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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17725/2022 del 04/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna la sentenza di conferma della condanna per tentato furto con aggravante della destrezza e concorso di più persone, denunciando violazione di legge e vizi motivazionali per la mancata applicazione dell'attenuante speciale della collaborazione ex art. 625-bis c.p. Si sostiene che la imputata abbia fornito, prima del giudizio, nome, cognome, nazionalità e domicilio della presunta complice e che tali informazioni, pur non avendo condotto all'effettiva identificazione, fossero comunque rilevanti e avrebbero dovuto essere valutate complessivamente per riconoscere l'attenuante.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto le censure generiche e meramente reiterative delle strategie già adottate in sede di gravame, non specificamente confrontate con la motivazione della sentenza impugnata. Materialmente, i dati forniti (nome, cognome, nazionalità, luogo di residenza estero) non hanno permesso sviluppi investigativi concreti; perciò i giudici di merito hanno correttamente ritenuto il contributo inutile ai fini dell'individuazione di complici. È ricordato il principio secondo cui l'attenuante speciale ex art. 625-bis richiede un contributo collaborativo effettivo e causalmente rilevante nell'individuazione dei coautori o dei ricettatori, valutazione rimessa al prudente apprezzamento del giudice di merito e sindacabile in Cassazione solo nei limiti stabiliti dall'art. 606, comma primo, lett. e) c.p.p. La ricorrente è inoltre condannata alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. pen.

    Si tratta della circostanza attenuante ad effetto speciale per il colpevole che fornisce collaborazione utile all'individuazione dei complici del furto o dei ricettatori. Deve trattarsi di un contributo concreto e causally rilevante, che abbia effettivamente inciso sull'accertamento dell'identità degli altri responsabili; la sua valutazione è rimessa al giudice di merito.

  • art. 173, comma primo, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale che disciplina la sintetica esposizione del motivo nel ricorso per cassazione: qui utilizzata per la sintetizzazione del motivo di impugnazione.

  • art. 606, comma primo, lett. e), cod. proc. pen.

    Indica i limiti del sindacato della Cassazione sulla motivazione: i giudizi di merito sulle risultanze di fatto e sulla valutazione dell'utilità concreta della collaborazione sono sindacabili solo nei limiti previsti da questa norma, ossia con riferimento a vizi di motivazione evidenti e specifici.

Massime di principio

  • Per ottenere il riconoscimento dell'attenuante speciale di cui all'art. 625-bis c.p. il contributo del reo deve essere concreto, specifico e avere effettiva incidenza investigativa nell'individuazione di complici o ricettatori; mere informazioni generiche possono non essere sufficienti.
  • La valutazione dell'utilità della collaborazione è affidata al giudice di merito; la Corte di legittimità interviene solo nei limiti ristretti previsti dall'art. 606 c.p.p., pertanto è fondamentale documentare e provare l'effettivo esito derivante dalle informazioni fornite.
  • Nella fase istruttoria e difensiva conviene fornire elementi verificabili e circostanziati (es. dati identificativi completi, riferimenti temporali, luoghi concreti, eventuali prove conciliabili) che possano agevolare il concreto sviluppo investigativo.
  • Se la collaborazione non ha prodotto riscontri pratici, la sua rilevanza attenuante può essere negata; la difesa deve quindi mostrare il nesso causale tra le informazioni fornite e i risultati investigativi per contrastare la valutazione di inutilità.

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