Sentenza n. 2346/2026 - Milano, Sezione 2
per l’ottemperanza della sentenza n. 2034/2024 emessa in data 17 aprile 2024 dal Tribunale di Milano.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano che aveva riconosciuto il diritto all'assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente per gli anni scolastici 2019/2020 e 2020/2021
Esito
Favorevole al ricorrente (docente precaria)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente aveva prestato servizio come docente a tempo determinato presso il Ministero dell'Istruzione e del Merito negli anni scolastici 2019/2020 e 2020/2021. Con sentenza n. 2034/2024 del Tribunale di Milano, passata in giudicato e notificata al Ministero il 6 luglio 2024, era stato accertato il suo diritto al beneficio economico di 500 euro per ciascun anno scolastico, mediante assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente prevista dall'art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015, con condanna dell'Amministrazione all'esecuzione. Poiché il Ministero non aveva spontaneamente adempiuto, la docente ha proposto giudizio di ottemperanza. L'Amministrazione si è costituita senza contestare l'inadempimento, il passaggio in giudicato o la notificazione della sentenza.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l'Amministrazione era rimasta inadempiente rispetto a una sentenza passata in giudicato e regolarmente notificata. Ha ritenuto soddisfatte le condizioni dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dell'art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla legge n. 30/1997. Ha ordinato al Ministero di dare piena esecuzione alla sentenza del Tribunale di Milano entro 90 giorni dalla comunicazione della decisione, disponendo sin d'ora, per l'eventuale ulteriore inerzia, la nomina del Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza quale commissario ad acta. Il commissario opererà soltanto su istanza del creditore, decorso inutilmente il termine assegnato al Ministero, e dovrà adempiere entro i successivi 60 giorni, determinando l'importo complessivamente dovuto e adottando gli atti necessari, direttamente o tramite funzionario delegato. Nessun compenso è stato riconosciuto al commissario, in quanto l'attività rientra nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
Consente il giudizio di ottemperanza per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti giudiziari esecutivi.
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla legge n. 30/1997
La disposizione è richiamata quale condizione ulteriore applicabile all'esecuzione nei confronti delle amministrazioni pubbliche; il giudice ha ritenuto soddisfatti i relativi presupposti in presenza della notificazione della sentenza all'Amministrazione.
art. 1, comma 121, legge n. 107/2015
Prevede la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, beneficio economico riconosciuto alla ricorrente dalla sentenza del giudice ordinario posta in esecuzione.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è fondato quando l'amministrazione non esegue spontaneamente una sentenza passata in giudicato, notificata all'amministrazione e recante un obbligo di adempimento sufficientemente determinato.
- Accertato l'inadempimento dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può assegnare un termine per l'esecuzione e nominare sin d'ora un commissario ad acta, condizionandone l'intervento all'istanza del creditore dopo l'inutile decorso del termine.
- Quando l'attività commissariale rientra nei compiti istituzionali del soggetto nominato, non è dovuto uno specifico compenso al commissario ad acta.
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