Cassazione Penale, Sentenza n. 4635/2024 del 01/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere applicata a Colloca per partecipazione ad associazione mafiosa (capo 1) e reati connessi. Il ricorrente ha articolato sei motivi: 1) carenza di autonoma motivazione del Gip ex art. 292 co.2 lett. c) c.p.p.; 2) nullità dell'interrogatorio di garanzia per intempestiva notifica della richiesta di convalida del fermo e mancato accesso agli atti; 3) vizio di motivazione e travisamento probatorio nella ricostruzione della partecipazione all'associazione mafiosa, fondata su intercettazioni e rapporti economici con Fortunato Bartone; 4) mancata descrizione della partecipazione all'estorsione contestata a carico di Muraca; 5) travisamento della prova e mancato esame delle deduzioni difensive riguardo a sovrapposizione normativa e tempistiche contrattuali (capo 154 e 155); 6) vizi nella valutazione dei capi concernenti rifiuto di subappalto e intimidazione (capo 159 e 160).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso fondato limitatamente ai motivi terzo, quarto e quinto con riferimento ai capi di imputazione nn. 1 (associazione mafiosa), 3 (estorsione aggravata), 154 (scambio elettorale politico mafioso) e 155 (corruzione), annullando l'ordinanza impugnata per vizi di motivazione e rinviando al Tribunale di Catanzaro per nuovo giudizio conforme ai principi indicati. Sono state invece respinte o dichiarate inammissibili altre censure: il primo motivo è stato ritenuto generico; il secondo (nullità interrogatorio) manifestamente infondato per mancata richiesta difensiva di differimento; i capi 159 e 160 (turbata libertà degli incanti e illecita concorrenza/art. 513-bis) sono stati ritenuti sorretti da gravità indiziaria e quindi non annullati. In sintesi, parziale accoglimento del ricorso con annullamento e rinvio su specifici capi, conferma degli altri profili.
Norme richiamate
art. 292, comma 2, lett. c) cod. proc. pen.
Richiede una motivazione autonoma del giudice rispetto alla richiesta del Pubblico ministero; però la Corte non considera formale la mera riproduzione se dal provvedimento emerge conoscenza e selezione critica degli atti
Regola l'interrogatorio di garanzia; la Corte ricorda il diritto del difensore ad accesso agli atti e che la nullità per diniego va eccepita tempestivamente e può essere sanata se non sollevata in udienza
art. 384 e art. 390, comma 2, cod. proc. pen.
Disciplina la convalida del fermo e l'obbligo di fissare l'udienza entro 48 ore; il rispetto dei termini è stringente ma la difesa deve chiedere il differimento se necessita di più tempo per esaminare gli atti
Configurazione del reato di associazione mafiosa; la Corte richiede motivazione puntuale che colleghi gli elementi indiziari al ruolo e al contributo causale dell'indagato nell'organizzazione mafiosa, non limitandosi a collegamenti economici o generici
Tutela della libera concorrenza; la Corte conferma che il controllo mafioso sugli appalti e la creazione di cartelli che precludono la partecipazione di altri concorrenti possono integrare la fattispecie anche in assenza di minacce esplicite
Scambio elettorale politico mafioso: la Corte evidenzia la necessità di un più puntuale esame delle allegazioni difensive e di motivare la sussistenza degli indizi rispetto alla partecipazione del singolo
Giurisprudenza (Sez. U n. 36212/2010; Sez. 6 n. 29214/2021; Sez. U n. 13178/2019 Guadagni)
Precisa regole processuali sulla nullità dell'interrogatorio (va eccepita tempestivamente) e sul concetto di concorrenza e intimidazione mafiosa negli appalti: la minaccia può essere implicita e il controllo mafioso comunque altera la libera concorrenza
Massime di principio
- Il giudice che conferma una misura cautelare deve fornire motivazione autonoma e specifica sugli elementi che giustificano la gravità indiziaria: richiamo semplice alla richiesta del PM non è sufficiente se non accompagnato da selezione e critica degli atti
- Se il difensore contesta di non avere tempi adeguati per esaminare gli atti prima dell'interrogatorio di convalida, la via corretta è chiedere il differimento dell'udienza; l'omissione di tale richiesta può precludere il successo della censura in sede di riesame o cassazione
- La nullità dell'interrogatorio per mancato accesso agli atti è rimediabile solo se eccepita tempestivamente; in sede di riesame cautelare la Corte di Cassazione può non accogliere censure tardive
- Per contestare la partecipazione ad un'associazione mafiosa è necessario dimostrare non solo contatti economici o occasionali ma un quadro indiziario organico che colleghi il singolo al gruppo e ne descriva ruolo e contributo causale
- Nelle dinamiche di appalti pubblici in contesti mafiosi, l'intimidazione può essere implicita: accordi tra clan che impediscono la concorrenza o impongono spartizioni sono idonei a configurare ilittuosi condizionamenti (estorsione, turbata libertà degli incanti, illecita concorrenza)
- Se la Cassazione annulla per vizio di motivazione, il giudice di merito chiamato a nuovo esame deve colmare le lacune indicate e motivare puntualmente l'apprezzamento degli indici probatori
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