpose come quella in esame; inoltre la recidiva non può essere applicata se non è stata contestata.

  • art. 620, lett. L), cod. proc. pen.

    Consente l'annullamento senza rinvio quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto: la Corte ha annullato senza rinvio la parte della sentenza relativa alla recidiva e ha rideterminato direttamente la pena.

Massime di principio

  • Quando il Giudice di pace determina una pena pecuniaria per reati di sua competenza, occorre verificare il combinato disposto con il d.lgs. n. 274/2000 (art. 52), perché i limiti di multa possono essere diversi da quelli indicati in astratto nel codice penale.
  • La recidiva costituisce circostanza che deve essere specificamente contestata dall'accusa: non può essere applicata d'ufficio né aggiunta alla pena se non è stata contestata nel capo di imputazione o nel corso del giudizio.
  • Per reati colposi alcune norme aggravanti (o effetti come quelli dell'art. 99) possono essere inapplicabili: è necessario controllare la rilevanza della norma alla fattispecie concreta.
  • La Cassazione può annullare solo la parte viziata della decisione e rideterminare la pena senza rinvio quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto (art. 620 c.p.p., lett. L).
  • In impugnazioni penali è utile distinguere i profili di merito (accertamento dei fatti) da quelli di diritto (errata applicazione di norme o conteggio della pena): la riforma della pena pecuniaria può derivare da errata interpretazione normativa anche se i fatti sono confermati.

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