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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26608/2026 del 15/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il Tribunale di Velletri aveva applicato, su richiesta delle parti, la pena di un anno e otto mesi di reclusione e 400 euro di multa; contestualmente, sempre su richiesta delle parti, aveva sostituito la pena con l’espulsione dello straniero dal territorio dello Stato ai sensi dell’art. 16, comma 1, d.lgs. 286/1998. L’imputato ha proposto ricorso per cassazione deducendo, ex art. 448, comma 2-bis, c.p.p., la nullità della sentenza per illegale determinazione della pena, sostenendo che l’espulsione non poteva essere disposta senza verificare le cause ostative previste dall’art. 19 del testo unico immigrazione, in particolare la propria situazione di salute, che avrebbe impedito il rimpatrio. La Corte ha ritenuto il motivo inammissibile perché la dedotta condizione ostativa non era stata allegata né documentata nel giudizio di merito e in sede di legittimità era stata prospettata solo in modo generico.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha affermato che, pur essendo denunciabile anche nel patteggiamento la pena illegale, nel caso concreto non ricorreva una pena illegale perché il ricorrente non aveva allegato in sede di merito circostanze ostative all’espulsione, né tali circostanze emergevano dagli atti; il richiamo in cassazione a un generico pericolo per la salute non documentato non era sufficiente. Ne è seguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La pena illegale è denunciabile anche avverso la sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti quando incida sui confini della potestà punitiva e non sui meri criteri discrezionali di commisurazione.
  • La sostituzione della pena con l’espulsione dello straniero non è illegale per il solo fatto che l’imputato invochi in cassazione un divieto di rientro o una causa ostativa: occorre che la circostanza impeditiva sia stata allegata e documentata nel merito oppure risulti comunque dagli atti.
  • Il giudice non è tenuto a verificare in astratto e senza base fattuale la sussistenza di condizioni ostative all’espulsione quando la sanzione sostitutiva sia stata richiesta dalla parte.
  • In sede di legittimità non può essere introdotto per la prima volta un richiamo generico e non documentato a un pericolo per la salute quale causa ostativa all’espulsione.
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Come è indicizzato

MaterieRiti alternativiImpugnazioni
RamiProcesso penale

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