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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36697/2023 del 05/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione basato su quattro motivi: 1) vizio di motivazione e insufficiente valutazione probatoria in ordine all'identificazione dell'imputato come autore degli spari; 2) errata qualificazione giuridica del fatto (contestazione della sussistenza del tentato omicidio, siccome dagli elementi probatori emergerrebbe l'esplosione di un unico colpo e la possibilità che il proiettile fosse deviato, rendendo incerta la direzione verso la persona offesa); 3) contestazione della sussistenza della detenzione/porto dell'arma; 4) doglianza sulla determinazione del trattamento sanzionatorio e mancata applicazione dell'art.56 c.p. nella massima estensione della riduzione. Il ricorrente chiedeva l'annullamento o la riforma della sentenza d'appello che aveva confermato la condanna per tentato omicidio e reati connessi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso parzialmente fondato: il secondo motivo (errata qualificazione giuridica) è stato ritenuto fondato e la sentenza impugnata è annullata limitatamente alla qualificazione del fatto di cui al capo 1), con rinvio per nuovo esame sulla qualificazione; il primo motivo è stato dichiarato inammissibile in gran parte (in parte per mera rivalutazione e in parte per genericità), con conferma della correttezza della valutazione dell'identificazione fondata sulla combinazione delle dichiarazioni iniziali della Gallo, del rapporto di parentela, e della videoripresa; il terzo motivo (detenzione/porto) è stato ritenuto infondato in quanto l'uso immediato dell'arma rispetto al litigio è idoneo a dimostrare la detenzione; il quarto motivo è stato assorbito in relazione alla decisione sulla qualificazione. In sintesi: annullamento parziale e rinvio per nuovo accertamento della qualificazione giuridica (tentato omicidio) in relazione al capo 1).

Norme richiamate

  • art. 61 n.1 cod. pen.

    L'aggravante per futili motivi è stata esclusa in sede di merito perché i reali motivi dell'azione non risultavano chiaramente dimostrati; la Cassazione ha confermato l'esclusione per carenza di elementi probatori idonei a provare la gravità del movente

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Richiama il principio secondo cui la motivazione deve confrontarsi con il materiale probatorio; la Corte evidenzia che in mancanza di adeguata verifica tecnica (es. perizia balistica) la ricostruzione della traiettoria e della volontà dell'agente può risultare equivoca, con violazione della regola di giudizio

  • art. 56 cod. pen.

    Norma sulla punibilità del tentativo e sulla riduzione della pena: la sua applicazione nella misura massima era oggetto di censura, ma la decisione sulla riduzione è stata rimessa all'esito del nuovo esame della qualificazione

Massime di principio

  • Per affermare il tentato omicidio in caso di sparo è spesso necessario provare non solo l'uso dell'arma ma anche la direzione e l'idoneità dell'azione a raggiungere la vittima: quando la traiettoria è incerta sono opportune perizie tecniche balistiche per ricostruire la dinamica
  • Le dichiarazioni spontanee rese dalla persona offesa nella immediatezza del fatto possono mantenere valore probatorio nonostante ritrattazioni successive, purché la ritrattazione non sia supportata da circostanze plausibili; tuttavia tali dichiarazioni vanno sempre valutate nel loro contesto e con riscontri oggettivi
  • La valutazione identificativa è cumulativa: videocassette, compatibilità antropometrica, rapporto di parentela e rinvenimenti materiali concorrono insieme a fondare l'identificazione e non vanno scomposti in elementi isolati
  • Il rinvenimento di una sola ogiva o di una scalfittura sul muro non è necessariamente sufficiente a dimostrare pluralità di colpi o traiettoria intenzionale verso la vittima senza accertamenti tecnici approfonditi
  • L'immediato uso di un'arma dopo un litigio è elemento idoneo, di per sé, a sostenere la sussistenza della detenzione/porto dell'arma
  • In sede di Cassazione il sindacato sui fatti è limitato: la Corte può però annullare la qualificazione giuridica quando la motivazione non mette in relazione adeguata e verificata gli elementi di prova rispetto agli elementi costitutivi del reato (soprattutto quando manca verifica tecnica essenziale)

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