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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30189/2025 del 03/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la condanna per i reati ascritti (art. 337 c.p. e artt. 61 n.2, 582, 585 c.p.): 1) violazione dell'art. 601 c.p.p. per omessa traduzione del decreto di fissazione dell'udienza per imputato alloglotto; 2) carenza del dolo specifico rispetto alla condotta verso pubblici ufficiali (elemento psicologico del reato); 3) errata applicazione degli artt. 62-bis e 133 c.p. e mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, con valutazione non esaustiva della condotta successiva e dell'assenza di precedenti

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: il primo motivo è stato ritenuto tardivo (la nullità per omessa traduzione doveva essere tempestivamente eccepita), il secondo e il terzo motivi sono stati giudicati generici o manifestamente infondati rispetto al doppio conforme accertamento di merito (resistenza/ostruzione ai militari, fuga, rinvenimento di stupefacente). Per effetto dell'inammissibilità il Collegio ha escluso la rilevabilità della causa di improcedibilità connessa al termine di cui all'art. 344-bis c.p.p.; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma equitativamente determinata.

Norme richiamate

  • art. 337 cod. pen.

    Norma del fatto-reato contestato (resistenza/opposizione ai pubblici ufficiali) oggetto dell'accertamento di merito; la Corte ha ritenuto provata la volontà di sottrarsi al controllo dei militari

  • artt. 61, n.2, 582, 585 cod. pen.

    Richiamate come circostanze aggravanti e reati collegati nella motivazione di merito; la Corte ha valorizzato la condotta complessiva del ricorrente

  • art. 601 cod. proc. pen.

    Prevede l'obbligo di traduzione degli atti processuali per imputati alloglotte; la Corte ha ritenuto che l'eccezione sia di ordine generale a regime intermedio e debba essere tempestivamente sollevata, altrimenti è sanata

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma sulle circostanze attenuanti comuni; la Corte di merito esercita poteri discrezionali nella valutazione, cui il ricorso ha mosso censura generica ritenuta inammissibile

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena e per la valutazione delle attenuanti generiche; la Cassazione ha ritenuto che la mancata ricomprensione di elementi nel calcolo della pena costituisse valutazione discrezionale non censurabile con generiche censure

  • art. 344-bis cod. proc. pen.

    Disciplina la causa di improcedibilità per superamento dei termini di durata massima del processo d'impugnazione; la Corte ha chiarito che l'improcedibilità opera solo se l'impugnazione è ammissibile, poiché l'inammissibilità impedisce la costituzione di valido rapporto processuale e la dichiarazione di improcedibilità

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Consente al giudice di rilevare d'ufficio cause di estinzione del reato o non punibilità; la Corte ha spiegato che tale accertamento non può essere compiuto quando l'impugnazione è inammissibile

  • art. 578, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    Prevede la rimessione delle questioni civili al giudice civile competente se l'azione penale è dichiarata improcedibile, ma solo quando l'impugnazione sia ammissibile; citato per confermare il carattere pregiudiziale del vaglio di ammissibilità

  • art. 591, comma 1, lett. a), b), c), cod. proc. pen.

    Individua ipotesi generali di inammissibilità; richiamato nel ragionamento di principio sulla natura 'genetica' dell'inammissibilità che rende l'atto incapace di investire il giudice del grado successivo

  • art. 606, comma 3, cod. proc. pen.

    Norma specifica sul ricorso per cassazione (cause di inammissibilità), richiamata a supporto della tesi che l'inammissibilità vizia l'atto e impedisce la formazione di valido rapporto processuale

  • art. 150 cod. pen.

    Richiamata nell'elenco delle ipotesi che, nonostante l'inammissibilità, consentono una diversa pronuncia (p.es. estinzione del reato ai sensi dell'art.150) secondo la giurisprudenza citata

  • art. 6 CEDU (§§ 1 e 2) e art. 7 CEDU (§ 1)

    Richiamati per argomentare che l'interpretazione che pone l'onere sulla parte di attivare correttamente l'impugnazione non viola i diritti di equità, né le garanzie processuali fondamentali

Massime di principio

  • Le nullità o eccezioni procedurali rilevabili (es. omessa traduzione per imputato alloglotto) devono essere tempestivamente sollevate: se sollevate solo in cassazione possono essere ritenute tardive e quindi inidonee a determinare l'annullamento
  • Le censure generiche o non specificamente fondate rispetto al convincimento dei giudici di merito sono normalmente inammissibili in Cassazione; bisogna motivare puntualmente come e perché la valutazione di fatto sia contraddittoria o manifestamente illogica
  • La valutazione delle attenuanti e della misura della pena rientra in ampio margine di discrezionalità del giudice di merito; per contestarla efficacemente occorre dimostrare errori di diritto o macroscopiche illogicità motivazionali
  • L'inammissibilità di un ricorso impedisce la costituzione del valido rapporto processuale necessario perché operi la causa di improcedibilità per decorso termini: non si può ottenere l'improcedibilità su un ricorso invalidamente proposto
  • In fase difensiva è strategico curare preventivamente l'ammissibilità degli atti di impugnazione (termini, forma, eccezioni rilevanti) e documentare tempestivamente le nullità che si intendono far valere
  • Quando si deducono elementi di non punibilità o estinzione del reato per decorrenze temporali (improcedibilità, prescrizione), è necessario che il relativo grado d'impugnazione sia stato validamente instaurato; altrimenti tali questioni rischiano di non essere esaminate

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