Cassazione Penale, Sentenza n. 30182/2025 del 03/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Richiesta ex art. 628-bis c.p.p. di eliminazione degli effetti pregiudizievoli della sentenza di condanna all'ergastolo (Corte d'Assise d'Appello di Messina 21.5.2021) in ragione di una pronuncia della Corte EDU (17.10.2024) che ha riconosciuto la violazione degli artt. 8 e 13 CEDU per il trattenimento della corrispondenza inviata dal difensore al detenuto (mancata consegna del plico contenente atti della fase cautelare), deducendone un vulnus al diritto di difesa e sostenendo che tale vizio ha impedito la scelta del rito abbreviato e l'indicazione tempestiva dei testimoni.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato la richiesta. Ha ritenuto ammissibile l'istanza ma infondata: pur ammettendo in astratto che violazioni riconosciute dalla Corte EDU (anche se relative a diritti "strumentali") possono integrare gli "effetti pregiudizievoli" ai sensi dell'art. 628-bis quando ricada con natura e gravità sul diritto di difesa, nel caso concreto non è stato dimostrato il nesso di incidenza necessario. La sentenza EDU aveva accertato violazioni degli artt. 8 e 13, non dell'art. 6; il ricorrente non ha specificato come la mancata consegna del plico abbia concretamente impedito l'accesso ad atti o informazioni aliunde, la scelta del rito abbreviato o l'indicazione di testimoni, né ha fornito elementi per ritenere che, senza la violazione, l'esito del processo sarebbe stato ragionevolmente diverso. È stato inoltre ricordato che il procedimento ex art. 628-bis è trattato in camera di consiglio, senza trattazione orale, e che il ricorrente ha l'onere di una adeguata allegazione di incidenza e gravità.
Norme richiamate
art. 628-bis cod. proc. pen.
comma 2, comma 4, comma 5 (richiesta per l'eliminazione degli effetti pregiudizievoli; procedimento in camera di consiglio; presupposto dell'effettiva incidenza per natura e gravità)
Strumento straordinario, applicabile quando la Corte EDU ha accertato la violazione o la causa è stata cancellata dal ruolo per riconoscimento unilaterale; richiede che la violazione abbia avuto effettiva incidenza sul provvedimento interno (se ne valuta natura e gravità) e può condurre a revoca, riapertura o altri provvedimenti eliminativi degli effetti pregiudizievoli
art. 611 cod. proc. pen.
testo richiamato per la trattazione in camera di consiglio
La Cassazione decide ordinariamente in camera di consiglio; salvo casi previsti dalla legge, non è prevista la trattazione orale nelle istanze ex art. 628-bis
art. 37 CEDU
art. 37 § 1 (c) (cancellazione dal ruolo del ricorso in presenza di riconoscimento unilaterale dello Stato)
La cancellazione dal ruolo per riconoscimento unilaterale dello Stato può costituire presupposto valido per attivare il rimedio interno previsto dall'art. 628-bis, essendo la dichiarazione unilaterale vincolante ai fini nazionali
art. 8 CEDU
Tutela della vita privata e delle comunicazioni: la Corte EDU ha riconosciuto violazione del diritto alla riservatezza delle comunicazioni tra difensore e detenuto a fronte del trattenimento della corrispondenza
art. 13 CEDU
Diritto a un ricorso effettivo: la Corte EDU ha rilevato la violazione per l'assenza di un rimedio effettivo contro il trattenimento della corrispondenza
art. 6 CEDU
Diritto al giusto processo; la Corte di cassazione ha osservato che la Corte EDU non ha accertato una violazione di tale disposizione nel caso concreto e che per ottenere il rimedio ex art. 628-bis invocando l'art. 6 occorre dimostrare il nesso di incidenza e l'effettiva lesione dei diritti processuali
Corte costituzionale, sent. n. 18 del 2022
Ha affermato il nesso strumentale tra riservatezza delle comunicazioni con il difensore e diritto di difesa; ha ritenuto illegittime forme di controllo preventivo della corrispondenza difensore-assistito che compromettano l'effettività della difesa
d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
Ha introdotto l'art. 628-bis e novellato il procedimento cartolare in Cassazione; disciplina i termini e le modalità di deposito delle conclusioni del Procuratore generale e delle memorie delle parti
Massime di principio
- L'art. 628-bis c.p.p. è un rimedio straordinario: può essere attivato quando la Corte EDU ha accertato una violazione o c'è una cancellazione dal ruolo per riconoscimento statale, ma richiede che la violazione abbia avuto "effettiva incidenza", per natura e gravità, sull'esito del procedimento interno.
- È possibile invocare il rimedio anche quando la violazione accertata riguarda diritti "strumentali" (es. riservatezza delle comunicazioni) purché sia provato con precisione che la lesione ha inciso sul diritto sostanziale invocato (es. diritto di difesa/art. 6) e avrebbe ragionevolmente cambiato l'esito processuale.
- Il richiedente ha l'onere di una specifica e circostanziata allegazione: indicare tempi, atti non ricevuti, prova concreta del pregiudizio (nominativi di testimoni preclusi, termini infranti, impossibilità di esercitare rimedi alternativi) e spiegare il nesso causale tra la violazione e l'esito del giudizio.
- Proceduralmente le istanze ex art. 628-bis sono trattate in camera di consiglio in forma scritta; non è prevista trattazione orale salvo ipotesi espressamente previste dalla legge. Occorre rispettare i termini di deposito delle memorie e la modalità cartolare prevista dalla riforma.
- Se la Corte EDU ha accertato violazioni diverse dall'art. 6, chi invoca la lesione del diritto al giusto processo deve dimostrare con elementi concreti l'effetto mediato delle violazioni riconosciute sulla possibilità di esercitare efficacemente la difesa (nesso di strumentalità e incidenza).
- Tra i possibili rimedi in caso di accoglimento rientrano la revoca della sentenza, la riapertura del processo o misure equivalenti; la valutazione sulla natura e gravità della violazione è riservata alla Cassazione, che può eventualmente rinviare al giudice di merito limitando la rivalutazione dei fatti.
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