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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28782/2023 del 05/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I quattro ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro del 01/02/2022 lamentando, in vario modo: insufficiente o inesistente motivazione (art. 192 c.p.p.); erronea attribuzione di utenze telefoniche e conseguente travisamento probatorio; insussistenza del reato associativo ex art. 416 c.p. (presa di ruolo di promotore/organizzatore contestata a Teglas Ludovic e partecipazione contestata a Muresan); mancata prova del dolo nella ricettazione (mancata consapevolezza della provenienza furtiva delle targhe); inutilizzabilità di alcune intercettazioni o loro acquisizione illegittima (richiamo al d.l. 30/9/2021 n.132 e alla normativa sulle intercettazioni); vizi nella determinazione della pena e mancato riconoscimento di attenuanti/sospensione condizionale; contestazioni su utilizzabilità di dichiarazioni spontanee rese alla P.G. (art. 350 c.p.p.).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato manifestamente infondibili e, dunque, inammissibili i ricorsi proposti dai quattro imputati. Ha confermato il principio per cui il ricorso che si limita a riproporre le stesse doglianze già trattate e rigorosamente motivate dal giudice di merito è inammissibile e che il sindacato di legittimità non consente la riconsiderazione dei fatti e della valutazione delle prove fatta dal giudice di merito, salvo macroscopici vizi di illogicità o travisamento della prova. Nel merito la Corte ha ritenuto adeguata e logica la motivazione con cui la Corte d'appello ha ricostruito l'esistenza dell'associazione per delinquere (art. 416 c.p.) sulla base di intercettazioni e riscontri oggettivi, l'attribuzione delle utenze, la sussistenza del dolo nella ricettazione per Teglas Ludovic, l'utilizzabilità di dichiarazioni spontanee nel rito abbreviato quando rese liberamente (art. 350, comma 7, c.p.p.), la corretta determinazione delle pene secondo i criteri di art. 133 c.p. e la non riconoscibilità dell'attenuante di speciale tenuità per quantitativi non irrilevanti (quaranta litri di gasolio). Di conseguenza i ricorsi sono stati respinti/inammissibili e il dispositivo di merito è sostanzialmente confermato.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen.

    La Corte ha ritenuto configurabile l'associazione per delinquere sulla base di intercettazioni e molteplici riscontri oggettivi che hanno dimostrato l'esistenza di una struttura organizzata, suddivisione di compiti e operatività, anche se per arco temporale non esteso.

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato come principio di concorso di persone nel reato per la partecipazione alle singole condotte delittuose.

  • art. 624 e art. 625 nn. 2 e 5 cod. pen.

    Norme relative ai furti aggravati: la Corte d'appello ha ritenuto provati più furti aggravati con l'aggravante della violenza sulle cose e della commissione in più persone con volti travisati, valutazione non sindacabile in cassazione salvo manifesta illogicità.

  • art. 378 cod. pen.

    Contestato e ritenuto nei confronti di Muresan come favoreggiamento personale per aver aiutato un sodale a sottrarsi alle ricerche; la Corte ha considerato provata la consapevolezza dell'aiuto.

  • art. 648 cod. pen.

    Richiamato con riferimento al reato di ricettazione; la Corte ha ritenuto che il dolo potesse essere desunto da elementi sintomatici e convergenti (es. apposizione delle targhe e utilizzo dell'autovettura).

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato dai ricorrenti per vizio di motivazione; la Corte di cassazione ha però osservato che le lamentele ripetono argomentazioni già valutate in appello e non provano un vizio di motivazione macroscopico tale da giustificare il sindacato di legittimità.

  • art. 530, comma 2, cod. proc. pen.

    Invocato in relazione al travisamento della prova; la Corte ha ricordato che il travisamento deve essere indicato concretamente e risultare decisivo per la decisione, cosa non avvenuta.

  • art. 350, commi 5, 6 e 7 cod. proc. pen.

    La Corte ha ritenuto utilizzabili, nel rito abbreviato e nella fase procedimentale, le dichiarazioni spontanee rese alla polizia giudiziaria se emerge chiaramente la libertà del dichiarante; pertanto tali dichiarazioni possono legittimamente concorrere alla prova quando non coercitive.

  • art. 64 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione agli avvisi all'indagato; la Corte ha confermato che l'assenza di avvisi non rende automaticamente inutilizzabili dichiarazioni spontanee se si evince la libertà di resa.

  • art. 1, comma 1-bis, d.l. 30/09/2021, n. 132

    Richiamato dai ricorrenti in ordine alla utilizzabilità di intercettazioni acquisite anteriormente; la Corte ha osservato che la questione era sollevata tardivamente e, comunque, la responsabilità è supportata da riscontri obiettivi oltre alle intercettazioni.

  • art. 133 cod. pen.

    Sistema dei criteri per la determinazione della pena: la Corte ha ritenuto congrua e logica la motivazione del giudice di merito circa la quantificazione delle pene, non essendosi verificati i casi che richiedono motivazione dettagliata (pena prossima al massimo edittale).

  • art. 62 n. 4 cod. pen.

    Circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità: la Corte d'appello ha escluso l'applicazione in relazione alla sottrazione di 40 litri di gasolio, ritenuta non di valore economico "pressoché irrilevante".

  • art. 62-bis cod. pen.

    Richiamato in relazione al riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche: la Corte ha ritenuto corretta la valutazione di merito che ha escluso l'estensione massima delle attenuanti alla luce della complessiva personalità e condotta dell'imputato.

  • art. 27 Cost.

    Richiamato in termini di principio costituzionale per l'individualizzazione della pena; la Corte ha ritenuto congrua la scelta del giudice di merito in materia di determinazione della pena.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione non può limitarsi a riproporre le medesime doglianze già decise in appello: deve confrontarsi criticamente con la motivazione resa dal giudice di merito, altrimenti è dichiarato inammissibile.
  • La valutazione di merito delle intercettazioni, della localizzazione di utenze e dell'affidabilità delle prove è riservata ai giudici di merito; la Corte di cassazione interviene solo in presenza di macroscopici vizi di logica o travisamento incontestabile della prova.
  • Le dichiarazioni spontanee rese alla polizia giudiziaria possono essere utilizzate nel rito abbreviato (e nella fase procedimentale) se emerge chiaramente che sono state rese liberamente e senza coercizione.
  • Per configurare l'associazione per delinquere (art. 416 c.p.) è richiesto un insieme di elementi (organizzazione, ripartizione dei compiti, struttura operativa, disponibilità di mezzi) che possono emergere da intercettazioni unite a riscontri oggettivi; la loro ricostruzione è questione di fatto.
  • La prova del dolo nella ricettazione può essere desunta anche da elementi sintomatici e convergenti (comportamenti, modalità di occultamento, uso sistematico del bene), non solo da una prova diretta.
  • Per ottenere il riconoscimento della circostanza attenuante di speciale tenuità è necessario dimostrare che il danno sia lievissimo e di valore economico pressoché irrilevante, considerando anche gli effetti subiti dalla persona offesa.
  • Eventuali contestazioni sulla legittimità di specifiche acquisizioni di prova (es. intercettazioni) vanno tempestivamente sollevate e adeguatamente documentate nei gradi di merito, pena la preclusione in cassazione.

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